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Aumentano le tariffe per le prestazioni specialistiche ambulatoriali in libera professione.

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Aumentano le tariffe per le prestazioni specialistiche ambulatoriali in libera professione.

Nuove tariffe in vigore dal primo di ottobre. Effetto della manovra regionale varata in alternativa ai 10 euro a ricetta richiesti dal Governo. L’incremento tariffario non va ai professionisti, ma è trattenuto dall’Azienda sanitaria.

 


 

AREZZO – Da sabato prossimo, primo di ottobre, aumentano le tariffe per le prestazioni specialistiche ambulatoriali erogate in regime di libera professione dagli specialisti dell’Azienda sanitaria. E’ anche questo un effetto della “manovra” finanziaria varata dalla Regione Toscana nel mese di agosto, in alternativa a quella stabilita dal Governo centrale che, come si ricorderà, prevedeva l’applicazione generalizzata di un ticket di 10 euro su ogni ricetta. Una misura ritenuta iniqua dagli amministratori toscani e da quelli di altre regioni come l’Umbria e l’Emilia Romagna, che hanno messo a punto un pacchetto di misure alternative basate su una compartecipazione alla spesa determinata in base al reddito di ogni nucleo familiare e quindi in grado di garantire una maggiore equità di trattamento dei cittadini.

Ed è così che dopo l’introduzione di un ticket aggiuntivo per la fruizione di prestazioni istituzionali presso le Aziende sanitarie e quello sui farmaci, dal primo di ottobre anche le “attività libero professionali” o in  “intramoenia” sono chiamate a dare il proprio contributo per il recupero delle somme richieste dal Governo, attraverso un aumento delle tariffe praticate dai vari specialisti.

Va però precisato che l’incremento delle tariffe stabilito dalla Regione Toscana (20%) non viene calcolato sul prezzo della prestazione libero professionale praticato dal singolo professionista, ma sul valore della prestazione fornita in regime istituzionale, che è nettamente inferiore al primo.

Alcuni esempi possono aiutarci a comprendere meglio il meccanismo: una “prima visita” che a nomenclatore tariffario costa 22 euro, determina un aumento di 4.40 euro (20%). Quattro euro e quaranta che andranno a sommarsi alla tariffa finale praticata da ogni professionista e che il cittadino sarà chiamato a pagare in più rispetto ad oggi. Quindi, se per effettuare una visita da un determinato specialista ci vogliono oggi 80 euro, da sabato prossimo per farsi visitare da quello stesso professionista ci vorranno 84,40 euro. Allo stesso modo, per una visita di controllo la tariffa stabilita dal professionista sarà maggiorata di 3,00, una visita ginecologica con ecografia di 11,60 euro, una visita con ecocardiocolordoppler di 16,40 euro, una risonanza magnetica alla colonna cervicale  di 29,00 euro, una TAC all’addome di 22,00.

Naturalmente, l’incremento del costo della prestazione non sarà percepito dallo specialista che eroga la prestazione, ma è interamente trattenuto dall’Azienda sanitaria.

Ultima annotazione: l’incremento tariffario sarà applicato a tutte le prestazioni eseguite a partire da sabato prossimo, 1 ottobre, anche se prenotate precedentemente.

 Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi :

all’Ufficio Libera Professione (0575.254657-58-56) o all’Ufficio Relazioni con il  Pubblico

(0575.254000).

 

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