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Chi è Mario Monti

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Chi è Mario Monti

Abbiamo cercato attraverso una piccola ricerca, di sapere chi sia Mario Monti. Cosa ha fatto, quale sia il suo retroterra culturale, e soprattutto come la pensa in politica ed in economia.

 

 

 

 

 

 

 

Nasce a Varese il 19 marzo 1943

Attività accademica

Si diploma all'Istituto Leone XIII di Milano.

-  Nel 1965, a 22 anni, consegue la laurea in economia presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e si specializza all'Università di Yale (Stati Uniti) ove studia con il Premio Nobel per l'economia James Tobin.

-    Nel 1969, a 26 anni, è professore ordinario presso l'Università degli Studi di Trento.

-    Dal 1970 insegna presso l'Università degli Studi di Torino, che lascia nel 1985 per diventare professore di economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di Economia Politica.

Monti è chiamato a rivestire incarichi di rilievo in commissioni governative e parlamentari:  

-          è relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981),

-          presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982),

-          membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987) e del

-          Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989)

-          Dal 1988 al 1990 è vicepresidente della Comit.

Sempre alla Bocconi assume la carica di Rettore (1989-1994) e successivamente quella di Presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini.

Commissario Europeo (1994-2004)

Monti, in quel momento rettore della Bocconi, è indicato come candidato italiano per la nomina a commissario europeo nel 1994 dal governo Berlusconi I, assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale.

-  Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione ed amministrazione da parte di alcuni commissari.

- Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione Europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust.

Nel 2000 fu sollecitato da Benedetto Della Vedova e da altri europarlamentari della Lista Emma Bonino per un intervento che fermasse l'utilizzo eccessivo della Cassa Integrazione da parte della Fiat per i propri lavoratori in Italia.

In sostanza i Radicali avrebbero voluto che la Commissione Mario Monti avesse riconosciuto questo uso eccessivo della Cassa Integrazione come un aiuto di Stato, con quindi conseguente apertura di procedura d'infrazione per la Fiat e l'Italia.

Nella risposta di Mario Monti ad una delle suddette interrogazioni però, pur riconoscendo in sostanza il trattarsi d'aiuti di Stato verso la Fiat ("In Italia, la Cassa Integrazione Guadagni [...] nella pratica va al di là di quanto richiesto dalla direttiva"), Mario Monti rimanda la decisione sul da farsi a successive non precisate verifiche ("La compatibilità di simili aiuti dovrebbe essere valutata sulla base dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3 del trattato CE").

Nel 2004 il governo Berlusconi II decide di non indicarlo per un terzo mandato nella commissione Barroso, indicando come unico candidato Rocco Buttiglione, poi sostituito da Franco Frattini dopo il rigetto della candidatura di Buttiglione da parte del Parlamento Europeo.

Attività scientifica

In economia Monti sostiene il mercato, le liberalizzazioni e il rigore dei conti pubblici. Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein.

-    È stato il primo presidente del "Bruegel", un think-tank, nato a Bruxelles nel 2005, composto e finanziato da 16 Stati membri dell'UE e 28 multinazionali.

-    È inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg.

-    Dal 2005 è international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute, presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen.

-     È advisor della Coca Cola Company

Nel 2010, su incarico del Presidente della Commissione Europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure per il completamento del mercato unico europeo

Monti mantiene la carica di presidente dell'Università Bocconi.

Il 15 settembre 2010 Monti dà il suo appoggio all'iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rinvigorire la spinta federalista nell'Unione Europea. Assieme a lui, hanno dichiarato il proprio supporto Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok. È editorialista de Il Corriere della Sera e autore di numerose pubblicazioni. La sua competenza e il rispetto che si è saputo guadagnare sia in ambito nazionale che internazionale hanno fatto sì che il suo nome sia stato più volte indicato per l'incarico di ministro in ambito economico sia in governi di centro destra che di centro sinistra. La sua autorevolezza di "tecnico" ha spinto Giuseppe Pisanu a indicarlo come una delle persone che potrebbero ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio per entrambi gli schieramenti.

Le dichiarazioni :

-  ”Non solo questa manovra, ma tutta l’impostazione seguita da Berlusconi fin dall’inizio non porta nella direzione della crescita. Servono interventi che sblocchino certi meccanismi di sviluppo, servono riforme strutturali,  liberalizzazioni che rilancino la concorrenza e combattano privilegi e rendite” (9 luglio al Messaggero durante crisi estiva).

- Il motivo per cui l’Italia è stata colpita da improvvisa sfiducia delle agenzie di rating sta nella tendenza ad andare alle calende greche, in un ”revival della commedia all’italiana. (14 luglio, dopo revisione del outlook dell’Italia)

- Il Governo ”ha finalmente aperto gli occhi e deciso almeno alcune delle misure necessarie per fronteggiare la crisi. Hanno accettato in questi ultimi giorni, nella sostanza, un governo tecnico. Le forme sono salve. I ministri restano in carica. Ma le decisioni principali sono state prese da un ‘governo tecnico sopranazionale’ e si potrebbe aggiungere ‘mercatista”’ (7 agosto, dopo la manovra correttiva al Corriere della Sera)

- ”Non ho mai partecipato alla disputa Governo tecnico si’ Governo tecnico no. L’emergenza spero venga presto superata e della "chiamata" spero proprio che non ci sia bisogno” (8 agosto, in un’intervista al Tg5)

-  ”Ritengo che questo governo debba farcela, e’ un imperativo. Non c’e’ più tempo: questa materia è urgente e grave” (3 settembre al Tg3)

- ”Bisogna attuare riforme impopolari mettendo insieme pro tempore le parti piu’ sensibili di ciascuna parte politica. Bisognerebbe rendere un po’ più infelice ogni italiano, limando i privilegi” (23 settembre a Genova)

-  ”Il presidente Berlusconi è un maestro quando dice che "il suo cuore gronda sangue perchè deve mettere nuove tasse, ma e’ obbligato dai mercati e dalla Unione Europea", Così ha fatto da due danni: ha reso piu’ invisa agli italiani l’economia di mercato e ha reso piu’ impopolare l’Europa” (23 settembre a Genova)

- ”L’Italia non e’ mai stata così decisiva sull’avvenire dell’Europa e così estranea alle decisioni sull’avvenire dell’Europa” (10 ottobre)

- Il varo di un decreto adeguato sullo sviluppo è ”enormemente piu’ importante” della nomina del nuovo governatore di Bankitalia (20 ottobre a Otto e Mezzo su La7 rispondendo alle domande di Lilli Gruber e del presidente dell’ANSA Giulio Anselmi)

- Bisogna evitare di ”rendere l’Italia da paese fondatore dell’Euro a paese affondatore” (20 ottobre a Otto e mezzo su La7)

-  ”Leggo spesso di tecnici o governi tecnici, ma sono dibattiti a cui non partecipo. Ma da cittadino dico che il problema non e’ di tecnica ma di passare da una politica ad un’altra politica” (4 novembre).

 

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