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“Le città motore di sviluppo umano”

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“Le città motore di sviluppo umano”

L’atto conclusivo del progetto UmanamENTE

 

 

È in programma lunedì 12 dicembre a partire dalle 9 fino alle 17 nella Sala Giostra del Saracino di palazzo comunale una giornata di riflessione e dibattito sul ruolo che le amministrazioni locali e gli attori della società civile possono svolgere nelle strategie di cooperazione tra territori e nelle politiche coerenti allo sviluppo umano e sostenibile. Il convegno, dal titolo “Le città motore di sviluppo umano”, si pone a conclusione del progetto UmanamENTE (www.umanamente.org) realizzato dal Comune di Arezzo, in collaborazione con Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Oxfam Italia, Lunaria, Istituto di studi superiori di Pavia e Università di Firenze.

Con gli interventi di accademici, funzionari di organizzazioni internazionali, amministratori locali e rappresentanti della società civile - tra questi: Giuseppe Fanfani, Sindaco di Arezzo, Lisa Sacchini assessora del Comune di Arezzo alla cooperazione decentrata, Stefania Magi assessora del Comune di Arezzo all’integrazione, Francesco Petrelli, Presidente di Oxfam Italia e dell’associazione delle ONG italiane, Massimo Toschi, consigliere del Presidente della Regione Toscana per la cooperazione, Sauro Testi, Presidente della Consulta cooperazione e pace di Anci Toscana - il convegno si snoda in tre sessioni: “Attori locali e non statali, protagonisti di quale sviluppo?”, “Disegnare politiche locali e interventi di cooperazione decentrata in un’ottica di sviluppo umano”, “Città per lo sviluppo umano”.

Stefania Magi: “UmanamEnte. Il nome del progetto ci racconta l’obiettivo di portare i principi dello sviluppo ‘Umano’ nell’amministrazione dell’ ‘Ente’ locale. Sviluppo umano che non è solo reddito, ma benessere nel senso più ampio, come ci insegna  Amartya Sen, premio Nobel economia 1998. Obiettivo del progetto è trasformare la teoria dello sviluppo umano sostenibile in strumenti per i decisori politici, perchè queste teorie vengano messe in pratica nella realtà, dove le persone vivono. Una strada per colmare la distanza tra le scienze sociali e la politica. Le decisioni politiche prendono strade tortuose, non sempre comprensibili ed efficaci verso l’obiettivo che è il benessere delle persone, sostenibile per tutti e nel tempo. Lunedì prossimo ricercatori e amministratori si confronteranno sul tema. Verrà presentato tra l’altro uno dei lavori del progetto che coinvolge direttamente la nostra città: ‘La misurazione del benessere ad Arezzo’. Le dimensioni del benessere diverse dal PIL e dal reddito pro capite non sono di facile quantificazione. Questo lavoro sperimenta a livello del nostro Comune la costruzione di indicatori, ossia valori numerici di misura, dello sviluppo umano nelle sue diverse dimensioni, per offrire uno strumento concreto agli amministratori, per leggere i bisogni delle persone e valutare l’impatto delle loro scelte in termini di sviluppo umano”.

“Lisa Sacchini: “l’approccio serve come volano per pensare la cooperazione in modo diverso. Cooperazione decentrata significa instaurare legami tra territorio e territorio ma tradizionalmente si è svolta secondo la direttrice nord-sud del pianeta. Ora siamo in grado di pensarla come confronto fra indici di benessere e da questo confronto il nostro stesso modello di sviluppo può trarne utili suggerimenti”.

Hanno sottolineato Caterina Marchioro e Francesco Petrelli, rappresentanti di Oxfam: “le ricerche realizzate e le attività di sensibilizzazione, formazione e consulenza proposte nell’arco dei tre anni del progetto UmananENTE hanno conseguito importanti risultati volti a supportare amministratori e funzionari delle regioni e degli enti locali così come operatori del terzo settore nel disegnare e attuare politiche di sviluppo locale e di cooperazione tra territori coerenti con l’approccio allo sviluppo umano sostenibile, che possano effettivamente incidere delle persone. La pubblicazione finale ‘Politiche per uno sviluppo umano sostenibile’, edita da Carocci, riporta molte delle riflessioni maturate nell’arco del progetto proponendo una rilettura delle politiche di sviluppo locale e di cooperazione decentrata fondate su questo approccio fondato da un premio Nobel. Una grande idea che 20 anni fa sembrava di sognatori e che oggi è nell'agenda degli istituti e delle organizzazioni internazionali”.

Veniamo alle sessioni del convegno: la prima focalizzerà la sua attenzione sul programma tematico della Commissione Europea sviluppando una riflessione critica sul protagonismo degli attori locali e non statali e sui contributi che questi soggetti possono portare alle strategie di cooperazione dell’Unione Europea. Verranno presentate quali sono le valutazioni, seppur ancora parziali, che la Commissione ha tratto dal primo periodo di implementazione e quali strategie si pone per il futuro.

La seconda sessione parte da una riflessione più generale per passare poi a un discorso “applicato” dello sviluppo umano nelle politiche locali di un dato Paese e contestualmente a come questo approccio possa guidare le politiche di cooperazione decentrata tra due territori. Non mancherà la presentazione di esperienze specifiche di cooperazione.

L’ultima sessione si interrogherà su quelle che sono le determinanti che assicurano benessere e inclusione sociale nelle città con uno sguardo al contesto globale grazie all’esperienza di Cities Alliance e la presentazione di una ricerca realizzata da Lunaria sulla misurazione della qualità della vita ad Arezzo in un’ottica di sviluppo umano.

La proposta di Cities Alliance verte sui processi di trasformazione delle città: se questi sono inclusive possono ridurre le sacche di povertà e marginalizzazione spesso presenti soprattutto nei contesti urbani. La ricerca di Lunaria su Arezzo, partner del progetto UmanamEnte, focalizzerà la propria attenzione sia su aspetti metodologici sia su aspetti contenutistici che possono orientare l’amministrazione cittadina nella programmazione futura delle sue politiche.

 

 

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