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UDC Castiglion Fiorentino: Dichiarazione del Coordinatore Comunale, Luca Barboni

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UDC Castiglion Fiorentino: Dichiarazione del Coordinatore Comunale, Luca Barboni

 

L’estate è finita, i veleni, probabilmente, no. Castiglion Fiorentino è ancora, purtroppo, in prima pagina, sempre lì da tre mesi a questa parte associata a presunti scandali e persistenti polemiche, un continuo strillare che a tutto serve, tranne che a risolvere i veri problemi della comunità cittadina.

Non è un caso che come Unione di Centro ci siamo volutamente astenuti dal turbinio giornaliero, non mescolandoci alle quotidiane “starnazzate” che poco avevano di politico e molto di personale.

Non lo abbiamo fatto, nonostante le pressanti richieste e gli inviti pervenuti da più parti, in coerenza con le linee politiche nazionali del nostro partito, impegnato a cercare una sintesi responsabile, una convergenza di azioni politiche in un momento particolarmente delicato, piuttosto che inseguire la quotidiana stringa  di visibilità nei giornali.

Due, ovviamente le questioni: il Bilancio Comunale di Castiglion Fiorentino e “l’Affaire Brandi”.

Per ciò che attiene il secondo argomento, non ci dilunghiamo molto, poiché è una vicenda totalmente interna al Partito Democratico: loro l’hanno creata, senza alcuna influenza o pareri terzi, loro ne risponderanno ai cittadini.

Da osservatori esterni ci limitiamo a costatare un metodo già visto, fatto di concisi e freddi comunicati stampa: è evidente il notevole imbarazzo ogni volta che monta un problema attorno ad una loro figura di spicco, e che adesso dagli allori e dagli scudi è passata ai “giorni dell’abbandono”. A Paolo Brandi, che molto ha dato al Partito Democratico, in virtù della sua decisione di rimettere il mandato di Presidente Estra a seguito della scelta del Sindaco Cesarini sia, quantomeno,  riconosciuto l’onore delle armi.

Sulla questione principale di Castiglion Fiorentino, lo scorso luglio, attraverso l’unico comunicato stampa rilasciato, avevamo analizzato i tre possibili scenari per il Comune (Commissario, Dissesto, Approvazione Bilancio), indicando, contestualmente, le uniche due vie d’uscita politiche per l’Amministrazione Cesarini:  Approvazione del bilancio o Commissariamento, tertium non datur.

La Dichiarazione di Dissesto, ci preme ricordarlo, è una normativa che garantisce qualsiasi nuova Maggioranza dalle responsabilità della precedente, salvaguardandone la dignità istituzionale ed il diritto a governare in quanto legittimamente eletti. La cosa è politicamente ed eticamente preclusa al Sindaco Cesarini in quanto i componenti della sua Giunta monocolore sono i medesimi assessori del precedente mandato, durante il quale si è causato il deficit.

Non è dunque possibile concedere ulteriori alibi: “il re è nudo”.

Abbiamo atteso che venisse convocato il Consiglio Comunale, nei modi e nei tempi previsti dalla legge, perché, è bene menzionare, il Dott. Cesarini ha avuto tutto il diritto/dovere di lavorare, in quanto, lo scorso maggio, si è presentato agli elettori, con un programma ben definito e su quello ha ricevuto la fiducia ed il mandato di amministrare il Comune, dalla maggioranza dei castiglionesi votanti. Adesso, tuttavia, non può pensare di rimanere in carica, limitando il Consiglio agli affari correnti, riducendo, contestualmente, la prerogativa principale dell’Assise Comunale, ovvero la titolarità del potere di indirizzo politico ed amministrativo del Comune.

Invitiamo, perciò, il Partito Democratico, che a livello nazionale ( un giorno si, e l’altro pure ) chiede al Presidente del Consiglio di fare un passo indietro, di comportarsi con coerenza anche a livello locale, senza permettere, con semplici prese d’atto, il perdurare di una simile situazione a danno dei cittadini di Castiglion Fiorentino.

Chiediamo, quindi, un atto di responsabilità, se non al Sindaco nel caso (come pare) non intenda farlo, almeno a quei consiglieri di buona volontà che siedono nei banchi della maggioranza, i quali rimettendo il loro mandato (già fortemente ridimensionato con l’approvazione del Dissesto) renderebbero un vero “servizio pubblico” alla comunità castiglionese, agevolando l’apertura di una nuova fase politica per la città.

L’Opposizione, non v’è dubbio alcuno, terrà un comportamento adeguato al ruolo assegnatole.

 

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