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Cosa paga maggiormente in campagna elettorale?

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Cosa paga maggiormente in campagna elettorale?

Quella aretina sarà una campagna elettorale tirata, tutta concentrata intorno a quel 51% di voti destinati a Fanfani che farebbe la differenza. Il possibile secondo turno, infatti, sarebbe un’incognita, per tutti.

 

 

E’ cominciata la campagna elettorale vera e propria.

Le promesse del tipo “elimineremo l’ICI” non possono essere più fatte da nessuno e dei programmi sembra importi poco a molti. Cosa farà vincere le elezioni amministrative di quest’anno?

Non è facile dirlo, ma indubbiamente a livello aretino la campagna elettorale sarà decisiva; è infatti abbastanza chiaro che al di là delle forze in campo, tra le quali è piuttosto facile stilare una graduatoria attuale basata solo sulle posizioni in classifica (la guida Fanfani, davanti a Sestini, Lucherini e Macrì), non ci sono certezze per quello che è un primo nodo fondamentale da sciogliere. Fanfani raggiungerà il 51% dei voti al primo turno oppure no?

Su questa possibilità si dividono i pareri degli osservatori e dei diversi interessati, ma anche quelli dei sondaggisti. Se pare che il risultato possa essere alla portata di colui che è stato insensatamente appellato “Nipotissimo”, è altrettanto vero che è possibile il contrario.

Cosa farà la differenza?

Per il momento Fanfani si è affidato a metodologie classiche da campagna elettorale classicissima. Comizi e gadgets, presenza tra la gente. Cerca di vendere bene quello che la sua amministrazione ha prodotto (che non è certo poco, nonostante quel che asseriscono i detrattori) e c’è da scommettere che stia curando le relazioni con chi in città “conta”.

Sestini, invece, ha agito finora più nell’ombra, con apparizioni pubbliche meno frequenti e più mirate (d'altronde non è il Sindaco attuale) e ha effettuato un giro di consultazioni a tappeto con tutte le organizzazioni locali, gli albi professionali e le realtà private aretine in genere; non ha trascurato le periferie cittadine, raccogliendo il malessere che anima la popolazione di quelle zone, spesso periferiche anche nel decoro e nella manutenzione.

Ad oggi il divario tra i due principali candidati è molto forte (circa 50 a 25), anche perché Fanfani tra le forze politiche può contare sull’appoggio dell’intero centrosinistra, mentre Sestini su quello del solo PDL “istituzionale”, de La Destra e di parte del popolo leghista. Ma si sa, i partiti politici classici sono in grave difficoltà e in declino costante di consensi (se non altro in numero di voti) e quel che farà la differenza sarà la gente comune che si muove ormai molto indipendentemente dalle indicazioni dei politici.

Così Fanfani raggiungerà la maggioranza assoluta delle preferenze se i riformisti socialisti gli confermeranno l’appoggio totale (nonostante sia stata stoppata la loro possibile lista elettorale e negato posto altrove) e se il movimento 5 stelle (gli infelicemente denominati “grillini”) non raccoglierà troppi consensi.

Nel frattempo dovrà accadere che Sestini non prevalga tra quegli elettori di centro (intorno al Terzo Polo) ancora incerti sul da farsi e poco inclini a soggiacere alle indicazioni di partito (pare che in quell’area l’appoggio a Fanfani per l’eventuale ballottaggio sia stato già deciso).

Lucherini è accreditato di un numero di voti difficile da quantificare, ma che starà ragionevolmente tra il 10 e il 15%.

Cosa potrà spostare voti durante il rush finale?

In favore di Fanfani certamente la divisione troppo chiara e aspra tra i candidati di centrodestra, che potrebbe indurre molti elettori di quell’area all’astensione. In favore di Sestini il suo rivolgersi direttamente alla gente, scavalcando i partiti che non le hanno dato l’appoggio che avrebbero potuto-dovuto garantirle.

Lucherini non ha altro da fare che attendere il voto dei nostalgici scontenti, perché per lui parla il passato (in positivo e in negativo) e quel che dichiara oggi (“Al ballottaggio sarò con la Sestini”).

Sarà una campagna elettorale tirata, tutta concentrata intorno a quel 51% che può fare la differenza. Il possibile secondo turno, infatti, diverrebbe un’incognita per tutti.

Una certezza l’abbiamo, e cioè quella che le asfaltature dell’ultimo periodo sulle strade cittadine hanno risolto qualche problema pratico, ma non aumenteranno più di tanto i voti destinati a Fanfani. Se fossero state distribuite nel tempo avrebbero certo migliorato l’immagine dell’attuale amministrazione, ma i cittadini hanno ben chiaro che si tratta di una mossa elettorale di vecchio stampo. Comunque ben venga l’asfalto nuovo, per il quale ci vorrebbe un’elezione ogni due o tre anni.     

 

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