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Archivio Vasari: che sta succedendo ?

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Archivio Vasari: che sta succedendo ?

I Festari chiedono l'intervento dei Carabinieri

 

 

 

 

 

 COMUNICATO STAMPA - ARCHIVIO VASARI di:  LEONARDO  FESTARI  

Premesso che:

I Festari Conti Rasponi Spinelli sono gli unici ed esclusivi titolari della piena proprietà, del possesso e della detenzione dell'Archivio Vasariano. Il tutto si vince ed è meglio precisato dalle sentenze di I° grado, Corte di appello, Corte di cassazione a sezioni unite ecc. ecc.

... Costatato che:

Nel corso degli anni vi è stata, da parte di alcune autorità, la palese ed esplicita volontà a non riconoscere e a calpestare i legittimi diritti dei Festari citati in premessa.

Nel cosro degli anni vi è stata, da parte del custode di casa Vasari e della soprintendenza un grave abuso di divulgazione mediatica ad altri usi impropi mai autorizzati dai Festari anzi continuano imperterriti ad ignorare tutte le diffide della proprietà.

Tutto ciò premesso:

Domani (OGGI) venerdì 11 Novembre 2011 alle ore 10:00 la proprietà accompagnata dai propri legali ( Avv. Guido Cosulich e Avv. Luca Poldaretti ) si recherà ad Arezzo ove è attualmente sito l'Archivio Vasariano per perfezionare e completare la restituzione dello stesso (come sancito lapalissaniamente da verbale di restituzione fatto dall'ufficiale giudiziario in data 26 luglio 2005) e depositarlo presso un caveau di primaria banca per la tutela delle ragioni della proprietà


ORE 10.30: I Festari sono all'interno di Casa Vasari. 

ORE 11.00: I Festari dopo un pesante battibecco con il custode, che si rifiuta di consegnare, ma anche di far visionare l'archivio, chiedono l'intervento dei Carabinieri

ORE 12.00: I Carabinieri non possono fare altro che trasmettere tutti gli atti alla Procura della Repubblica perchè dia istruzioni e spiegazioni. Si attende un pronunciamento. 

ORE 12,30: I Festari si barricano in casa Vasari. Sale la tensione, mentre dal tribunale si stanno seguendo gli sviluppi della situazione. Il giudice Salcerini non ha aderito infatti alla richiesta della Sovrintendenza, riconoscendo dunque i Festari come proprietari. ( Ma questo nessuno lo discute)

ORE 13.00: Se la Procura disporrà il sequestro dell'Archivio a loro favore, i fratelli se ne andranno, da vincitori da casa Vasari, anche senza il loro Archivio. Nel caso opposto invece si prevedono barricate.

ORE 19: I Festari si incatenano davanti a Casa Vasari. Subito dopo la chiusura del museo, i  Festari usciti sulla scala esterna, si sono incatenati (simbolicamente) ad uso e consumo di reporter e giornalisti. Tenevano in mano dei cartelli di protesta. Hanno detto che sarebbero rimasti lì tutta la notte. 

La storia dell'archivio

L'archivio è stato patrimonio della nostra città fin dal 1921 quando la lungimiranza dei governanti di allora e il recupero della nostra memoria, lo fecero riemergere da un oblio secolare.

Le cosiddette “Carte Vasari” oggi presenti in Arezzo, costituiscono ciò che rimane dell’archivio della famiglia Vasari, archivio che fu trattenuto presso di sé da Bonsignore Spinelli, esecutore testamentario dell’ultimo discendente dei Vasari, Francesco Maria (morto il 3 marzo 1687), per dare compiuta attuazione alle ultime volontà di costui, che aveva lasciato tutto alla Fraternita dei Laici

Una volta esaurito l’incarico, il complesso documentario venne invece inglobato nell'archivio privato di Casa Spinelli (poi Rasponi Spinelli), ove venne individuato da Giovanni Poggi, Soprintendente alle Gallerie a Firenze, nell’anno 1908. Lo stesso Poggi provvide anche a far dichiarare queste carte di notevole interesse storico con provvedimento del Ministero della pubblica istruzione notificato in data 23 ottobre 1917. 

La Pia Fraternita dei Laici di Arezzo, rivendicò la proprietà delle carte, Rasponi Spinelli si oppose; il direttore del Museo del Bargello le vincolò "per l'importante interesse storico". Rasponi Spinelli, per evitare la polemica che stava diventando sempre più violenta, le affidò in deposito perpetuo al Comune di Arezzo, nel 1921.

Nel 1921 si addivenne infatti alla soluzione della controversia con un rogito notarile in base al quale la Fraternita rinunciava a ogni pretesa, ma contestualmente veniva costituito il deposito perpetuo presso il Comune di Arezzo delle preziose carte che andavano destinate alla fruizione. Al Comune è rimasto in deposito, custodito a casa Vasari finché l'archivio non è stato gravato da ulteriori vincoli ministeriali

Alla morte di Spinelli, le carte andarono alla sorella, Flora Romano Rasponi Spinelli, zia di Giovanni Festari che ereditò l'archivio alla sua morte. In una causa civile, Festari, morto di recente, chiese la restituzione e l'annullamento del "deposito perpetuo" disposto nel 1921. 

Ad un certo punto i Festari chiesero al Comune conto delle sue presunte inadempienze e la risoluzione del contratto di deposito perpetuo. Il primo grado diede loro torto, l'appello di Firenze ragione. La giunta Lucherini, incomprensibilmente non si oppose in Cassazione. 

Le carte, essendo vincolate, sono sempre rimaste nella Casa del Vasari ad Arezzo. Le carte appartengono di fatto agli eredi di Giovanni Festari. Ma i due vincoli posti dalla Soprintendenza consentono: nel primo, alle istituzioni italiane di avere diritto di prelazione in caso di cessione (da qui la cifra astronomica dichiarata, e inaccessibile per Stato); nel secondo, di pertinenza, di rendere i beni inamovibili dal luogo dove si trovano, la casa del Vasari, di proprietà del Comune di Arezzo.

Se però è vero che la Fraternita rinunciò nel 1921 al diritto di proprietà, in virtù di un atto che prevedeva la rinuncia a condizione che si costituisse il deposito perpetuo presso il Comune di Arezzo, nel momento in cui il deposito non c'è più, la Fraternita potrebbe rivendicare il ripristino del suo diritto. È un'ipotesi, la cui soluzione è di non facile sostegno giuridico, ma il sindaco ne ha affidato lo studio a specialisti della materia. Che sia questo il motivo dell'accellerazione data agli eventi? 

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