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Grandi compagnie, grandi artisti, un nuovo palcoscenico: è la stagione di prosa del “Teatro Petrarca” 2011/2012

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Un prologo di qualità a dicembre. Poi il decollo definitivo a partire dal gennaio 2012. Sono i due momenti attorno ai quali ruota la stagione di prosa organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Arezzo, direzione artistica di Andrea Biagiotti, per la prima volta in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. Grazie al voto del Consiglio Comunale dello scorso 16 novembre, il Comune di Arezzo ha infatti aderito a questa fondazione che da oltre 20 anni si occupa della distribuzione e della promozione di spettacoli dal vivo.

Debutto, dunque, al Teatro Pietro Aretino. Con il nuovo anno sarà invece inaugurato il palcoscenico del Teatro Mecenate, l’ex auditorium della scuola Francesco Severi, in zona Tortaia, in grado ora, grazie a un curato maquillage, di ospitare gli spettacoli di prosa. L’ingresso è indipendente dal plesso scolastico: vi si accede infatti da viale Dante e non da via Alfieri. L’intervento di riadattamento effettuato dagli uffici tecnici dell’amministrazione comunale ha permesso alla struttura di dotarsi di camerini adeguati, americane, scenari e quant’altro sia utile a ospitare anche compagnie strutturate e non solo one man show. Un guadagno importante sia in termini scenografici, il palco lungo 10 metri e profondo 7 consentirà alle compagnie di fare sfoggio del loro completo allestimento, sia in termini di pubblico: se con il Pietro Aretino il numero di spettatori si fermava a 130, il Mecenate consente di arrivare a 300 posti.

“Lo voglio subito dire a chiare lettere - ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Arezzo Pasquale Macrì - dopo anni, torna la stagione di prosa del Teatro Petrarca. No, non mi sto sbagliando, voglio dire che nel passato si è creata un’indebita relazione fra la chiusura del Teatro Petrarca e la riduzione degli spazi, degli spettacoli, dei cartelloni. Io non ha guardato ai metri quadrati ma alla qualità, perché anche la Fenice e il Petruzzelli hanno chiuso ma a Venezia e a Bari hanno continuato a esistere le stagioni della ‘Fenice’ e del ‘Petruzzelli’. Il teatro non è un edificio, si fa dappertutto, da sempre, dai tempi dei greci, anche nelle cantine, perciò quella che oggi proponiamo e regaliamo alla città, dopo un lavoro non da poco, è la stagione del ‘Petrarca’ momentaneamente ospitata fuori da quello spazio, da quell’edificio. Tuttavia la possiamo chiamare in questa maniera perché è adeguata alla storia e al livello qualitativo raggiunti da quel teatro e dalla sua tradizione straordinaria.

La stagione del ‘Petrarca’ 2011/2012 - ha concluso Macrì - offre tragedia, commedia, attualità, teatro d’impegno e di svago, è frutto di alcune aperture e collaborazioni che siamo riusciti a instaurare a livello regionale e a livello nazionale. Parlo della Fondazione Toscana Spettacolo, della Regione Toscana e del Teatro Franco Parenti di Milano, tanto che alcuni spettacoli che abbiamo in calendario si potranno vedere, in Italia, solo nel capoluogo lombardo e nella nostra città. Stop. Questo è quanto ci proponevamo, ovvero esordire come assessorato con una stagione di notevole richiamo. Siamo riusciti nell’intento e per questo voglio ringraziare gli sponsor che hanno creduto nell’operazione e in definitiva hanno creduto in Arezzo spesso raddoppiando il loro contributo, comunque mai fermandosi a quanto davano precedentemente. A leggere le proposte siamo di fronte a generi diversi ma c’è un filo rosso che li lega ed è il tema della libertà: a discuterne, nei pomeriggi che precederanno le rappresentazioni, verranno 5 o 6 filosofi, tra i maggiori del pensiero italiano contemporaneo”.

“In questi anni - ha dichiarato Beatrice Magnolfi, Presidente della Fondazione Toscana Spettacolo - si è parlato molto di teatro e lo si è fatto in termini non proprio edificanti: il teatro è stato dipinto come un carrozzone o come un settore assistito. A questo messaggio, si è aggiunta nel frattempo una crisi economica grave, come noto, per cui la stagione di prosa del Comune di Arezzo rappresenta un doppio atto di coraggio, una sfida alla crisi e una risposta a quel messaggio, grazie a una proposta capace di parlare a molteplici segmenti di pubblico. A proposito di crisi e di carrozzoni, voglio citare alcuni dati forniti da Federcultura e riferiti al 2010: 22 milioni di biglietti staccati nei teatri, 700.000 in più dei biglietti degli stadi di calcio, con tutta la sovraesposizione pubblicitaria e mediatica di cui gode quest’ultimo. Questo per dire come lo spettacolo dal vivo sia una voce importante a livello economico e che nei momenti difficili cresce la domanda di cultura perché la gente vuole riflettere, magari svagarsi, avere strumenti adatti per decifrare la realtà. Non trascuriamo inoltre che gli addetti nel teatro a livello nazionale sono 250.000, è un settore dunque che offre lavoro.

La stagione aretina - ha concluso Magnolfi - è colta e popolare al tempo stesso, colta perché di notevole spessore artistico, popolare nel senso di essere rivolta a un pubblico di cui si vuole rinnovare l’abitudine a frequentare un luogo di cultura: perché prima di quattro mura, il teatro sono gli attori che stanno nel palcoscenico ma è anche il pubblico, senza il quale non c’è alcunché”.

Andrea Biagiotti: “con il prologo di dicembre, la stagione teatrale si affida a due grandi nomi: martedì 13 alle 21,15 toccherà a Silvio Orlando aprire il sipario con ‘Il nipote di Rameau’ capolavoro satirico di Denise Diderot della seconda metà del Settecento. Rameau manca dai teatri italiani dagli inizi degli anni novanta.

Sempre alle 21,15 di martedì 20 dicembre, produzione Teatro Franco Parenti, c’è ‘Cuore di cactus’ di Antonio Calabrò, interpretazione e regia di Fausto Russo Alesi, un avvincente ‘diario in pubblico’ di un grande giornalista e scrittore che, da Palermo a Milano, ha attraversato 40 anni di storia italiana, raccontandola con gli occhi di un siciliano doc. Quando la stagione si trasferirà dal Teatro Pietro Aretino al nuovo Teatro Mecenate, non abbandoneremo di certo il primo a un destino di solitudine o chiusura: il Pietro Aretino resterà vivo, cercheremo di farvi nascere co-produzioni, spettacoli nuovi, rassegne parallele, senza dimenticare come questo spazio sia ottimo per percorsi didattici e formativi destinati alle scuole”.

Ecco di seguito il calendario completo degli spettacoli al Teatro Mecenate:

mercoledì 25 gennaio

Arca Azzurra Teatro/ErreTiTeatro30

Isa Danieli

L’abissina, paesaggio con figure

testo e regia di Ugo Chiti

Musica originale e adattamento Vanni Cassori e Jonathan Chiti

con Barbara Enrichi

e Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, e con Lorenzo Carmagnini, Andrea Corti, Giulia Rupi, Cristina Torrisi

 

Giovedì 2 febbraio

Associazione Teatrale Pistoiese/Argot Produzioni/Teatro dei Due Mari

Pamela Villoresi, David Sebasti in

MEDEA di Euripide

traduzione e adattamento di Michele Di Martino e Maurizio Panici

con Renato Campese, Maurizio Panici, Silvia Budri Da Maren, Andrea Bacci, Elena Sbardella

regia di Maurizio Panici

Domenica 12 febbraio

Produzione Teatro Franco Parenti

KARENINA da Lev Tolstoj
drammaturgia di Emanuele Trevi e Sonia Bergamasco
regia Giuseppe Bertolucci
con Sonia Bergamasco ed Emanuele Trevi

Sabato 18 febbraio

Allibito Unipersonale

Alessandro Bergonzoni in

Urge di e con Alessandro Bergonzoni

regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi

Sabato 10 marzo

Produzione Teatro Franco Parenti

IL GRANDE INQUISITORE
da I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij
con Remo Girone

Sabato 24 marzo

AGidi

OPEN DAY di Walter Fontana

Regia di Ruggero Cara

con Angela Finocchiaro e Michele Di Mauro

Domenica 1 aprile

Produzione Teatro Quirino/Teatro Stabile di Calabria

LO SCARFALIETTO di Eduardo Scarpetta
adattamento e regia di Geppy Gleijeses
musiche Matteo D’Amico
con Geppy Gleijeses, Lello Arena, Marianella Bargilli, Gennaro Cannavacciuolo

Martedì 24 aprile

Produzione Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna
OTELLO di William Shakespeare
traduzione, adattamento, regia Nanni Garella
con Massimo Dapporto, Maurizio Donadoni, Lucia Lavia, Nanni Garella

 STAGIONE TEATRALE 2011-2012

 

abbonamenti

intero: € 100

ridotto: € 70

I titolari di questo abbonamento hanno diritto all’ingresso per gli 8 spettacoli in abbonamento della Stagione 2011/2012.

La campagna abbonamenti ha luogo presso Rete Teatrale Aretina, Via Bicchieraia, 34, Arezzo, dal 5/12/2011 al 10/12/2011 (rinnovo riservato agli abbonati alla Stagione 2010/2011 del Teatro Pietro Aretino) e dal 12/12/2011 al 17/12/2011 (nuovi abbonamenti), nei seguenti orari:

lunedì - venerdì: 10 - 13 e 16,30 - 19,30; sabato: 10 - 13.

 

vendita biglietti

intero: € 15

ridotto: € 10

La vendita dei biglietti viene effettuata nei giorni di spettacolo con le seguenti modalità:

presso Rete Teatrale Aretina, Via Bicchieraia, 34, Arezzo, dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 18;

presso la biglietteria del Teatro, dalle 19 alle 21.

Il servizio di prevendita viene effettuato presso la Rete Teatrale Aretina nei seguenti orari:

lunedì, mercoledì e venerdì: 10 - 13;

martedì e giovedì: dalle 14 - 17.

La prevendita non comporta costi aggiuntivi sul prezzo del biglietto.

 

riduzioni

Hanno diritto all’abbonamento o biglietto ridotto le seguenti categorie: fino a 30 anni e oltre 65 anni di età; iscritti alle associazioni teatrali del Comune di Arezzo legalmente riconosciute; dipendenti dell’ente. Al momento dell’acquisto, sia dell’abbonamento che del biglietto, gli aventi diritto alla riduzione dovranno presentare un documento comprovante il diritto alla riduzione.

 

informazioni:

Comune di Arezzo – Ufficio Cultura

Via Bicchieraia, 26 – Arezzo

tel. 0575 377503 – 0575 377504 – 0575 377505

fax 0575 323521

mail: [email protected]

 

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