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Il governo di emergenza è un freno al cambiamento

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Il governo di emergenza è un freno al cambiamento

 

A fronte di quanto è avvenuto in parlamanto, crediamo che non si debba esprimere alcun trionfalismo.  l'Unione dei Riformisti aretini esprime forte preoccupazione e meraviglia per quanto riguarda il presente e il futuro. Preoccupazione, per l' inedeguatezza della classe dirigete nazionale  che ha portato a questa situazione disastrosa. Meraviglia, perchè dopo la meritata caduta di Berlusconi,  sembra che non si rimetta immendiatemente in mano agli italiani il destino del paese.

Dopo anni di gioco alla  sfascio, infatti, Pd e Pdl, Fini Casini ecc..chiedono la costituzione di un governo di tecnocrati: “Vergogna!!”. Se questi dirigenti non si assumono le loro responsabilità si dimettano tutti. Solo con la responsabilità di tutti i cittadini, attraverso il voto, è possibile che si creino le condizioni necessarie perchè si ridia stabilità al paese e percorrere una strada profondamente democratica.

Il governo di emergenza e dei poteri forti farà pagare la crisi  ai più deboli, come sta avvenendo in tutti i paesi europei, e quindi, solo  le elezioni anticipate sono la via maestra da seguire, tuttavia occorre prepararsi  se il centro-sinistra italiano vuole vincere e aprire così una nuova fase di rinnovamento.

Pertanto non c'è più tempo per tergiversare, il centro-sinistra italiano deve discure degli obiettivi da raggiungere; in primis, occuparsi delle fasce più deboli. Se un tempo le fasce più deboli erano i pensionati e gli anziani, adesso la preoccupazione maggiore riguarda i giovani: Ci sono numerosi aspetti  che richiedono un radicale rinnovamento per esempio: se ieri l'obiettivo era allargare l'amministrazione pubblica, adesso è quello di renderla più efficace; sulla laicità dello stato si deve dare maggiori garanzie; sulla giustizia, il centro-sinistra, deve provvedere ad una programma di riforme strutturali  e non a supporto come l' indulto e l' amnistia.  

Ricordiamo che l''Unione dei riformisti aretini è a favore per una  riduzione dell' indennità dei politici e la sospensione dei loro vitalizzi, al reato penale per chi  evade le tasse, e  per la riduzione delle province.

Insomma, c'è  bisogno di una identità più forte  che percorra la strada della sinistra riformista e socialista per un welfare sul  modello social-democratico moderno e che metta al primo posto le politiche sociali di questo paese. No dunque ad un governo tecnico,  no alla tecnocrazia con il rischio di trovarsi a capo del governo rispettabili e vecchi notabili ma corresponsabili effettivi di questa gravissima situazione economica e sociale con i quali non andremmo  da nessuno parte. Ricominciare quindi, con protagonisti di centro-sinistra composta da forze politiche che abbiano il coraggio di  fare nuove proposte serie per di riformare questo paese. Ci auguriamo che in questo senso il PD  si attivi per le  primarie e per il  rinnovamento. 

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