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Quando un partito è “democratico” dà a tutti le stesse opportunità

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Quando un partito è “democratico” dà a tutti le stesse opportunità

Dichiarazione del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Arezzo:

 

La politica è morta. O perlomeno, questo modo di fare politica, non sopravvivrà a lungo. Dal piccolo comune alla grande città, dalla provincia alla regione, i partiti hanno ridotto l’Italia a un relitto ai margini dell’interesse europeo. Gli scandali, gli inciuci, il clientelismo hanno da sempre spopolato ma mai con queste dimensioni e questa capillarità.

Le nomine per tessera piuttosto che per capacità ormai sono la prassi; le abbiamo di fronte ai nostri occhi, lo sappiamo tutti, anche qui nella nostra realtà aretina. Il PD locale sta piazzando tutti i suoi “più fedeli servitori” in posizioni strategiche, cioè nelle amministrazioni delle società partecipate. Anche se gli stessi non sono competenti o capaci, privi di titoli e di interesse per il bene pubblico, sono assegnati a posti di privilegio soltanto per il fatto di avere comprato una tessera con il logo del PD.

Intanto, il Sindaco continua a dirci che i politici devono occupare le municipalizzate... Bracciali parla di un’assemblea provinciale (del partito!) per rappresentare meglio gli interessi del territorio (ma non erano rottamatori? Perché non promuovere i cittadini?).

Noi vogliamo dei tecnici, persone competenti della materia di cui si andranno a occupare, attenti a ciò che offrono alla loro comunità, non prodighi a far pagare ai cittadini la spartizione tra i vari maggiorenti del PD aretino. Il MoVimento 5 Stelle crede che questa tendenza debba cambiare, altrimenti non solo i piccoli comuni dichiareranno il dissesto finanziario (Castiglion Fiorentino sarà il primo di una lunga serie?) ma anche l’intera nazione potrà, a breve, essere declassata o, nell’ipotesi peggiore, fallire.

La nostra idea non è quella di sostituire un partito con un altro, sono tutti uguali. Dobbiamo tornare tutti a fare politica e a interessarci al servizio pubblico, in quanto diretti interessati. È notizia recente che in Islanda si scrive la costituzione su internet, con la partecipazione diretta dei cittadini; il Belgio pur non avendo un governo da molto tempo va meglio di prima perché i cittadini si stanno interessando e stanno tessendo le trame di un nuovo modo di fare politica: diretto, inclusivo e partecipativo.

Noi, dal canto nostro, abbiamo iniziato a porre le giuste basi per avviare il cambiamento. Un esempio è che in Consiglio Comunale siamo riusciti a far passare un nostro emendamento che impedisce a chi ha già svolto incarichi politici di avere un merito in più rispetto ai normali cittadini sulle nomine delle partecipate. La vicina nomina di Banchetti alla presidenza di Estra appare, in tutto questo gioco, quantomeno discutibile poiché a oggi esiste la possibilità di auto-candidarsi in quanto cittadini: è stata approvata l'istituzione di un albo pubblico per le auto-candidature dei cittadini stessi. E allora facciamo in modo che i cittadini vi possano partecipare, pubblicizziamo questa opportunità. Ma forse, è meglio restare zitti, serrare le fila del partito e ridistribuire gli “interessi” della casta.

A questo punto, non ci resta che... farci avanti! Non sarà difficile trovare giovani laureati con punteggi più alti di Polli, Brandi (di cui il PD in un recente comunicato elogia l’operato: sì, bravo! Hai fatto commissariare un intero paese!), ecc... O più semplicemente gente volenterosa che vuole cambiare assetto a questo modo opportunistico di agire. Noi ci proveremo. In ultima battuta, il MoVimento 5 Stelle scoraggia dall’andare a firmare per il Referendum sulla legge elettorale: torneremmo alla legge “Mattarella” nella quale i collegi sono decisi dai segretari di partito, per cui il cittadino non elegge se non tra una cerchia di già-scelti. L’unica vera rivoluzione elettorale è la legge “Parlamento Pulito” che nel 2007 è stata depositata in Senato e ancora mai presa in considerazione, nonostante la volontà di ben 350.000 firmatari: ineleggibilità dei condannati, due mandati al massimo e preferenza diretta con sistema proporzionale. A volte la semplicità spaventa e quando la paura bussa alla porta, ci deve essere il coraggio ad aprirla.

 

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