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“L’acqua torni un bene totalmente pubblico. Ma il Pd tradisce questo chiaro messaggio referendario”

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“L’acqua torni un bene totalmente pubblico. Ma il Pd tradisce questo chiaro messaggio referendario”

Dichiarazione dei consiglieri comunali Lucio Bianchi e Daniele Farsetti (movimento 5 stelle)

 

Se il Pd si dispiace di non avere raggiunto in Consiglio Comunale una mozione unitaria sul tema del servizio idrico integrato a noi dispiace di più che quel partito non accetti, e ce lo ha detto a chiare lettere il capogruppo Matteo Bracciali, l’esito referendario.

Vogliamo sottolineare intanto che noi del Movimento 5 stelle siamo stati i primi a presentare una nostra mozione che portasse in aula la discussione su questo argomento che ha visto i cittadini esprimersi in modo netto dopo tanti anni che i quesiti neanche raggiungevano il quorum. A ruota, sono venuti gli altri partiti con i loro emendamenti. Se vogliamo, questa nostra opera di stimolo possiamo considerarla un successo politico per il nostro movimento visto altresì che i testi altrui riprendevano in parte le nostre istanze.

Ma se i cittadini italiani, e specialmente quelli aretini che da 12 anni subiscono le conseguenze di una scelta sbagliata ora bocciata sonoramente, vogliono la gestione pubblica del servizio idrico senza sé e senza ma, al Pd basta una soluzione edulcorata costituita da un maggiore controllo pubblico su società dove il privato e la sua logica possono tranquillamente continuare a operare. Non è questo lo spirito del referendum, anzi ne è il tradimento.

Noi chiedevamo con la nostra mozione l’inserimento nello statuto comunale della previsione che l’acqua fosse un bene privo di rilevanza economica, che il modello di riferimento per ogni deliberazione comunale fosse la legge di iniziativa popolare, che si svolgessero controlli su chi scarica abusivamente l’acqua utilizzata a fini domestici, che il comitato Acqua Pubblica fosse il referente principale con cui l’amministrazione concordasse ogni iniziativa e atto. Di fronte a ciò, che appare come frutto del buon senso e, ribadiamo, dell’aderenza allo spirito referendario, ci siamo trovati di fronte a un atteggiamento positivo di IdV, Sel e Sinistra che non a caso hanno votato la nostra mozione, e al muro del Pd che ha portato poi gli alleati di governo a condividere un suo testo sul quale non ha voluto mediare e da dove queste nostre priorità sono scomparse. Ora i cittadini sanno chi ha mostrato più coerenza o meno con il loro voto del 12 e 13 giugno.

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