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Consiglio Comunale: il dibattito

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Consiglio Comunale: il dibattito

Fondazione Toscana Spettacolo ed estinzione di due mutui. Approvate le pratiche illustrate dagli assessori Donati e Macrì

 

 

 

 

Estinti due mutui

Deliberata l’estinzione anticipata di due mutui per il Comune di Arezzo. “L'amministrazione adotta così una misura che serve a ridurre il nostro indebitamento di 309.000 euro”: questo il commento dell'assessore al bilancio Marco Donati nell'illustrare la pratica in Consiglio Comunale.

L’adesione alla Fondazione Toscana Spettacolo

“Aderire alla Fondazione Toscana Spettacolo è l'unico modo per ottenere finanziamenti regionali per attività teatrali”. Così l'assessore alla cultura del Comune di Arezzo Pasquale Macrì ha introdotto la pratica. “Questo scelta ci consente di ridurre ad un terzo l’impegno economico necessario ad una stagione teatrale. La città ne ha grande bisogno anche per realizzare le previsioni del PIUSS perché non basta riedificare i muri portanti dei teatri ma questi devono, per vivere, ospitare spettatori. Le risorse attuali non ci consentono di rifiutare un'offerta del genere. Arezzo è da anni rimasta isolata dalla rete culturale regionale. Perdere questa opportunità non aumenterebbe la nostra sfera di autonomia di scelta ma ci ridurrebbe a un livello sub-provinciale. Rientrare nel circuito regionale è il punto di partenza per proseguire nella crescita a livelli ancora più alti: questo è il mio obiettivo. Ulteriore precisazione che voglio fare è che l'assessorato che dirigo non rinuncia con questa adesione a fare le sue scelte politiche e culturali. Questo aspetto è stato chiarito alla presidenza della Fondazione e all'assessore regionale. Non saremo costretti a fare nostre tutte le offerte artistiche della Fondazione: se essa acquista determinati spettacoli, a costi inferiori rispetto a quelli correnti grazie anche ad alcune agevolazioni, noi possiamo sceglierli o meno. Anzi, quest'anno è la Fondazione ad acquistare per noi spettacoli di compagnie nazionali di caratura eccezionale. Per dare una cifra di questa mia affermazione, dico che in Italia a certi appuntamenti teatrali nel 2011/2012, si potrà assistere solo ad Arezzo e a Milano. Per espressa disposizione statutaria, possono aderire alla Fondazione anche i Comuni della Toscana con la qualifica di soci ordinari e versando un contributo annuo. Noi sfruttiamo questa disposizione e ci troveremo a versare una quota pari a 4.131,66 euro annui. Per questi ultimi mesi del 2011 il versamento è comunque abbonato e non verseremo dunque un euro se non a partire dal 2012. L'adesione è annuale e ogni anno verrà riproposta in Consiglio Comunale e votata”.

Roberto Bardelli: “Arezzo, checché se ne dica, è viva a livello culturale con protagonisti di cui si sente magari parlare poco in città ma molto a livello internazionale. Di questi artisti non si ha traccia nelle politiche culturali di questa amministrazione a cui fa difetto peraltro una visione d'assieme dove musica, teatro, letteratura e altre forme espressive trovino una cornice integrata. A chi vanno infine gli incassi delle serate?”.

Marco Tulli ha ribadito la necessità di prestare “attenzione al mondo culturale giovanile, per dare spazi necessari a chi fa realmente cultura nel territorio. Non basta avere Shakespeare tutte le sere. Se poi l'assessore attuale non ricoprisse più l'incarico, il Comune vanterebbe ugualmente questa libertà artistica adesso vantata? È stata messa nero su bianco l'opportunità per il Comune di mantenere autonomia di scelta negli spettacoli?”.

Roberto Barone: “in effetti si tratta di benefici che sembrano legati alla sua figura e al suo impegno personali. Le garanzie ricevute sono labili. Inoltre l'assessore in questo quadro appare come una sorta di super-consulente della stagione teatrale prossima ventura che fa venire meno ogni incarico di consulenza per il suo assessorato anche di recente attribuzione”.

Lucio Bianchi: “potremmo trovare strumenti per condividere in senso partecipativo le scelte culturali, ad esempio un sondaggio sul sito del Comune sul calendario di spettacoli predisposto dalla Fondazione per capire quali scelte siano o meno apprezzate”.

Marzia Fontana: “l'assessore in prima persona ci mette faccia e lavoro ed è ciò che mi induce a votare a favore della pratica. L'assessore conosce il nostro territorio e si muove di conseguenza, analoga conoscenza possono vantare i membri della Fondazione?”.

Alessandro Arcangioli: “la situazione di bilancio è tale che il lavoro dell'assessore, impegnato nella ricerca di risorse e sponsorizzazioni, è meritorio. È finita l'epoca dei finanziamenti a pioggia alle compagnie. La Fondazione ci fa uscire da uno stallo economico insostenibile a cui altri ci hanno costretto”.

Marco Tulli e Roberto Barone hanno presentato due emendamenti per garantire al Comune sempre e comunque autonomia nella scelta e nell'inserimento degli spettacoli in cartellone; perché la spesa della stagione di prosa, cachet e pubblicità, venga coperta in paritaria quota tra Fondazione, Comune e incassi, che gli incassi stessi vengano introitati dalla Fondazione Toscana Spettacolo e che i maggiori o minori incassi vadano a ridefinire le quote parte dei due soggetti interessati.

Grazia Sestini e Luigi Lucherini hanno evidenziato come emerga alla fine un quadro contabile poco chiaro in questa ripartizione tra costi, incassi e voci a bilancio preventivate.

Francesco Francini ha poi detto che “siamo stanchi di pratiche di maggioranza emendate dalla maggioranza con richiami all'ordine fra consiglieri di maggioranza. Fareste bene a parlarvi un po' di più prima di arrivare a queste tediose alchimie. Come opposizione vi diamo un credito di fiducia astenendoci”.

Voto favorevole di Pd e Sinistra per Arezzo annunciati rispettivamente da Matteo Bracciali e Aurora Rossi che hanno sottolineato come “il filo rosso che lega le amministrazioni guidate da Fanfani sia l'aumento degli spazi culturali. La speranza è che siano sfruttati a dovere. Una scelta che dimostra grande sensibilità”.

Il Sindaco Fanfani ha aggiunto che fra due anni avremo molti di spazi: “Petrarca, teatro di Fraternita, sala bassa del palazzo di Fraternita, la prima vera sala espositiva della città, Sant'Ignazio, un teatro naturale da 2.000 posti gratuito in Fortezza, il Teatro Tenda. Se le energie del territorio verranno stimolate, questi spazi saranno non solo riempiti ma faranno emergere anche eccellenze”.

La pratica emendata come proposto è stata approvata con 22 voti favorevoli e 9 astenuti.

Approfondimento: la Fondazione Toscana Spettacolo. Cos'è e cosa comporta aderirvi

La Fondazione, nata nel 1989, si occupa della distribuzione e della promozione di spettacoli dal vivo, con particolare attenzione alle compagnie toscane, della formazione del pubblico, della formazione e dell’aggiornamento degli operatori. Ha con il tempo istituito un servizio informativo per le realtà toscane interessate all’accesso a contributi pubblici e a forme di sponsorizzazione e partecipa a circuiti distributivi interregionali. Per espressa disposizione statutaria, vi possono aderire anche i Comuni della Toscana con la qualifica di soci ordinari e versando un contributo annuo che per i capoluoghi di provincia ammonta a un massimo di 4.131,66 euro.

“Aderire alla Fondazione Toscana Spettacolo - nelle parole del Sindaco Fanfani che aveva presentato la pratica in assenza dell’assessore alla cultura competente - permette di inserire Arezzo in un circuito regionale e di beneficiare di una serie di vantaggi tra i quali il più importante è la compartecipazione finanziaria della Fondazione alla realizzazione delle varie stagioni teatrali, formalizzata con la stipula di apposite convenzioni, nelle more delle quali la Fondazione mette a disposizione un ampio ventaglio di spettacoli di assoluto livello artistico, la collaborazione organizzativa per quanto riguarda l’emissione dei borderò, il pagamento dei cachet alle varie compagnie teatrali, compresi gli oneri SIAE. Tutto ciò a partire dalla stagione teatrale 2011/2012”.

 

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