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Ikea e la famiglia gay. Giovanardi scomoda la Costituzione per ribadire la sua indignazione

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Secondo il sottosegretario Giovanardi una pubblicità che include i gay tra le famiglie “offende la Costituzione”. Peccato che la scomodi solo quando fa comodo a lui e solo per dire sciocchezze

 

Il manifesto IKEA recita: “Siamo aperti a tutte le famiglie” è il titolo, accanto “Ikea Family”, sotto “Noi di IKEA la pensiamo proprio come voi: la famiglia è la cosa più importante”, al centro l'immagine che ha fatto imbufalire il sottosegretario alla famiglia: due uomini si tengono per mano, come una coppia etero. L'azienda dei mobili asserisce di voler rendere “più comoda la vita di ogni persona, di ogni famiglia, di ogni coppia”. L'intento è commerciale, va tenuto a mente, eppure il sottosegretario la prende come una offesa mortale: «Contrasta a gamba tesa contro la nostra Costituzione, offensivo e di cattivo gusto» E nasce il caso. L’azienda svedese IKEA ringrazia, perché la sua pubblicità è ritrasmessa adesso da tutti i TG.

Non contento Giovanardi insiste: «L'Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine 'famiglie' è in aperto contrasto contro la nostra legge fondamentale che dice la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio, A noi piacerebbe una campagna pubblicitaria che dicesse 'siamo aperti all'intera comunità. Nel senso che i clienti di una multinazionale sono uomini, donne, anziani, giovani senza preclusioni di nessun tipo [a parte i gay]. Ma diverso è attaccare la Costituzione italiana con tale violenza. Spero che l'Ikea non utilizzi più quell'annuncio per le prossime aperture annunciate in varie città».

A Giovanardi evidentemente danno molto fastidio due uomini che si danno la mano nella mano.  Un bravo psichiatra forse ci direbbe che il sottosegretario deve avere grossi conflitti irrisolti se ogni volta che viene sfiorato da questo tipo di immagini riesce ad imbufalirsi e a vedere rosso. Chissà dove sarà l’origine del problema: forse in qualche evento infantile rimosso o forse nella troppa vicinanza con le gerarchie cattoliche durante l' adolescenza, con tutti i relativi traumi che tale vicinanza può avere scatenato. Certo è che andare a scomodare la Costituzione della Repubblica Italiana, per criticare un manifesto della IKEA, certamente pensato nella laica e civilissima Svezia, denota il bisogno spasmodico di cancellare dalla propria vista il problema e fa emergere la necessità incontrollabile, forse psicotica, di ribadire che si, lui odia ferocemente chi non si adegua alla morale e alla etica cattolica. Un modo come un altro per esorcizzare i problemi dell’anima sua e farli venire a noi. Poche persone riescono a risvegliare le fantasie popolari sulle antiche storie tardo medievali dei processi dell'inquisizione, come e quanto il sottosegretario Giovanardi.  E’ forse per questo che non riesco a non provare un brivido di freddo ogni volta che lo vedo: una sensazione di malessere che stringe il cuore. In un'altra epoca di una persona così ci sarebbe stato da avere veramente paura. Giovanardi si può forse considerare il personaggio più sinistro che abbia calcato la scena politica italiana e personalmente spero, a prescindere dal credo politico, che presto appenderà il cilicio al chiodo e si dedicherà finalmente ad altra attività. Magari non per tutti sarà lo stesso, ma dal mio punto di vista, peggior endorsement alla candidata Sestini, che è donna illuminata e moderna, non poteva capitare. Certo va sottolineato anche che il sottosegretario Giovanardi non risulta abbia mai reagito con analoga veemenza a storie di feste con tante fanciulle, perfino minorenni, nella villa di un anziano signore in Lombardia e che il sottosegretario frequenta assiduamente. Probabilmente per lui quelle situazioni erano perfettamente allineate alla carta costituzionale e soprattutto con la morale bigotta che lo guida. Si sa pecunia non olet !


 

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