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Cronaca di un disastro annunciato

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Cronaca di un disastro annunciato

A quasi un mese dall'apertura il multipiano nuovo di zecca resta ignorato dai cittadini e dai turisti che non ci sono.

 

Con un ottimo articolo Alberto Pierini (leggibile qui) ha fatto il punto, dalle colonne della Nazione, sul parcheggio Mecenate. Un parcheggio che fin dal proclama della sua costruzione, si preparava ad apparire come la cronaca di un disastro annunciato. Da semplici osservatori, ma anche da cittadini che hanno sempre vissuto la loro città, non potevamo non vedere che sarebbe stata un opera inutile. Un opera che è rimasta sullo stomaco a tanti che non dicevano parola: si limitavano a scrollare il capo. Pochi i posti auto guadagnati (forse addirittura persi), in cambio di 5 milioni di euro totali spesi e un polmone per la sosta gratuita scomparso a favore di improbabili incassi per l’Atam. A proposito quanto potrà essere la rata del leasing? A occhio e croce saranno 50.000 euro al mese ? Nessuno ce lo ha mai detto, ma facendo i famosi due conti della serva, queste potrebbero essere le cifre. Esiste un limite ad ogni cosa, anche alla pressione economica. Quando l’Atam parcheggi fu scorporata dal servizio pubblico di trasporti, finì il senso del sacrificio imposto ai cittadini, che pagando il parchimetro sapevano di aiutare a far crescere il servizio pubblico. Oggi le macchinette sono solo un mezzo di sostentamento per le casse comunali.  Ma non si può e non si deve esagerare. Se invece che tassare i cittadini, si riesce a tartassarli, nasce un senso di ripulsa, un rifiuto che porta a dire: “Io li dentro la macchina non ce la metto e non ce la metterò mai!” E’ il rifiuto il segnale che nessuno ha colto. Il rifiuto per un opera che la città non voleva, che i cittadini non volevano, che gli automobilisti non volevano. La sensazione di sentirsi dei polli da spennare, è sgradevolissima. Ci spiega la Nazione che a settembre si pensa ad una campagna pubblicitaria. Ma qualcuno veramente crede che in città non si conosca questo bubbone di cemento armato? Qualcuno crede che sia necessario anche pubblicizzarlo? Tirate le conseguenze alle riflessioni sopra esposte e sottoponetele anche ad una campagna pubblicitaria: i risultati saranno il de profundis definitivo. Inutile parlare di prezzi stracciati: i cittadini l’auto non ce la metteranno. Potremmo fare una prova che avrebbe un po' il sapore dell'appello finale: lasciarlo gratis per un mese! Sono certo che resterà vuoto. E se non si comprende il segnale che i cittadini stanno inviando, allora vuol dire che non si capisce neppure i cittadini. L’ultima chance sembra sia proprio quella delle associazioni. Una soluzione istituzionale per cercare di rimediare alla felice definizione di Pierini:  “pungolo a tre piani, piazzato proprio sulle terga della città”.

Solo un consiglio ci permettiamo di dare: la notte chiudete il bubbone e spegnete le luci. Si risparmieranno qualche centinaio di Kw al giorno. 

 

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