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ACQUA: Dopo i Referendum siamo ad una svolta. Ecco le proposte del PD

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ACQUA: Dopo i Referendum siamo ad una svolta. Ecco le proposte del PD


La larga partecipazione ai referendum e la vittoria del SI ci dicono che si può e si deve aprire una nuova fase nella politica nazionale e locale. Il PD ha contribuito insieme a tanti cittadini, comitati e associazioni a questo splendido risultato, ora occorre però passare dalle parole ai fatti con una nuova politica energetica che spinga con forza, seguendo l’esempio di altri paesi europei, verso le fonti rinnovabili, una riforma della giustizia pensata per tutti i cittadini e non per uno solo, una politica dei servizi pubblici locali, a partire dal servizio idrico, che tenga  conto degli orientamenti espressi dalla maggioranza del popolo italiano.
Il referendum ci dice che esistono beni, come l’acqua, che sono e debbono rimanere pubblici, che la loro gestione deve puntare non  al profitto ma alla piena disponibilità del bene per i cittadini, che i costi devono essere ripartiti in maniera equa favorendo il risparmio della risorsa e che si deve puntare ad una sempre maggior efficienze delle aziende pubbliche. Per questi motivi il PD, consapevole che il referendum di per sé non avrebbe risolto tutti i problemi, ha già presentato una proposta di legge che segue questi principi: proprietà pubblica dell’acqua e delle reti, modulazione delle tariffe che vada  incontro alle famiglie ed alle fasce deboli della popolazione, investimenti nella sistemazione delle reti. 
Ma la nostra gente ci chiede anche risposte concrete e rimaniamo convinti che il populismo e la demagogia non portino da nessuna parte Per questo motivo proponiamo da subito alcune cose da fare:
1) Una revisione del piano d’ambito che tenga conto del nuovo quadro scaturito dal referendum
2) La realizzazione in tutti i comuni dei “fontanelli” di acqua pubblica
3) Una tariffazione che sia calcolata sui bisogni basilari dei cittadini. In tal senso chiediamo che Nuove Acque e L’ATO prendano in considerazione la proposta della creazione di una prima fascia sociale (fino ad arrivare, qualora le norme lo consentano, alla gratuità completa) quantificata sui bisogni standard di una famiglia media. Prevedendo anche vantaggi concreti in bolletta per tutti quei cittadini che si dimostrano virtuosi nell’uso dell’acqua
4) La rimodulazione delle tariffe con l'eliminazione della quota fissa
5) Chiediamo che venga esercitato un più forte ruolo dei cittadini attraverso il coinvolgimento periodico di associazioni e rappresentanze sociali sull’attuazione del piano/programma dei lavori e sul raggiungimento degli obbiettivi 
6) Proponiamo che Nuove Acque ogni anno porti avanti un report locale andando in tutti i Consigli Comunali a spiegare gli investimenti ed i risultati conseguiti in ogni zona.
7) Una gestione attenta al risparmio della risorsa idrica, alla depurazione ed alla estensione della rete fognante. 
8) Il rilancio del ruolo di controllo e di pianifiacazione dei comuni
9) la prosecuzione degli investimenti per la depurazione delle acque reflue assieme ad un più attento controllo del territorio per eliminare gli scarichi abusivi
Entro questo ventaglio di proposte il PD considera fondamentale un rinnovato ruolo del pubblico: non si può far finta che nulla sia cambiato, occorre guardare avanti, Guardare avanti significa non solo un riordino normativo che a questo punto è indispensabile, ma vuol dire soprattutto che i cittadini debbano tornare ad essere protagonisti.
 
COORDINAMENTO PROVINCIALE PD AREZZO

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