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“NON BASTAVANO LE SAGRE, ADESSO ANCHE GLI STAND GASTRONOMICI DELLA FIERA ANTIQUARIA”

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“NON BASTAVANO LE SAGRE, ADESSO ANCHE GLI STAND GASTRONOMICI DELLA FIERA ANTIQUARIA”

Andrea Fazzuoli, presidente provinciale dell’Associazione Ristoratori Aretini

 


È polemica tra i ristoratori aretini per la decisione del Comune di Arezzo di organizzare una manifestazione enogastronomica al Prato nei giorni della Fiera Antiquaria. “Non bastavano le sagre, adesso ci tocca combattere perfino contro gli eventi gastronomici organizzati dal Comune e proprio durante la manifestazione più importante per Arezzo” dice il presidente dell’Associazione provinciale Ristoratori Andrea Fazzuoli, dando voce al malessere dei suoi colleghi “e questo, nonostante ci avessero garantito che non sarebbero state intraprese inziative del genere in concomitanza con la Fiera. Un conto è la positiva promozione dei prodotti del territorio, un altro è somministrare alimenti in aperta concorrenza con chi questo mestiere lo fa 365 giorni all’anno sopportando oneri sempre più pesanti”.

“Per i ristoranti del centro storico” spiega Fazzuoli “i giorni della Fiera Antiquaria sono una mano santa in un periodo di crisi generalizzato, perchè portano in città un pubblico interessato a mangiare bene, che seleziona i locali per l’offerta di piatti tipici di qualità. Gli stessi che gli organizzatori della manifestazione del prossimo fine settimana pretendono di offrire al Prato”.

“Questo non è combattere ad armi pari: le nostre imprese sono aperte tutto l’anno e offrono servizi e vitalità a spazi del centro storico che, altrimenti, sarebbero totalmente dimenticati” prosegue il presidente dei ristoratori “ma a che vale impegnarsi, anche a costo di tanti sacrifici, essere in regola, puntare sulla qualità dei prodotti e dei servizi, quando poi le stesse Amministrazioni, anziché portarci come fiori all’occhiello, decidono di fare  pubblicità gratuita, con soldi pubblici, a eventi estemporanei che pretendono di combattere sul nostro stesso piano? Ovvero, si propongono come custodi esclusive della tradizione e della qualità”.

“A chi giova, poi, distogliere l’attenzione dei visitatori dal centro storico portandoli tutti al Prato? Il richiamo dell’enogastronomia è potente, una sorta di pifferaio magico in grado di direzionare i flussi. Ma se ha un senso portare gente in piazze meno frequentate, anche per rivitalizzare la rete commerciale e artigianale, che senso ha spingere le persone nel “deserto” del Prato?”.

“Una cosa è certa: se dobbiamo tenere aperte le nostre strutture per fare coreografia al centro nei momenti di minor presenza di pubblico, per poi cedere il passo ad altri in occasione dell’evento più importante del mese, non ci stiamo”.

“Sono sicuro che, alla lunga, la qualità e il servizio della nostra proposta professionale avrebbero la meglio” conclude Fazzuoli “ma nel breve periodo queste iniziative concorrenziali creano disorientamento, confusione e, soprattutto, danno economico alle nostre attività, che già soffrono le difficoltà del mercato”

 

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