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Scatizzi contrario al piano di intervento per l’area Lebole

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Scatizzi contrario al piano di intervento per l’area Lebole

Il progetto del consigliere comunale, in linea con le organizzazioni imprenditoriali locali, prevedeva la realizzazione di un Parco Tematico Indoor per il divertimento e lo svago, da destinare ai giovani e alle famiglie ed in grado di attrarre turismo e capitali

 

 

AREZZO – Nel Consiglio Comunale dello scorso 20 ottobre è stato approvato il piano di intervento denominato “Cittadella degli Affari” sulla riqualificazione dell’area Lebole: il piano, approvato con 17 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto, dà all’area una destinazione direzionale, commerciale e residenziale, riservando 5.000 mq per l’edilizia residenziale pubblica. Luigi Scatizzi, consigliere comunale del Nuovo Polo per Arezzo, non ha nascosto le sue perplessità sulla decisione, spiegando i motivi per cui questo piano rappresenterebbe un nuovo esempio di speculazione edilizia. «Non condivido la posizione assunta dall’amministrazione - spiega Scatizzi. - Il piano approvato prevede 230 milioni di euro di investimento per 90.000 metri quadrati: non esiste alcuna impresa aretina o banca che possa investire su un lavoro di tali dimensioni, dunque si renderà necessario l’intervento di operatori esterni al territorio aretino, riducendo a contratti di subappalto l’apporto delle imprese locali e, di conseguenza, diminuendo la misura del lavoro locale. La costruzione di una tipologia di immobili sconosciuta dalla tradizione architettonica della nostra città non potrà essere facilmente collocata sul mercato, sia in considerazione dell’attuale entità di intervento, sia dell’ipotizzabile costo finale, finanziario, di servizio e, non ultimo, di gestione condominiale. Accanto ai progetti di una certa entità, appare necessario sostenere e incentivare gli interventi che interessano la dimensione familiare e la piccola e media impresa locale, ridisegnando alcune delle norme contenute nel regolamento edilizio per adeguarle alle esigenze delle persone, delle famiglie e delle imprese aretine».

Nell’idea di Scatizzi, espressa anche nel corso della campagna elettorale e in linea con la posizione di significative organizzazioni imprenditoriali locali, l’area Lebole avrebbe dovuto essere destinata anche ad un intervento di attrazione di flussi turistici e capitali. «La Lebole - conclude Scatizzi, - era un’area produttiva e in grado di portare ricchezza al territorio e doveva dunque mantenere in primo luogo, questa sua funzione. Condivido pertanto la proposta, avanzata dall’associazionismo d’impresa aretino, di utilizzare l’area come un polo di attrazione turistica in grado di calamitare persone dall’esterno: avevo in mente un parco tematico e di svago, capace di aggregare famiglie e persone di tutte le età, che, posto in un’area strategica della città, poteva animare il territorio e avere ricadute positive per lo sviluppo e l’occupazione. L’idea era di realizzare il più grande parco divertimenti indoor del centro Italia, un luogo dove creare ricchezza per la città senza disperderla, per un intervento fatto più di contenuti che di contenitori. L’edilizia non può essere il fine per produrre ricchezza, ma solo il mezzo, è dunque necessario che quest’area mantenga la sua originaria vocazione di produzione della ricchezza aretina».

 

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