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IDV: CAMPAGNA REGIONALE PER LA CREAZIONE DIFFUSA DEI REGISTRI DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

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IDV: CAMPAGNA REGIONALE PER LA CREAZIONE DIFFUSA DEI REGISTRI DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

 

Lanciare una campagna per la diffusione dei registri telematici dei testamenti biologici in tutta la Toscana. È il contenuto della lettera inviata questa mattina dal Segretario regionale di Idv Toscana, on. Fabio Evangelisti, agli amministratori di Italia dei Valori in Toscana, a tutti i livelli istituzionali.

Una sorta di “chiamata alle armi”, con la quale Evangelisti ha chiesto a tutti gli eletti uno straordinario impegno politico e personale per una battaglia che deve vedere il Partito coeso e determinato verso un obiettivo che rappresenta la sintesi più alta dei valori fondanti di Idv e contro una zavorra oscurantista assolutamente inconcepibile alle soglie del 2011.

“A molti, ma non a tutti – si legge nella missiva - appare evidente (scontato, direi) che in uno Stato laico sia rispettato e valorizzato il diritto all’autodeterminazione di ciascuno”. Ma, mentre il Governo nazionale sembra procedere nella direzione opposta, prosegue Evangelisti, “noi dell'Italia dei Valori, rappresentanti di un Partito che nella laicità trova una sua matrice, vogliamo ribadire che non ci deve essere nessun obbligo per nessuno, bensì libertà per tutti”.

Per questo, il Segretario invita tutti gli amministratori Idv a “prendere un impegno concreto e fare in modo che le varie amministrazioni locali della nostra regione attivino e mettano a disposizione della cittadinanza il registro dei testamenti biologici”.

La diffusione di questo strumento, secondo le parole di Evangelisti “non rappresenta soltanto una scelta politica, ma una volontà etica e civica. Abbiamo l’occasione di farlo, come Italia dei Valori, in tutte quelle realtà in cui già abbiamo responsabilità amministrativa, oppure ponendolo come punto qualificante dei nostri programmi in quei comuni chiamati al voto la prossima primavera”.

Perché, conclude il Segretario, non è soltanto una proposta politica, ma “si tratta di una battaglia di civiltà!”

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