Prima Pagina | Cronaca | Rogna in Valdarno

Rogna in Valdarno

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Rogna in Valdarno

La scabbia, anche detta rogna, dopo Pian di Scò ha toccato anche San Giovanni.

 

 

 


La parola evoca paure ancestrali e medievali castighi. In realtà una soluzione ad uso topico risolve  abbastanza rapidamente il problema. Se la chiamassimo col nome medico, dermatite contagiosa, ci farebbe sicuramente meno effetto. Anzi forse nessuno.

Uno studente di sesso non specificato (nel senso che il sesso ce l'ha, ma non ce lo hanno detto) del liceo socio pedagogico avrebbe infatti contratto la malattia.

 La malattia è causata da diverse specie di acari (che non sono virus) ed in particolare dal Sarcoptes scabiei. La trasmissione avviene tramite contatto diretto da persone o animali domestici che risultano già infetti

La terapia dipende dalla gravità della forma. A volte basta la cura dell'igiene per terminare gli effetti della malattia in pochi mesi. Le terapie lenitive sono a base di antistaminici orali e salicilati che riducono alcune manifestazione (prurito), gli steroidi al contrario effettuano un peggioramento dei sintomi. Gli antibiotici non servono. Il trattamento farmacologico sarà ad uso topico. Chiunque sia stato a contatto con i soggetti infetti deve sottomettersi a trattamenti precauzionali.

La direzione scolastica ha già provveduto a disinfestare tutti gli ambienti scolastici comuni, ovvero quelli porosi, dove può annidarsi l’acaro che trasmette la malattia, e l’assessore all’istruzione di San Giovanni Laura Camiciottoli, ha chiarito l’episodio.

“Abbiamo appreso la notizia – ha detto l’assessore -, ma la direzione scolastica ha già espletato tutte le pratiche per evitare il rischio contagio nella popolazione scolastica, disinfestando le aree comuni interessate”.

Le rassicurazioni però non sono bastate a tranquillizzare gli studenti dell’istituto, che a partire da questa mattina inizieranno uno sciopero contro gli acari, di durata non specificata, per manifestare il proprio disappunto per quanto avvenuto.

Gli alunni si raduneranno sul lato d’ingresso di viale Gramsci al suono della campanella ma non parteciperanno alle lezioni (oppure le effettueranno all’aperto?), restando fuori da scuola, dove terranno anche una conferenza stampa per spiegare i motivi che hanno mosso la loro protesta contro gli acari.

Ora, dopo il caso Pian di Scò, tocca a San Giovanni e questa volta in una scuola superiore.

Quindi una sola certezza: in Valdarno c’ è la rogna.

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0