Prima Pagina | Lettere alla redazione | Diritti, doveri …e dubbi del Consigliere Comunale

Diritti, doveri …e dubbi del Consigliere Comunale

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Diritti, doveri …e dubbi del Consigliere Comunale

Al Sindaco comune di Capolona

 

Caro Sindaco,

da un po’ di tempo a questa parte, vuoi per diletto, vuoi per esigenza interiore, mi sto chiedendo come un consigliere comunale riesca e/o possa  adempiere al meglio al proprio ruolo e, magari,  contribuire  alla crescita della comunità che è delegato a rappresentare. E’ evidente che “il meglio” deve sempre assumere un valore relativo in funzione delle reali possibilità del consigliere stesso.

Il mio tempo e le mie capacità non potranno mai raggiungere livelli pari a chi, oltre al tempo, ha sicuramente capacità superiori.

Questo, però, non dovrebbe fornirmi l’alibi per venir meno ai miei doveri.

Proprio in tema di diritti e doveri, mi sono andato a leggere, direttamente sul sito di questo ente, la sezione riguardante i “ diritti e doveri del consigliere” e mi sono soffermato sui due che più di altri hanno attirato la mia attenzione.

Diritti:

Prendere iniziativa relativamente ad ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio.

Doveri:

Doveri di imparzialità e di buona amministrazione nel perseguimento dell’interesse pubblico della collettività.

L’esame del diritto, tentando una necessaria traduzione dall’enunciato all’esercizio, mi induce a pensare che “iniziativa” significhi: libera azione intellettuale di un singolo finalizzata al raggiungimento di un obiettivo.

Può esistere l’iniziativa se non è garantita la libera azione intellettuale?

L’esame del dovere mi comporta uno sforzo maggiore.

Imparzialità e buona amministrazione. L’una propedeutica all’altra.

C’è, quindi, buona amministrazione, quando dimenticandoci degli amici quanto dei nemici, degli alleati quanto degli avversari, degli altri quanto di se stessi, si persegue un obiettivo nell’esclusivo interesse pubblico della comunità.

Quando si fanno scelte nell’esclusivo interesse pubblico della comunità.

Facile a dirsi, ma nella vita esiste il dovere di ricompensa verso chi ti ha appoggiato nel momento del bisogno; esiste la gratitudine nei confronti del servitore fedele; esiste il rancore nei confronti di chi ti ha mancato di rispetto; esiste la voglia di vendetta verso chi ha anche solo provato a farti un torto.

A onor del vero, queste sono prerogative di chi quotidianamente deve fare i conti con l’esercizio di poteri ben superiori a quelli del consigliere.

Ma non s’illuda, il consigliere, non ne è assolutamente dispensato; così come non è detto che possa rimanerne immune dagli effetti.

A questo punto, nella testa del consigliere, si fa strada il dubbio:

E se, esercitando la propria libera azione intellettuale, urta la sensibilità di chi sta sopra e di chi sopra si sente?

E se ne solletica la voglia di rivalsa?

E se mette a rischio gli interessi, per lavoro o altro, oltre che propri, di chi gli sta attorno?

Non sarà preferibile un comportamento più morbido, accomodante, ceco e sordo, a tratti servile che a tutti tanto piacere fa?

Caro sindaco, dammi il tuo consiglio.

Continuo assumendomi la responsabilità e l’onere del rischio che corro, oppure abbasso la testa e glisso?

 

Valter Bertini

Consigliere comunale Gruppo dei Concordi

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0