Prima Pagina | Economia e lavoro | TASSA DI SOGGIORNO? NO, GRAZIE! PENSIAMO PIUTTOSTO A COME INCENTIVARE LE PRESENZE

TASSA DI SOGGIORNO? NO, GRAZIE! PENSIAMO PIUTTOSTO A COME INCENTIVARE LE PRESENZE

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
TASSA DI SOGGIORNO? NO, GRAZIE! PENSIAMO  PIUTTOSTO A COME INCENTIVARE LE PRESENZE

La Confcommercio di Arezzo plaude l’orientamento manifestato dal Sindaco e dal nuovo Assessore di non adeguarsi alle indicazioni dell’Anci per l’applicazione della tassa da uno a cinque euro per ogni ospite alloggiato in una struttura ricettiva

 

“La tassa di soggiorno sarebbe un vero freno a mano tirato per lo sviluppo del sistema turistico aretino”. Lo ribadisce la Confcommercio della provincia di Arezzo, che interviene sulla questione il giorno dopo le dichiarazioni del sindaco Fanfani e del nuovo assessore alle attività Produttive e al turismo Michele Colangelo.  “Apprezziamo l’orientamento manifestato dal Sindaco e dal nuovo Assessore di non adeguarsi alle indicazioni dell’Anci per l’applicazione della tassa di soggiorno – sottolinea il direttore della Confcommercio Franco Marinoni  - sarebbe un provvedimento inadeguato e dannoso alla nostra realtà, dove il turismo ha ancora bisogno di consolidarsi”.

“Durante la campagna elettorale – ricorda Marinoni – insieme all’Associazione Albergatori abbiamo consegnato a  tutti i candidati a Sindaco un documento sulla situazione attuale del turismo e sull’economia delle strutture ricettive, con alcune riflessioni e richieste che andavano a difesa non solo degli interessi della categoria, ma anche e soprattutto della vocazione turistica del territorio. Tra le richieste, una era incentrata proprio sulla tassa del soggiorno, che secondo l’Anci potrebbe essere applicata in tutti i Comuni capoluogo e nelle città d’arte a prevalente economia turistica”.

“Bene hanno fatto Assessore e Sindaco a tirarsi indietro rispetto a questo atteggiamento possibilista. La tassa di soggiorno tutt’al più potrebbe avere senso in città come Venezia, Firenze o la stessa Siena, dove il turismo fa numeri ingenti e provoca, insieme a tanti effetti positivi sull’economia, anche alcuni problemi come l’inquinamento, l’immondizia, il traffico, che con i proventi di questa tassa si possono risolvere. Ma in città come Arezzo, dove la vocazione turistica è tutta da costruire, prima ancora che da consolidare, porterebbe solo svantaggi far pagare una tassa a chi, invece, dovrebbe essere premiato perché viene”.

“Gli introiti sarebbero pressochè irrilevanti per il bilancio comunale, ma resterebbero gli effetti negativi della tassa sull’immagine della città che, non dimentichiamolo, nei primi mesi del 2011 ha registrato un tasso di occupazione medio del 48%, quando la soglia minima della sopravvivenza negli alberghi è fissata al 51%. In qualche caso le imprese faticano perfino a coprire i costi fissi di gestione”.

“Per inciso – aggiunge il direttore della Confcommercio – va detto che i proventi della tassa di soggiorno possono essere destinati soltanto al turismo, non possono essere impiegati per altre finalità. Dunque, anche in presenza di mancanza di fondi per scopi sociali importanti, in alcun modo un Comune potrebbe ricorrere alla tassa sui turisti per rimpinguare le casse”.

La Confcommercio ribadisce quindi “pieno sostegno e collaborazione alla nuova Giunta Fanfani per la pianificazione delle politiche necessarie a incentivare il turismo, affinchè non resti l’ancella minore dell’economia locale, ma contribuisca in solido con tutti gli altri settori ad alzare i livelli di occupazione e benessere nel territorio”. A patto ovviamente, che si progettino strategie serie e a lungo termine, senza mettere le mani al portafoglio dei turisti.

Nell’occasione, Marinoni esprime apprezzamento anche per la decisione del Comune di Arezzo, che “per la prima volta ha deciso di creare un assessorato dove la delega al turismo si affianca a quella delle attività produttive, come richiesto dalla categoria ci fa ben sperare. Ma è solo l’inizio – sottolinea Marinoni – ora chiederemo all’Amministrazione Comunale di affrontare una politica turistica per quanto gli compete”. Ovvero: pianificazione urbanistica e rivitalizzazione del centro storico, segnaletica, decoro e abbellimento, pulizia, investimenti in tecnologie. “Non chiediamo al Comune di trasformarsi in un tour operator - non è suo compito né può farlo per legge – a questo devono pensare gli imprenditori, ma dovrà fare tutto ciò che è in suo potere per rendere la città attrattiva, accogliente e funzionale per la domanda del turismo internazionale”.

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0