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Interruzioni di gravidanza: i ginecologi del San Donato aderiscono al “codice etico”.

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Interruzioni di gravidanza: i ginecologi del San Donato aderiscono al “codice etico”.

Impegno sul fronte della prevenzione e riduzione delle IVG. Garanzia dei diritti per i soggetti più deboli, qualunque sia la scelta nei confronti della legge 194. A settembre il Codice esteso a tutti i ginecologi della Asl.

 

 

AREZZO – I 15 ginecologi in forza al San Donato – obiettori e non - hanno firmato il codice etico proposto dal direttore generale, Enrico Desideri, sul delicato tema della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). “Un atto di grande responsabilità – lo ha definito Desideri - che nasce dalla constatazione di un reale conflitto fra le leggi dello stato, ma che non può prescindere dalla cura e dalla difesa dei diritti dei soggetti più deboli, quali sono le donne che decidono di compiere una interruzione di gravidanza”.

Il codice era un degli impegni assunti dalla azienda nell’incontro con i gruppi che manifestarono ad inizio luglio davanti al San Donato, denunciando il pericolo che la 194 non potesse più essere applicata ad Arezzo per carenza di ginecologi “non obiettori”. L’Azienda, in quel momento, aveva garantito la continuità del servizio costituendo un pool di 8 ginecologi “non obiettori” presenti nei tre presidi ospedalieri che hanno reparti di ostetricia-ginecologia. Quindi non c’era nessun allarme giustificato, ma restava sul campo l’ipotesi di un possibile aumento dei medici obiettori, con il conseguente rischio di una paralisi del sistema.

IL CODICE ETICO

Nell’incontro fu proprio il direttore Desideri a proporre la stesura di un codice etico, unitamente alla programmazione di un convegno sulla legge 194 da tenersi a fine anno, dopo aver monitorato anche l’andamento del fenomeno in questa seconda metà del 2011.

Il codice etico adottato dai ginecologi del San Donato – e che a settembre sarà sottoposto anche al personale che opera nei presidi di Bibbiena e della Gruccia - sottolinea il valore della vita, unitamente ai principi ed ai diritti contenuti nella legge 194.

Secondo il Codice la “prevenzione primaria” rappresenta la risposta più importante ed etica al “nuovo” fenomeno delle interruzioni di gravidanza  nelle donne giovanissime e nelle donne migranti. Per questo motivo, si afferma, la prevenzione deve rappresentare l’impegno primario di tutta la Asl e di tutti gli operatori, i quali, nelle varie professioni, possono e devono contribuire a ridurre il ricorso alla Ivg. Un impegno che assume un particolare significato soprattutto in considerazione dell’adesione volontaria da parte dei medici ginecologi che hanno optato per l'obiezione di coscienza. 

La lotta al fenomeno dell'aborto clandestino è la seconda priorità indicata nel Codice per tutti gli operatori sanitari, di qualunque professione e credo religioso. Ed è proprio da questa seconda priorità che nasce l’impegno condiviso, secondo il quale, ove si dovessero realizzare condizioni organizzative tali da rendere concretamente inapplicabile il diritto all'interruzione di gravidanza sicura, il sistema sanitario aretino rivedrà, congiuntamente con i professionisti, sia le proprie scelte organizzative, che quelle individuali. In caso di conclamata necessità, quindi,  anche i medici obiettori faranno la loro parte pur di garantire alle donne i diritti sanciti dalla legge 194.

LA SITUAZIONE

Nella Asl8 sono presenti, fra ospedali e consultori, 31 ginecologi. Di questi, 11 sono quelli che non hanno dichiarato la loro obiezione: otto lavorano negli ospedali di Arezzo, Bibbiena e Montevarchi, garantendo in modo indifferenziato gli interventi finalizzati all’interruzione della gravidanza nei tre presidi. Altri tre ginecologi operano esclusivamente nei consultori familiari.

Se non vi sono indicazioni sanitarie diverse, l’intervento viene effettuato in day surgery (ricovero diurno)  e con la dovuta attenzione alla privacy.

Nel 2010, nella nostra provincia, sono state 525 interruzioni di gravidanza eseguite sulla base della legge 194: 297 ad Arezzo, 152 in Valdarno, 76 in Casentino. 322 quelle effettuate nei primi sei mesi del 2011 (159 Arezzo, 123 Valdarno, 40 Casentino), con un andamento che risulta costante negli ultimi anni. Quasi il 50% delle donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza sono straniere, con una netta prevalenza di quelle rumene.

ESISTE COMUNQUE UNA CRITICITA’ DI SISTEMA

Se la firma del codice etico da parte dei ginecologi del San Donato rappresenta un valido punto fermo per la corretta applicazione della Legge 194 nel nostro territorio, è altrettanto vero che il tema resta complessivamente delicato e che le criticità manifestatesi all’inizio dell’estate potrebbero riproporsi in qualsiasi momento.

 “E’ una questione che va anche oltre il nostro diretto compito – sostiene il direttore generale Enrico Desideri – e dobbiamo interrogarci sul perché dopo più di venti anni dalla entrata in vigore della legge 194, il sistema rischia di andare al collasso. L’Azienda, da parte sua, deve garantire l’applicazione della legge e deve guardare alla qualità del servizio. Al momento abbiamo trovato una soluzione che non risolve definitivamente il problema, che non è solo aretino, ma nazionale. Come Asl monitoreremo attentamente l’applicazione del nuovo modello organizzativo, con particolare riguardo alla qualità del servizio e ad ogni forma di aiuto per le donne. A fine anno vorremmo raccogliere le proposte, le idee, le esperienze per un ulteriore salto di qualità, organizzando un convegno almeno di livello regionale da tenere proprio ad Arezzo. L’idea – conclude Desideri - è quella di far partire dalla nostra città una spinta di natura culturale, legislativa e politica in difesa della vita, delle donne, dei diritti civili oggi in parte offuscati e del rispetto pieno delle leggi dello Stato, anche quando queste vanno in conflitto fra loro”.

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