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SACCHETTI IN PLASTICA E DIVIETO DI COMMERCIALIZZAZIONE: ERA ORA!

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SACCHETTI IN PLASTICA E DIVIETO DI COMMERCIALIZZAZIONE: ERA ORA!

BASTA CONTINUARE A DIFENDERE UN SISTEMA CHE HA CAUSATO DANNI ENORMI

 

Finalmente dal primo gennaio 2011 non sarà più possibile per nessuno commercializzare o distribuire sacchetti in plastica non biodegradabili. Il divieto, ricordiamo, doveva entrare in vigore lo scorso gennaio 2010, ma il provvedimento era slittato di un anno a causa dell’ennesima deroga concessa dal governo.

Leggiamo, quindi, con disappunto e stupore le dichiarazioni di alcuni rappresentanti delle categorie commerciali, i quali lamentano delle presunte difficoltà per i loro associati che, dal primo gennaio, si troveranno a dover fornire al pubblico sacchetti in materiale biodegradabile.

I sacchetti in plastica, che nei decenni scorsi hanno sostituito le vecchie sporte, sono stati una delle cause di maggior degrado dei nostri ambienti naturali, inquinando fiumi, mari, coste ed uccidendo centinaia di migliaia di animali soffocandoli o per ingestione di questi rifiuti. Una situazione non più tollerabile e che dovrebbe essere accolta come un passo concreto verso la riduzione dei rifiuti da smaltire attraverso discariche ed inceneritori e non da vedere come un problema.

Ci domandiamo come le categorie commerciali, che ben sapevano che questo giorno sarebbe arrivato, abbiano impiegato l’anno di tempo in più concesso dal governo. Forse avrebbero dovuto pensare a come approvvigionarsi dei sacchetti biodegradabili, creando delle scorte o meglio ancora, come in altre realtà italiane si fa da tempo, munirsi di sacchetti riutilizzabili da fornire ai propri clienti per effettuare gli acquisti. Un’iniziativa questa, che il WWF, insieme al movimento Morsbags.com, ha promosso anche ad Arezzo lo scorso aprile, con il patrocino del Comune, aderendo alla settimana di “Porta la Sporta”, durante la quale sono stati simbolicamente distribuiti 1000 sacchetti in materiale riutilizzabile, proprio per far capire ai cittadini l’importanza del riuso dei materiali e che non necessariamente tutto si deve buttare, concetto ribadito anche in occasione delle iniziative di Fatti la Sporta condotta in collaborazione con la Sezione Soci Coop di Arezzo.

Il WWF auspica che si possa tornare progressivamente alla vecchia abitudine di una volta, ossia l’impiego del sacchetto riutilizzabile, ancor più di quello biodegradabile, in quanto se il primo si riutilizza molte volte e per lungo tempo, contribuendo quindi ad una “concreta” riduzione dei rifiuti, il secondo costituisce pur sempre un rifiuto da smaltire, anche se certamente non inquinante come la plastica.

Siamo convinti che gli aretini sapranno affrontare questo importante cambiamento delle proprie abitudini quotidiane con la necessaria attenzione e diligenza, altrettanto dovranno fare le categorie commerciali e la grande distribuzione chiamate, in prima persona, ad impegnarsi affinché questo cambiamento si possa trasformare soprattutto in benefici per il nostro ambiente.

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