De Profundis !

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
De Profundis !

Possiamo attenderci per il futuro un maggior impegno di tempo ed energie dall’assessore Macrì o dobbiamo rassegnarci a che la cultura nella nostra città debba essere quasi unicamente identificata con le pur godibili letture Dantis del nostro sindaco?

 

 

Che la cultura ad Arezzo è moribonda, se non morta, lo certifica l’affidamento ad un medico legale del suo assessorato, un medico che soprattutto sembra considerare l’assessorato alla stregua di un hobby. Questo non per sminuire l’importanza della professione e la capacità del professionista, ma semplicemente per chiedersi se Arezzo meritava veramente un assessore alla cultura part time.

Non sarebbe forse stato meglio affidare quel ruolo ad un uomo o donna di cultura più a tutto tondo, che dedicasse se non tutto, gran parte del proprio tempo al capezzale di questa malata (la Cultura) senza limitarsi a constatarne legalmente la morte?

Non si guida un assessorato così importante in una città d’arte in forza di qualche amicizia nei campi della musica e dell’arte contemporanea. La cultura in una città come Arezzo è cosa ben più complessa. Specialmente in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo.

Al momento dell’insediamento della giunta, Macrì dichiarò fieramente che il suo ufficio non sarebbe più stato un luogo dove si andavano a proporre progetti da finanziare con denaro pubblico, ma un’officina dove si attendeva chi volesse finanziare con denaro privato i grandi progetti elaborati dall’assessorato stesso. Ma anche per ricevere benefattori o investitori che si offrono di finanziare i progetti, bisogna che ci siano i progetti (dando per scontato, e scontato non è, che ci siano i finanziatori e che questi vengano al Comune di loro iniziativa) ma soprattutto bisogna che qualcuno ci sia ad attenderli ed incontrarli nell’ufficio dell’assessore. E possibilmente non un solo giorno alla settimana in concomitanza con la giunta.

In latitanza dell’assessore, poi, ci sarebbe bisogno per lo meno di qualche funzionario che ne facesse le veci, elaborando progetti strutturati e ricercando contributi regionali o europei che spesso rimangono senza attribuzione per carenza di enti propositori. Ma di tali funzionari al Comune di Arezzo non se ne vede traccia, limitandosi essi al ruolo di semplici ragionieri che badano più a far quadrare i conti e all’ordinaria amministrazione che ad elaborare progetti.

Fare cultura dovrebbe essere, lo voglio ribadire, tracciare strategie, saper diventare imprenditori in un settore che, volendo, può rendere molto di più di quanto vi si è investito, promuovere quanto di valido esiste nel territorio e sfruttare così le risorse locali non affidandosi sempre a realtà esterne.

Avviene così che una città limitrofa ed affine come Cortona riesca a veicolare grandi numeri di visitatori lungo tutto l’anno, strutturando il centro urbano attorno ad eventi di grande respiro e riuscendo a realizzare una struttura di prestigio ed innovazione come il Maec, che si colloca tra i più frequentati musei italiani, mentre i musei di Arezzo, non meno ricchi di reperti ed opere d’arte fanno registrare affluenze sconfortanti con poco o nessun impatto sulle strutture della città.

A questo proposito, se non mi fossi già dilungato troppo sull’aspetto cultura, dovrei parlare dell’assessorato comunale al turismo, che si è voluto scindere dalla sua tradizionale collocazione per unirlo alle attività produttive, scartando l’ipotesi che la cultura possa anch’essa essere un’attività produttiva e non elaborando neanche in questo settore strategie che possano condurre a risultati di grande impatto sul territorio comunale.

Per concludere, possiamo attenderci per il futuro un maggior impegno di tempo ed energie dall’assessore Macrì o dobbiamo rassegnarci a che la cultura nella nostra città debba essere quasi unicamente identificata con le pur godibili letture Dantis del nostro sindaco?

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0