Prima Pagina | Politica società diritti | “I deficit della Giunta, la maschera del PD”

“I deficit della Giunta, la maschera del PD”

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
“I deficit della Giunta, la maschera del PD”

Dichiarazione dei consiglieri comunali Lucio Bianchi e Daniele Farsetti (Movimento 5 stelle)

 

Due cose gravi hanno caratterizzato, per il Movimento 5 stelle, l’ultimo Consiglio Comunale. “La prima - ha sottolineato Daniele Farsetti - è il voto che colpisce i lavoratori solo per responsabilità della Giunta. La quale ci voleva fare approvare un taglio che non nasconde quelli che sono i suoi deficit: in realtà, da luglio, il questionario che avevano riempito i revisori dei conti dell’ente e inviato alla Corte dei Conti evidenziava che il famoso parametro del 40%, inteso come rapporto tra spesa corrente totale e spesa del personale, era fuori controllo. Da quella data non si è fatta alcuna politica per contenere questa spesa, anzi abbiamo avuto, in successione, il Direttore generale abrogato dalla legge e rientrato dalla finestra come Coordinatore dei processi trasversali, un nuovo bando per 5 dirigenti,  nessuna risposta in Commissione bilancio alle nostre domande su dove sarebbero stati effettuati i tagli e il mancato coinvolgimento di lavoratori e sindacati nella fase decisionale”.

Lucio Bianchi: “sull’acqua pubblica, poi, il Pd ha gettato la maschera. Le prime avvisaglie le avevamo avute quando è stato eletto Andrea Modeo a presidente della Commissione consiliare speciale per la revisione del servizio idrico integrato in direzione della sua ripubblicizzazione. Una scelta politica chiara, per nulla distensiva, visto che è andata a cadere su un consigliere che, legittimamente peraltro, mai ha mostrato entusiasmo per l’ipotesi di ripubblicizzazione dell’acqua. Solo che questa ipotesi è la volontà degli italiani certificata da un referendum popolare in merito al quale il Pd sta facendo di tutto per disattenderne l’esito. Ovviamente dietro alla facciata di essere d’accordo.

Quando però si tratta di atti concreti, il Pd si dimostra antagonista della ripubblicizzazione del servizio. Lo fa in regione, lo fa a livello nazionale, lo fa ad Arezzo. Potevano smentire questa impressione votando l’atto di indirizzo di Barone, da noi appoggiato, invece hanno dato adito a un atteggiamento ostruzionistico che lo ha affossato. Cosa chiedeva d’altronde? Sollecitava il Sindaco a portare in AATO 4 le istanza del risultato referendario: e dinanzi all’assemblea dei sindaci porre la questione del D.P.R. 18 luglio 2011, n. 116, che dice chiaramente che l’abrogazione del 7% di remunerazione del profitto privato ha effetto dal 21 luglio 2011. Questo chiedevamo al Sindaco che invece nel dibattimento ha prima tentato di eludere la questione, poi presa coscienza della fermezza del nostro e di altri gruppi ha prima posto delle condizioni a parte della maggioranza infine ha condizionato la volontà del gruppo Pd al momento del voto. Risultato scontato, opinione pubblica tradita”.

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0