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Mi candido perchè...

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Mi candido perchè...

Nella migliore tradizione democratica, uno dei candidati al coordinamento comunale del PD, ha messo per iscritto il suo programma di candidato.

 

Siamo coscienti che trattasi di una cosa tutta interna alla vita di un partito, ma siamo anche coscienti che questo partito governa la città. E ci piace pensare che confrontarsi sulle idee e non sui nomi, sia la cosa che più conta in un paese che vuol uscire da un lungo tunnel buio. Ci piace, e molto, poter fare da altoparlante a tutti coloro che sulle idee vogliono confrontarsi, siano idee per un partito nuovo, per una città nuova, per una regione nuova o per una nazione nuova. Pubblichiamo questo programma, peraltro senza nemmeno chiedere il consenso (lo abbiamo trovato in rete e quindi è pubblico), dichiarandoci da subito disponibili a fare altrettanto con chi volesse sfruttare il nostro spazio. A qualunque partito appartenga. Invitando anzi i partiti tutti ad accellerare quei processi di democratizzazione interna che diventano ogni giorno sempre più vitali a ricucire lo strappo della politica con i cittadini. Auguri a tutti, e che vinca il migliore ! (Paolo Casalini)

Mi candido per il ruolo di Segretario dell’Unione comunale del Partito Democratico di Arezzo. Lo dico sussurrando, in punta di piedi. Non perchè non sappia urlare, ma perchè il momento richiede tutta la mia concentrazione ed umiltà. Se guardo indietro, nell'unica occhiata malinconica che mi voglio concedere, vedo un percorso intenso, amici e persone che ho incontrato a sostenermi, il servizio alla città come motore. Se guardo avanti vedo la possibilità di essere l'interprete di un cambiamento, lo stimolo della sfida difficile nel passaggio non facile dal piano delle idee a quello quotidiano, ma ancora e sopratutto, un servizio alla città.

Mi candido. Perchè quando ho scritto il programma del Partito Democratico comunale, una signora in un circolo mi ha detto: bravo ragazzo, ma osa di più. Sono qui anche per questo, per provare ad osare di più, salire un gradino ed aprire una porta. Ho qualcosa da dire e da dare, e provo a metterlo in campo.

Mi candido. Perchè i prossimi anni saranno decisivi nel capire l'evoluzione della storia di questo paese e di questa città. Difficile intravedere la conclusione della parabola, ma di sicuro ci vorranno l'impeto e la passione di un rugbista e la meticolosità e pragmaticità di un orologiaio. Forse ho il fisique du role adatto a questo ruolo, forse no. Ma una promessa la faccio: farò del mio meglio e potrete sempre contare su questo.

Mi candido. Perchè sono nato e cresciuto in questa città. Poi ho voluto diventare cittadino del mondo per qualche tempo. Poi sono ritornato ed ho deciso di impegnarmi. Vorrei portare un pò di Mondo in città e un pò di città nel Mondo.Ripartire dalle esperienze vissute per tradurle in un passaggio politico coraggioso ma indispensabile. Non ho avuto la tessera di nessun partito, prima del PD che ho contribuito a fondare. Credo sia venuto il momento di andare oltre la somma di due storie e di trovarne insieme una nuova e culturalmente significativa..

Mi candido per dire e fare qualcosa di nuovo. Un partito di tutti e per tutti, non il mio e di pochi altri. Senza rinunciare a portare avanti le proprie idee e battaglie, ma con la dignità di poter rappresentare ogni iscritto.

Mi candido. Perchè penso che sarà molto difficile e faticoso conciliare il lavoro con il ruolo di segretario, ma  penso che sia un messaggio importante oggi più di ieri: la politica come passione e testimonianza gratuita di un modo nuovo di farla e viverla , e antico allo stesso tempo, come nella polis. Ed il lavoro privato che garantisce indipendenza  Ricomincio da lì. Regalando una parte di me e del mio tempo al servizio di qualcosa di più grande.

Mi candido. Alò, non ne posso più di questo ventennio berlusconiano! Da Sempre presente nella mia scheda elettorale, ogni volta che ho votato. Ho sentito parlare sempre e solo di crisi nella mia vita lavorativa, mai di ripresa, eravamo solidali e siamo diventati egoisti, eravamo accoglienti e siamo diventati xenofobi.Eravamo una culla di civiltà e cultura e siamo diventati il paese di Ruby e della decadenza di Pompei. Io desidero altro per me e per chi mi è intorno, è l’ora di dichiarare il fallimento della intera classe dirigenziale di questo centrodestra imbarazzante e reazionario. Voglio farla finita il prima possibile con Silvio e la sua band, e vorrei essere protagonista nel momento in cui succederà. Dare la spinta finale.

Mi candido, e non ho ancora capito cosa è meglio, se il partito pesante o il partito leggero. Probabilmente non mi interessa, e forse non interessa più. Vorrei un pd al carbonio o al titanio, flessibile, modulare e potente. Adatto a resistere agli urti ed a garantire dinamicità e stabilità allo stesso tempo. Tosto e malleabile.Elastico ed innovativo.

Mi candido, perchè credo che il PD debba essere un partito contendibile ed alla mano, aperto ai suoi elettori e a tutta la cittadinanza. E che gli iscritti, con una campagna di tesseramento straordinaria, siano la cellula base del pd, lo rappresentino nella società e di essa respirino le aspettative e le tensioni emotive da riportare nei circoli. Credo che proprio i circoli, in un momento di difficoltà della politica e del decentramento siano la nostra arma in più, e possano e debbano funzionare meglio ed in maniera omogenea nel nostro territorio. E credo che l'assemblea debba essere il luogo aristocratico per eccellenza, nel senso dei migliori, dove far rinascere e fiorire la discussione politica, in maniera qualificata e consapevole. Ecco, questo è il pd che proverò a disegnare.

Mi candido, perchè questo partito sta compiendo uno straordinario sforzo amministrativo. Fatto dal gruppo consiliare più numeroso della storia della nostra città, di assessori che militano e sono colonne importanti della nostra organizzazione. Di un sindaco che ci rappresenta ed è un valore aggiunto. E vorrei costruire un PD che accompagni questo percorso in un binario parallelo e indipendente. Offrire alle nostre donne e uomini dell'amministrazione la serenità e la profondità di un confronto aperto con i nostri iscritti per migliorare la nostra offerta politica alla comunità. Ecco questo è il pd che proverò a disegnare, con l’aiuto di una segreteria coraggiosa e forte, di gruppi tematici, dell’assemblea comunale e dei circoli.

Mi candido  per la sfida che più mi affascina. Tornare alla politica vera ed alta,  provare ad impostare un percorso, pensare ad una Arezzo nel 2020 e forse oltre, una città che non ha paura di avere un orizzonte lungo. Riprendere a progettare, a tracciare linee di respiro profondo e lontano. Nella concitazione di questi anni abbiamo capito che dobbiamo muoverci sull'equilibrio della linea del trapezio, tra qualità della vita e sviluppo.Governare la complessità è un mestiere duro, ma siamo nati per questo, questa è la nostra vocazione. Tenere insieme le buche e la  cultura, il lavoro e il turismo, i giovani e gli anziani, i precari e i pensionati, le infrastrutture e l’ambiente. Consapevoli che le chiavi di lettura della competizione sono profondamente differenti da quelle di venti anni or sono. Che non siamo più solo aretini, ma anche italiani, europei, cittadini globali inconsapevoli ed obbligati.

Mi candido perchè il PD è lo strumento migliore in circolazione per trasformare la società, non un fine od un cavallo da utilizzare per il successo personale. Per andare oltre le nostre quattro mura e modellare una proposta all’aria aperta. In collaborazione con gli alleati con cui ci siamo presentati al voto,  aperti al confronto e ad una programmazione più organica, ma con il pensiero stupendo che a volersi bene bisogna essere in due.

Mi candido, lo ripeto e me lo ripeto una ultima volta. Se la prima era sussurrata, questa è più convinta. Coraggiosa. Che crede che nella parola crisi, sia nascosta anche l'opportunità di ripensarci, ridiscuterci, riorganizzarsi e ripartire, senza nascondersi le difficoltà che incontreremo nel percorso. La volontà di rappresentare chi lotta quotidianamente con il lavoro, per chi ce l’ha,  e di difendere le famiglie aretine  con il semplice fine di lasciare Arezzo un pò meglio di come l'ho trovata.La voglia di creare un PD che non sia il mio, ma un luogo dove chi ha idee e voglia di darsi da fare possa trovare il suo spazio, la sua casa.

Mi candido per questo,

Filippo Gallo.

(P.s. Il programma politico di cui questa è solo la premessa, è scaricabile liberamente in alto a destra di questo articolo, sotto la voce "allegati" in PDF, al nome Arezzoduemilaventi )

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