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Che sucede all'Italia? Attachi speculativi o puro panico?

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Che sucede all'Italia? Attachi speculativi o puro panico?


 
 
Molti hanno agitato negli scorsi mesi gli spettri degli speculatori, sinistri individui arroccati nei grattacieli delle Banche d'Affari intenti a spartirsi il mondo, all'attacco dell'Italia. Per chi ha visto alcune delle persone in questione (le foto sono sui siti delle banche) l'immagine sarebbe comica se non avesse precedenti tragici come quelli che seguirono i falsissimi 'Protocolli dei Savi di Sion', citati fin da quando furono pubblicati da tutta la propaganda antisemita.

Il problema delle vendite dei mesi scorsi è piuttosto da ricercarsi in puro panico. Gli investitori, per lo più banche e fondi che hanno la responsabilità di gestire soldi altrui, in massima parte poi soldi delle pensioni di molti, non vogliono vedere i fondi loro affidati perdere di valore come quelli investiti in bond greci.
Le dichiarazioni al vetriolo di leader europei ed italiani, una chiamata alle armi in tempi cupi, sono purtroppo legate proprio alla conoscenza del nostro Paese. In Italia non si muovo niente se non di fronte ad una vera crisi: all'emergenza siamo troppo abituati. L'unica possibilità per convincere i politici (e le parti sociali) italiani a metter mano ai privilegi di alcuni che frenano lo sviluppo di tutti è quindi gettare benzina sul fuoco. In tempi di vera crisi infatti l'Italia tende a reagire in modo egregio.

E' vero che l'Europa ha le sue colpe, dato che, avendo preso l'italianissimo vizio di fare il minimo possibile all'ultimo momento disponibile, ha permesso che si riavessero all'interno della stessa valuta nell'ordine:
-Titoli di Stato con rischio di credito, negando l'idea di risk-free asset (per le conseguenze si veda il posto sul mio blog

-Effettivo rischio di cambio: dato che si stanno predisponendo (pare) modi per uscire dall'Euro l'implicazione è che ci saranno diversi valori della stessa moneta a seconda della probabilità di uscita.

Detto questo è l'Italia che si è indebitata per aver tollerato rendite di posizione e spese insostenibili per più di 30 anni.
Sarebbe perciò ora che i politicanti la smettessero di comportarsi come i famosi polli di Renzo, che per non rinuciare ai piccoli privilegi del loro elettorato rischiano di far perdere molto più che i privilegi a tutti. E non prendano come scuse l'Europa, la speculazione, le banche etc. Di questa tiritera da adolescenti viziati se ne ha abbastanza da un pezzo.

In un mondo ideale, all'annuncio della prossima caduta di Berlusconi, si sarebbe dovuta già indire una conferenza stampa congiunta di tutti i leader politici in cui si annunciavano allo stesso momento le dimissioni di Berlusconi e la formazione di un governo guidato da persona di grande prestigio internazionale (Monti, ma anche Bini Smaghi, così si risolve anche l'impasse con la Francia; e poi il Sig. Conte è uno in gamba: farebbe bene anche il ministro dell'Economia).

Alcuni politici invece dicono in televisione apertamente che non va bene fare le riforme che vengono chieste non solo dalla BCE, ma da tutte le categorie economiche (compresi, su buona parte delle azioni da intraprendere, i sindacati) , e sono eque soprattutto nei confronti degli under 40, che pagano per tutti e non ricevono che pochissimo.

Gli stessi politici dicono anche che ci vuole più spesa statale come stimolo. Questa ricetta keynesiana funzionerebbe se fosse possibile finanziare gli eventuali investimenti a tassi decenti, ma questo non ci è dato al momento: siamo quindi ad un keynesian endpoint, in cui le politiche keynesiane non sono praticabili e sono necessari veri aggiustamenti.

Quanto alle speranze nascoste (o meno) che molti hanno di monetizzare il debito, sappiano lorsignori che la durata media del debito italiano è tra 2 e 3 anni. In sostanza, dato che la monetizzazione del debito porterebbe inflazione, anche ammesso che la Germania la accettasse che non è scontato, il beneficio durerebbe ben poco. Gli investitori infatti richiederebbero un premio sulle obbligazioni di stato che tenesse conto anche dell'aumento dell'inflazione.

Quanto alla possibilità di uscita dall'Euro, essa non è praticabile a meno di un'uscita dall'Unione Europea, dato che imporrebbe, tra l'altro, la messa in essere di controlli sul capitale intra UE che non sono possibili per i trattati su cui ci siamo impegnati.
 
Speriamo quindi nelle notizie recenti di un possibile governo Monti: vedremo poi se saprà superare i soliti veti incrociati in parlamento e fuori.

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