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Dipartimento antidroga denuncia Grillo: istiga al consumo di cannabis

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Dipartimento antidroga denuncia Grillo: istiga al consumo di cannabis

L' Italia e' l'unico Paese europeo dove il consumo di cannabis continua a crescere, ma la strategia antidroga del Governo ha come fondamento il reato d'opinione e la censura, con la complicita' di un sistema di informazione ossessionato in modo miopico dai singoli casi di cronaca.

 


 Gia' da tempo abbiamo notato che la strategia antidroga del Governo ha come fondamento il reato d'opinione e la censura. Utilizzando il reato di istigazione al consumo, il Dipartimento per le politiche antidroga sta attivamente perseguendo siti Internet  antiproibizionisti, insegnanti e presidi  che non concordano con la linea del governo, manifestazioni, feste, negozi e ora anche Beppe Grillo, per il solo fatto di esprimere opinioni contrarie alla verita' governativa.

 Il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri ritiene che "le affermazioni fatte nel blog da Beppe Grillo, relative ad alcuni aspetti sulla Cannabis e sulla carcerazione di persone che utilizzano tale sostanza, siano esternazioni fortemente inesatte, fuorvianti e prive di fondamento". "Questa sorta di 'inno alla cannabis' -prosegue il Dipartimento- sfiora senz'altro gli estremi previsti degli articoli 82, 83 e 84 della legge sulle droghe (Testo Unico 309/90) di istigazione e proselitismo e induzione all'uso di droghe. Per questo motivo il Dipartimento ha predisposto una segnalazione alla Procura affinche' valuti se i contenuti del Blog possano connotare gli estremi di reato riscontrati negli articoli specifici". A scatenare la reazione del Dipartimento e' stato l'intervento apparso ieri sul blog del comico genovese e dal titolo 'L'erba di casa mia' dopo aver annunciato la sua campagna per la marijuana libera.

'Buon 168 -ha esordito Grillo- Vi parlero' della droga! La droga! I drograti! Se usi la droga sei un drogato! Due dati: secondo il ministero della Giustizia, fino alla fine del 2008 in galera c'erano 58.127 detenuti. Adesso ce ne sono 63.771. Sono aumentati di circa 5500 unita', l'unica cosa che aumenta in Italia sono i detenuti.L'indulto ceppalonico ne aveva liberati ventimila, che sono rientrati quasi tutti. Ma l'indulto, lo sapete meglio di me, e' servito non per togliere dalle carceri dei delinquenti ma per tenere quelli veri fuori. Il discorso e' malposto, molto malposto: qui parlano di costruire nuove carceri, ma se  Maroni dice che la criminalita' sta diminuendo che senso ha fare delle carceri nuove, se ci saranno meno criminali fra un po'?'.

E ancora: 'Per fare tutto questo bisogna mettere mano alla legge Fini-Giovanardi, una legge indegna, indecorosa, come chi l'ha concepita. E' una cosa indegna equiparare la marijuana, la cannabis, la canapa cioe' una piantina a una droga pesante, bisogna essere bacati di testa.La legge riempie le carceri ma anche i cimiteri: io ho scritto di quelle persone morte in carcere dopo essere state arrestate per una piantina, parlo del falegname di Perugia Aldo Bianzino e l'operaio Stefano Frapporti di Rovereto'.

 'La canapa -ha scritto ancora Grillo- e' una pianta, come si fa a incriminare una pianta? Anche il Sassofrasso allora. Contiene il principio attivo dell'ecstasy... e' un albero, magari Giovanardi ne ha uno nel suo parco. Avra' un Sassofrasso, allora diamo sei anni, dieci anni di galera a uno che detiene un Sassofrasso che contiene il principio attivo dell'ecstasy? Siamo veramente fuori. Cosa bisogna fare? La Corte di Cassazione il 10 gennaio 2008 ha sancito che la coltivazione sul balcone di casa anche di una sola piantina e' da considerarsi un reato perseguibile. Ma perseguibile quanto? Quanto si puo' perseguire uno che si tiene una piantina sul balcone? Si puo' perseguire da sei a venti anni di carcere, dice la legge, con una multa che va da 26.000 a 260.000 euro nonche' la sospensione del passaporto, patente di guida, porto d'armi, dovra' anche seguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo a casa di Giovanardi. Ora lo capite: uno preferisce la pena di morte'.

'Nel frattempo, mentre fanno queste leggi, anni di galera a uno che ha una piantina -ha proseguito Grillo - a Gioia Tauro scaricano centinaia di tonnellate di coca che impestano tutta l'Italia. Mentre danno da sei a dieci anni di carcere a uno con una piantina a Milano 150.000 habitue' consumano cocaina tutti i giorni'.

'Questa -ha concluso Grillo- e' una legge ingiusta, antieuropea, ipocrita, mortale, antisindacale, antiintelligenza, discrezionale. Va riscritta, la detenzione di cannabis va depenalizzata: chi fuma uno spinello paghera' una multa, non puoi metterlo in galera come un delinquente abituale. Va fatto un indulto per toglierli tutti dal carcere e fare una legge speciale per mettere dentro i consumatori abituali di cocaina che sono in Parlamento, che conosciamo tutti'.

 PERDUCA A DPA: DOPO GRILLO DENUNCI ANCHE ME - "Mi autodenuncio al sottosegretario Giovanardi, col quale abbiamo avutoun dibattito alla Radio settimana scorsa proprio sulle dichiarazioni di BeppeGrillo sulla depenalizzazione della cannabis, che da stasera sul mio blog perdukistan.blogspot.com pubblichero' il post di Grillo 'L'erba di casa mia' che il dipartimento anti-droga del Governo considera 'una sorta di inno alla cannabis che sfiora senz'altro gli estremi previsti degli articoli 82, 83 e 84 della legge sulledroghe (Testo Unico 309/90) di istigazione e proselitismo e induzione all'usodi droghe". Lo afferma Marco Perduca, segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista eletto senatore nelle liste del Pd. Da oltre 30 anni, prosegue "i Radicali ritengono che la tossicomania sia una malattia da curare e che contro la criminalita' comune e mafiosa occorra legalizzare, e quindi regolamentare, produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite. La meta' dei reclusi d'Italia che ho potuto incontrare in questi giorni, e' privata della liberta' in virtu' di violazione della legge Fini-Giovanardi - una serie di misure che combinate con la ex Cirielli sono letteralmente criminogene" conclude Perduca.

Invito quindi il Dipartimento a predisporre una segnalazione alla Procura affinche' valuti se i contenuti del mio blog possano connotare gli estremi di reato riscontrati negli articoli summenzionati".

 Il ragionamento che sta dietro questa impostazione e' facile da capire. Nonostante la legge italiana abbia raggiunto il massimo grado di severita' e repressione mai conosciuto nel mondo occidentale, l'Italia e' l'unico Paese europeo dove il consumo di cannabis continua a crescere. Insomma, dopo sette anni da zar italiano antidroga ed una legge che porta il suo nome, il sottosegretario Carlo Giovanardi si e' rivelato un inefficace quanto dannoso servitore dello Stato.

E' ovvio che a questo punto l'unica cosa che rimane da fare e' perseguire coloro che criticano le sue fallimentari politiche. Con la complicita' di un sistema di informazione disattento alle politiche antidroga, ossessionato in modo miopico dai singoli casi di cronaca, e' un'operazione che potrebbe anche riuscirgli.

 

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