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Bibbiena: l’urbanistica secondo l'Assessore Lorenzoni

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Bibbiena: l’urbanistica secondo l'Assessore Lorenzoni

Colui “ché libido fé licito in sua legge”


Ci siamo spesso domandati come fosse possibile che di fronte alla parossistica, irrefrenabile e devastante attività urbanistica dell’Assessore Lorenzoni, non ci fosse nessuna osservazione formale da parte non solo di singoli cittadini, ma nemmeno da altre autorità competenti.

Abbiamo fatto una breve ricerca sulle varianti agli strumenti urbanistici prodotti dalla nuova amministrazione civica Bernardini/Lorenzoni ed abbiamo scoperto cose interessanti e preoccupanti.

Nella prima variante al regolamento urbanistico approvata dopo le elezioni, hanno introdotto un articoletto (art.71) che, per un normale lettore potrebbe sembrare una bella semplificazione delle procedure urbanistiche (e così crediamo sia stata giustificata), ma che in realtà abilita l‘amministrazione a fare qualsiasi scelta senza essere controllata.

Il famigerato art. 71 così recita “Tutte le trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a piano attuativo possono anche essere realizzate tramite intervento diretto, se subordinate alla stipula di una convenzione, approvata dal Consiglio Comunale, che garantisca l'interesse pubblico e la dotazione delle opere di urbanizzazione primaria…”

Per il pubblico di non addetti: questo articolo significa che non c’è più bisogno di deposito al genio civile (con tutte le relative conseguenze, gli atti e le indagini anche geologiche  obbligatorie) e, soprattutto, non c’è più bisogno di pubblicazione dei piani attuativi, che permette sia a singoli cittadini, sia ad altri enti o associazioni di presentare osservazioni. Insomma tutto avviene all’interno delle stanze comunali, basta che un tecnico, responsabile del servizio, nominato dal Sindaco, certifichi che va tutto bene, e nessuno ha più gli strumenti né di osservare, né di controllare.

Se, poi, c’è un obbligo che tutte le leggi, nazionali e regionali, prevedono, è che le scelte urbanistiche devono essere pubblicate per un certo periodo per dare la possibilità di presentare osservazioni, perché ogni intervento di trasformazione del territorio non riguarda solo chi lo realizza, ma coinvolge interessi collettivi ed anche di altri privati. Così prevede la L.R 1/2005 (tutt’ora in vigore) che non autorizza deroghe alla pubblicazione degli atti dei piani attuativi ( art. 69) e che prevede il deposito degli atti al Genio civile per la verifica sulla pericolosità geologica e idraulica che il R.U. rimanda per sua natura ai piani attuativi ( art. 62 ).

Ma a Bibbiena le leggi non valgono. C’è il regno autoctono  e autoreferenziale Bernardini/Lorenzoni, quello del mattone facile ovunque. Basta una richiesta e tutto si concede, basta una deliberetta del Consiglio (tanto la maggioranza è bulgara e l’opposizione a volte dormitat, come il buon Omero) e tutto diventa possibile. Tanto nessuno potrà obbiettare, perché non ne ha gli strumenti nemmeno conoscitivi. Visto che i piani attuativi non vengono più pubblicati.

Al Sindaco Bernardini che si è presentato come il nuovo contro le vecchie camarille, sbandierando la trasparenza come metodo di governo chiediamo: è questa la trasparenza? In un settore così delicato che pregiudica il nostro territorio per i decenni avvenire, è possibile continuare in questa politica scellerata, senza possibilità di controllo? Se siete così sicuri di fare bene, perché non rispettate le procedure di legge che permettono a chiunque di fare osservazioni e agli enti preposti di controllare il rispetto delle normative non solo in materia di ben ambientali, ma anche dal punto di vista idrogeologico, in un  territorio come quello di Bibbiena che la storia insegna non essere esente da pericoli di dissesto?

Noi abbiamo capito una cosa chiara: a Bibbiena è tornato attuale il motto dantesco “Ché libido fé licito in sua legge”.

La Giunta Bernardini/Lorenzoni si è costruita delle norme che rendono lecito tutto quello che vogliono. Basta concordare con loro la convenzione. E tutti gli altri tacciano!

Ma visto che l’art. 71 del Regolamento urbanistico sopra ricordato è in palese contrasto con le leggi vigenti, a parte la responsabilità politica degli amministratori, vorremmo domandare anche al Segretario Comunale ed al funzionario che ha certificato la legittimità del nuovo R.U. quali argomentazioni ha usato per poter esprimere il proprio parere positivo.

In attesa della solita minaccia di querela, gradiremmo qualche risposta in merito

Sinistra Ecologia Libertà Casentino

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