Scenario di crisi: basta palliativi, servono sostegni strutturali immediati

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Gli artigiani sono alle prese con bollette raddoppiate, inflazione boom, restrizioni anticovid, difficoltà nel credito e confusione Ecobonus

Vannetti: sulle risposte alla pandemia e sul bonus casa auspichiamo una radicale semplificazione normativa

Altissimi costi dell’energia con bollette quasi raddoppiate, inflazione che cresce, permanenza delle restrizioni anticovid con difficoltà sia a livello nazionale che sui mercati internazionali e poi la confusione normativa crescente sul tema dell’Ecobonus e della moratoria dei crediti delle pmi. E’ lo scenario attuale, estremamente complesso, riferito all’economia e alla vita quotidiana delle imprese artigiane aretine e non solo.

“Su tutti questi temi basta palliativi, occorre uno sforzo complessivo di sostegno strutturale e definitivo accompagnato da una forte operazione di semplificazione normativa”. Interviene cosi su questi temi il Presidente di Confartigianato Arezzo,  Ferrer Vannetti  che ad esempio, anche se apprezza le misure in materia di energia adottate nel Decreto Sostegni per attenuare l’impatto del caro-bollette sulle piccole imprese, spiega che “si tratta di interventi di carattere temporaneo, mentre appare necessario assolutamente attuare con rapidità una riforma strutturale della bolletta elettrica che elimini gli assurdi squilibri che mettono in crescente difficoltà i piccoli imprenditori”.

“Sul fronte del credito appare poi assolutamente necessario – secondo Vannetti –  che si arrivi rapidamente ad una proroga dell’efficacia del provvedimento per evitare quella che potrebbe delinearsi come una gravissima crisi e la chiusura di molte imprese”.

Il presidente  di Confartigianato Arezzo è poi critico sull’intervento contro le frodi nell’utilizzo dei bonus edilizi: “Le continue modifiche della disciplina – sottolinea – creano incertezza sul mercato con l’effetto di bloccare le operazioni, anche quelle che non presentano profili patologici e creano anche un’incertezza tale nelle regole da scoraggiare il mercato anche ad Arezzo. Le nostre imprese sono serie e operano in correttezza e non possono venire penalizzate da pochissimi che si muovono fuori dalle leggi”. 

“Inoltre, limitare ad una sola cessione il trasferimento dei crediti – insiste Vannetti –  potrebbe determinare un rallentamento delle operazioni di acquisto da parte degli operatori finanziari che sono prossimi al raggiungimento della loro capacità di assorbimento in compensazione dei crediti stessi”. Giusto quindi, secondo il presidente  “l’obiettivo di contrastare le frodi ma non si possono colpire continuamente migliaia di cittadini e di imprese corrette impegnate in interventi di riqualificazione energetica e sismica, che ora dovranno necessariamente rivedere le condizioni contrattuali con i proprietari, generando migliaia di contenziosi e un blocco del mercato”.

Il tutto poi inserito in uno scenario economico generale molto complesso, “dove – descrive  Vannetti  –  la diffusione della nuova variante Omicron, le interruzioni delle filiere globali a cui si aggiunge il  boom dei prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici, hanno portato ad una inflazione più elevata del previsto, rallentando il ritmo della comunque lieve ripresa in corso”.

Problema Covid: secondo il presidente di Confartigianato Arezzo “comunque le vaccinazioni sono assolutamente necessarie in ambito lavorativo, ma serve anche una semplificazione, le attuali procedure di isolamento appaiono per la gran parte obsolete e la normativa rispetto alle restrizioni va resa più semplice: molte fiere internazionali sono state rinviate a primavera o all’estate, non è un buon segnale per l’economia, con molte aziende al collasso e a organico ridotto”.

Ecco quindi che su questo punto “le Pmi anche aretine, che su questo hanno una vocazione storica sperimentata – approfondisce Vannetti  – sono fortemente impegnate a recuperare sui mercati esteri il terreno perduto a causa della pandemia e della crisi dei consumi interni. Hanno quindi più che mai necessità di essere sostenute nell’attività di internazionalizzazione con strumenti semplici e ‘a misura’ della loro dimensione imprenditoriale”.

A questo proposito Vannetti  evidenzia l’ottimo utilizzo del Fondo 394 di Simest che ha visto un grande coinvolgimento delle Piccole e medie imprese grazie all’estensione dell’operatività del fondo a tutti i Paesi dell’Ue, alla temporanea esenzione dalla presentazione di garanzie, all’inserimento di una specifica componente di risorse a fondo perduto.

Ma c’è – spiega ancora  – la necessità di stabilizzare questo incentivo, prevedendo una riserva dedicata alle micro e piccole imprese, una quota di finanziamento a fondo perduto per la partecipazione alle fiere, l’apertura alle ditte individuali e alle imprese manifatturiere di servizi, che sono rimaste escluse nei precedenti bandi, l’esenzione delle garanzie per l’accesso allo strumento”.

Secondo Vannetti anche il Digital Temporary Export Manager va ulteriormente rafforzato “poiché consente di non caricare costi strutturali sulle piccole imprese e può rappresentare un’interfaccia formativo per risorse interne all’azienda, mettendole in condizione di camminare sulle proprie gambe, anche al fine di poter approfittare delle occasioni offerte dall’incremento del commercio digitale. Appare quindi necessario stabilizzare questo strumento ed estenderlo anche alle ditte individuali e società di persona”.