Prima Pagina | Politica società diritti | Consiglio Comunale 29 novembre / Le interrogazioni

Consiglio Comunale 29 novembre / Le interrogazioni

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font

In apertura di seduta, il Consiglio Comunale ha osservato un minuto di silenzio in memoria del consigliere provinciale Ivo Menchini, recentemente scomparso. Il Presidente Ralli ha quindi sospeso la seduta fino alle 11.30 a causa del concomitante svolgimento dell'assemblea del personale e alla ripresa sono iniziate le interrogazioni.

 

Grazia Sestini (Pdl) ha lamentato la mancata prima convocazione della Commissione consiliare sanità. “Organo forse giudicato non necessario ma che esiste e che quindi deve funzionare. Prendendo spunto da questo fatto, aggiungo alcune considerazioni sulla sanità locale che ha tre problemi: le code per chiedere l'esenzione dal ticket, in parte diminuite ma troppo gravose nei giorni scorsi. Il Sindaco si è lamentato con i farmacisti ma perché non ha fatto uso dei suoi buoni uffici per le farmacie comunali? Secondo: le liste d'attesa. È vero che “ballano” a seconda delle prestazioni richieste ma basta avere bisogno di una certa indagine diagnostica per essere rimandato di mesi. Non spetta al Sindaco trovare soluzioni a questo problema ma è lui il Presidente delle conferenza dei sindaci della Zona socio-sanitaria. Cosa fa per garantire ai cittadini una sanità efficace? Terzo: l'accesso al Pronto Soccorso. Se anche ad Arezzo gli accessi impropri sono circa il 40% è evidente che i cittadini non sono innanzitutto informati. Poi, manca una presenza puntuale dei servizi territoriali. Cosa è previsto nel Piano integrato dei servizi socio-sanitari per risolvere questa situazione?”.

Roberto Bardelli (Pdl): “già a giugno ho fatto alcune considerazioni che sono costretto a riproporre. Intanto, se al vertice del Comune c'è il Segretario Comunale, ribadisco l'inutilità del Direttore generale, “furbescamente” rinominato coordinatore dei processi trasversali. La delibera 599 del 2011 ha poi approvato la pianificazione del fabbisogno del personale. In questa delibera si leggeva che il tutto aveva la necessaria copertura finanziaria. Ma ecco l'inghippo: la Giunta dà il via a un taglio lineare di 1.700.000 euro a danno dei dipendenti per cui dobbiamo dedurre che soldi in cassa non c'erano, già all'epoca della deliberata pianificazione. Secondo inghippo: la Giunta si appresta a inserire 5 nuovi dirigenti in pianta organica. Domando allora quale qualifica hanno adesso i 5 dirigenti a tempo determinato nominati dal Sindaco a suo tempo, preso atto che non rivestono più la qualifica dirigenziale, chi ha preso il loro posto ed hanno nel frattempo percepito compensi non dovuti? Concludo prendendo spunto dai recenti fatti avvenuti per situazioni analoghe al Comune di Bologna dove un assessore ha inviato alla Procura della Repubblica l'elenco dei nomi dei vincitori di una procedura selettiva analoga a quella del Comune di Arezzo. Come un novello Nostradamus mi riservo pertanto di indicare al Procuratore della Repubblica di Arezzo l'elenco dei nomi degli eventuali assegnatari degli incarichi dirigenziali oggetto della procedura di selezione bandita dal Comune”.

Il Sindaco Giuseppe Fanfani: “la vicenda nasce da un sistema legislativo da me non voluto ma con il quale devo confrontarmi. I Comuni hanno due parametri a cui devono attenersi: il patto di stabilità, che costringe a fare i “salti mortali” tagliando tutto e di tutto. Non esistono più spese di rappresentanza e sport e cultura non hanno un euro. Poi c'è un secondo rapporto da considerare, quello tra spesa corrente e spesa del personale che deve stare sotto il 40%, altrimenti non si può erogare un euro a titolo di salario integrativo e non si possono fare assunzioni. Il 22 ottobre, le sezioni unite della Corte dei Conti hanno sentenziato che non si può confrontare il rapporto sommando al Comune le aziende partecipate. Il Comune va da solo. Dovendo allora salvare il salario integrativo dei dipendenti e consentire ai Comuni di fare assunzioni e svolgere una politica virtuosa per il futuro, bisognava alzare la spesa corrente e abbassare la spesa per il personale. Ricordo che quest'ultima è già stata toccata considerevolmente: i dirigenti sono 11 più i 5 posti a tempo determinato messi a concorso ma quando sono arrivato erano 28. I 5 dirigenti che ho nominato negli scorsi anni erano già a capo di Posizioni organizzative per cui, per essi, abbiamo speso in più, in questo periodo, solo una frazione equivalente alla differenza di stipendio fra dirigente e posizione organizzativa. Ammesso che ci siano le condizioni per giungere al termine di questa procedura di selezione, le assunzioni arriveranno alla fine dell'anno e l'incidenza per il 2011 sarà dunque zero. Complessivamente, nel 2006 la spesa per il personale era di 28 milioni di euro, ora è 23 milioni. Quando esistevano le condizioni abbiamo fatto scelte coraggiose e importanti, assumendo 28 precari e trasformando il loro contratto a tempo indeterminato. Abbiamo tagliato il salario accessorio ai dirigenti ma nonostante questa misura mancano 7-800 mila euro e non potevamo non toccare il fondo dei dipendenti. Se non si modificherà l'orientamento della Corte dei Conti, il problema si riproporrà con forza l'anno prossimo e in quelli a venire. La scelta di tagliare il fondo dei dipendenti, ribadisco, è rischiosa, perché anche così siamo attorno al 39,9%, ma obbligatoria”.

Roberto Barone (Idv): “la delibera 640 del 23 novembre riduce la spesa del personale di 1.700.000. La suddetta delibera non è dettagliata ma sembrerebbe intervenire sul salario accessorio dei dipendenti toccando il bilancio familiare e la stessa pensione. Quali addendi stanno dentro al milione e 700 mila e sono state valutate tutte le opzioni alternative compresa la riorganizzazione degli uffici e del personale?”.

L'assessore al personale Stefania Magi: “l'entità del taglio al salario accessorio dei dipendenti comunali è la minima necessaria per rientrare nel parametro 40\100. Il taglio si è reso necessario come extrema ratio ma non si tratta di un intervento lineare perché abbiamo così salvaguardato una quota di salario accessorio che resta erogabile. Opzioni alternative? La riorganizzazione dell'ente non incide nel breve sulla spesa del personale, per cui questo intervento, a oggi, era l'unico attuabile”.

Marco Tulli (Sinistra, ecologia e libertà): “chiedo al Sindaco in qualità di membro dell'assemblea dei sindaci dell'AATO 4 di farsi portavoce della volontà dei cittadini per riportare l'acqua in mano pubblica, per abrogare la cosiddetta remunerazione del profitto, per individuare una persona adeguata alla presidenza con competenze adeguate e il mandato secco di procedere alla ripubblicizzazione del servizio idrico. Inoltre, chiedo al Sindaco se a titolo personale vuole aderire al comitato acqua pubblica di Arezzo”.

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0