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Lettere alla redazione: cattivi pensieri anche a scuola

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Lettere alla redazione: cattivi pensieri anche a scuola

I controlli dei titoli rivelano una situazione sconcertante

 

 

Nei giorni scorsi ho segnalato più volte la situazione intollerabile della scuole aretina. Oltre ai tagli indiscriminati che hanno colpito in modo particolarmente cruento le scuole della provincia, e che pare non abbiano uguali nelle altre province toscane -controllare per credere- sforbiciata che ha lasciato a casa circa 200 persone, dobbiamo anche tollerare la gravissima situazione d’illegalità della quale abbiamo avuto notizia in questi giorni. Come molti dei lettori sanno, a seguito della riapertura delle graduatorie dei mesi scorsi, ci sono stati molti nuovi ingressi in provincia, per la precisione 182. In una situazione già grave per i tagli pregressi, e per quelli annunciati per il futuro, tutto ciò ha generato un certo nervosismo tra gli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. Allora, anche grazie ad alcune circolari del Miur che facilitano l’accesso agli atti di chi si è ritenuto ingiustamente scavalcato in graduatoria, sono iniziati i controlli dei titoli. Non solo di quelli dei colleghi appena inseriti. Da tali controlli è emersa una situazione sconcertante che, ad oggi, è stata nascosta all’opinione pubblica, alle istituzioni e, a mio parere, anche all’autorità giudiziaria. È certo che nel caso di una graduatoria in particolare -ma si parla anche di altre situazioni sospette- nella quale sono stati svolti controlli accurati, si sia riscontrata l’irregolarità dei titoli di accesso. Per la precisione, pare che un cospicuo gruppo di iscritti non avesse sostenuto, durante il proprio percorso universitario, tutti gli esami prescritti per poter insegnare la disciplina in oggetto. Il fatto gravissimo è che stiamo parlando di persone che lavorano, in alcuni casi da molti anni, nelle nostre scuole e che, a causa della totale mancanza di controlli da parte degli uffici competenti, chiamati a vigilare su questa materia, hanno ingiustamente usurpato il diritto dei colleghi corretti. Se ciò non bastasse, i controlli richiesti dai controinteressati hanno, in alcuni casi, rivelato situazioni poco chiare, come quando si parla di attribuzione illecita di punteggio pieno per anni di servizio nei quali si è lavorato su altra graduatoria. Visto che questa situazione è a conoscenza dell’Usp da almeno un paio di mesi, mi chiedo come mai non si siano riviste totalmente non solo le graduatorie oggetto di contenzioso ma tutte le graduatorie aretine. Ad oggi pare, infatti, che i “colpevoli” non siano ancora stati cancellati dalle graduatorie e che le scuole abbiamo chiesto un parere formale al Miur per capire il da farsi. Chissà, magari sperano in una sanatoria che in questo paese di furbetti, logge segrete e giochi di prestigio vari possa nascondere le loro mancanze e far accettare ope legis l’inaccettabile. Senza voler fare nessuna caccia alle streghe io e la maggior parte dei colleghi chiediamo che venga fatta la massima chiarezza sulla questione sulla quale aspettiamo di sentire un parere ufficiale da parte del dirigente dell’Usp. 

Francesca Lorenzoni

 

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