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La risposta del presidente di Coingas, Luigi Polli

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La risposta del presidente di Coingas, Luigi Polli

Siamo veramente lieti che il presidente Polli abbia tempestivamente risposto alla nostra proposta/provocazione di riacquisire Nuove Acque tramite Coingas. Crediamo che i cittadini devono sentirsi in dovere da dare il loro contributo di idee al miglioramento della città, allo stesso modo in cui gli amministratori devono sentirsi da questi interrogati e sollecitati.

 

 

 

Caro Casalini,

in questi mesi mi sono imposto un rigoroso silenzio perché ritengo giusto che le vicende amministrative seguano percorsi istituzionali. Non entro, quindi, nel merito delle sue legittime considerazioni politiche. Mi preme, però, sottolineare due elementi di fatto senza la cui conoscenza o con la cui distorsione, il ragionamento di tutti rischia di essere falsato o inefficace.

Un primo dettaglio: non sono “scaduto” in quanto il mandato sarà tale fino all’8 settembre, così come indicato dalla delibera assembleare Coingas del maggio di quest’anno. E sono state quindi avviate, in questi giorni, le procedure previste in relazione a questa scadenza. Confermo, come ebbi a dichiarare all’indomani della nomina, che sono a totale disposizione dei sindaci e delle loro decisioni. Non considero quindi la nomina di pochi mesi una sorta di inesistente “prenotazione per il futuro” e vorrei che, d’altra parte, ci fosse il riconoscimento di una disponibilità offerta proprio per un periodo di tempo così definito. Una disponibilità che consente alla nuova amministrazione comunale di decidere senza vincoli preesistenti  sui futuri assetti di questa azienda.

Il secondo elemento d’informazione non è certo di dettaglio. Il presunto “tesoretto custodito nei forzieri della società di 13,8 milioni di euro”, come da lei indicato, sembra essere una somma di denaro contante depositata negli uffici di via Cocchi o in qualche banca. Un “tesoretto” sempre e comunque a disposizione del Consiglio di amministrazione, pronto per essere speso immediatamente per qualsiasi operazione, come ad esempio per la gestione del ciclo idrico o dei parcheggi. La verità è ben diversa. La cifra di 13,8 milioni di euro si articola, infatti, in due voci: 5,7 milioni di euro sono utili di esercizio che l’Assemblea del 9 maggio ha già deciso di distribuire, quali dividendi, ai comuni soci di Coingas. Credo che in assenza di queste somme, molti comuni non sarebbero in grado di chiudere i bilanci.  8,2 milioni di euro sono invece “utili portati a nuovo”, accertati negli esercizi precedenti e che l’Assemblea Coingas del 9 maggio ha saggiamente deciso di accantonare. Infatti non siamo di fronte ad una liquidità ma al patrimonio accumulato negli anni da Coingas con investimenti diretti senza indebitamenti. Per renderli disponibili, sarebbe necessario vendere il patrimonio dell’azienda: cominciando dall’immobile che ospita la sede e finendo con la partecipazione di Coingas in Estra.

Non posso quindi condividere l’ipotesi di uno smantellamento di Coingas e questo perché l’azienda rappresenta, in realtà, il potere delle comunità e degli enti locali all’interno di una società ormai strategica nel settore energetico regionale e nazionale: mi riferisco ad Estra. E ogni ipotesi di trasformazione dell’organizzazione e della gestione dei servizi pubblici locali (dai rifiuti, all’acqua, all’energia), coerentemente con gli esiti dei referendum, non può essere affrontata al di fuori di questa dimensione.

Cordiali saluti

Luigi Polli 

 

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