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Donna di 39 anni muore poco prima di un intervento chirurgico a Bibbiena

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Donna di 39 anni muore poco prima di un intervento chirurgico a Bibbiena

Nella tarda serata la Procura della Repubblica di Arezzo ha disposto il sequestro della salma della donna deceduta all'ospedale di Bibbiena (attualmente custodito all'obitorio del San Donato), e il sequestro delle relative cartelle cliniche.

 

 

AREZZO - Nel primo pomeriggio di oggi, presso l’obitorio dell’ospedale San Donato, è stato eseguito il riscontro diagnostico  sulla salma di una donna di 39 anni deceduta all’ospedale di Bibbiena.

Al riscontro diagnostico, deciso dalla stessa direzione aziendale, era presente anche un medico legale incaricato dalla famiglia della paziente deceduta.

Gli esperti devono valutare, in relazione ai contenuti delle cartelle cliniche ed alle analisi sul corpo della donna, quali possono essere state le cause della morte improvvisa. Saranno eseguiti esami specifici su alcuni tessuti e sostanze che sono state prelevate. Solo al termine di queste complesse indagini  sarà  compiuta una valutazione complessiva per determinare con la maggiore precisione possibile le cause dell' evento.

“Da una prima analisi macroscopica – afferma una nota della Asl 8 -  non si riscontrano cause riconducibili all’operato dei sanitari. Analisi, questa,  sulla quale concorda anche il medico-legale consulente della famiglia, che ha partecipato a tutte le fasi del riscontro diagnostico eseguito sulla salma, per garantire la massima trasparenza. La conferma è attesa dagli esami istologici che saranno eseguiti nei prossimi giorni”.

Quello programmato sulla donna casentinese (nubile), era un intervento di colecistectomia , da eseguire con la tecnica mininvasiva della laparoscopia. Un intervento comune ed eseguito da anni con successo all’ospedale di Bibbiena.

La donna, che aveva eseguito nelle passate settimane i tradizionali controlli  di preospedalizzazione e che in passato era stata altre volte sottoposta ad anestesia generale senza alcuna conseguenza, è entrata tranquilla in sala operatoria , per essere sottoposta a preanestesia. E’ stato al termine di questa fase, quando si passa alla vera e propria anestesia, che è arrivata la prima crisi respiratoria e cardiaca. Gli anestesisti presenti, con l’intervento anche del cardiologo prontamente  avvisato, hanno compiuto tutta una serie di manovre, somministrando farmaci ed eseguendo quei passaggi  rianimatori che in questi casi sono previsti. La donna, i cui parametri vitali sono andati continuamente affievolendosi, è stata portata in rianimazione, ma nonostante l’ulteriore  prodigarsi dei medici , è deceduta.

Dopo aver informato i familiari, ai quali è stato illustrato l’intero percorso a cui era stata sottoposta la paziente, è stato proposto di eseguire il riscontro diagnostico. La salma è stata trasferita all’obitorio di Arezzo e qui nel primo pomeriggio si è proceduto.

In attesa degli esiti dell’accertamento, l’Azienda porge le proprie condoglianze ai familiari della donna.

 

 

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