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Arezzo: 15enne botanico "in erba" coltiva cannabis nell'orto di casa

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Arezzo: 15enne botanico "in erba" coltiva cannabis nell'orto di casa

 

“Sono 22 le piantine rigogliose di canapa indiana sequestrate dai carabinieri.

Come giardiniere un giovane adolescente di 15 anni.

Lo strano orto di sostanza stupefacente è stato scoperto in un terreno di Capolona. .

I militari hanno quindi bloccato il 15enne che è stato segnalato, assieme alla madre 50enne, all’Autorita Giudiziaria con un’informativa di reato per coltivazione di canapa indiana. Le piantine sono state sequestrate.”

Una notizia di cronaca, che ha fatto un po’ sorridere e un po’ preoccupare.

Un adolescente si è trasformato in botanico in erba, probabilmente approfittandosi della buona fede della madre, che immaginiamo non conoscesse la natura delle piantine…

Certo mentre la città assiste al suo inarrestabile declino, mentre furbi e furbetti si trasferiscono come bravi turisti a Dubai e mentre qualche migliaio di persone si ritrovano senza lavoro per la finanza creativa degli stessi furbetti, la macchina della giustizia arresta un ragazzino che ha seminato un po’ di Maria.  

Negli ultimi 10 anni, la guerra alle droghe ha fallito su tutti i fronti.

Il consumo di droghe può causare problemi, ma il proibizionismo causa disastri. Milioni di persone sono state criminalizzate, miliardi di euro sono spesi in una guerra inefficace e improduttiva. Gli sforzi di riduzione del danno e di promozione di un uso responsabile delle droghe sono attivamente ostacolati dai governi che cambiano, ma non cambia la politica. Nel frattempo, il mercato delle droghe rimane nelle mani della criminalità organizzata, i cui enormi guadagni distorcono l’economia globale e generano corruzione diffusa.

Le politiche sulle droghe dovrebbero essere una questione di sanità pubblica, non di sicurezza e i singoli paesi potrebbero consentire esperimenti con politiche sulle droghe non basate sulla proibizione: in Italia, in controtendenza al resto d'Europa, il consumo di droghe è in costante aumento. L'uso di cocaina è aumentato del 20%, la cannabis del 15%. Sempre più giovani i consumatori. Dati in calo nel resto del mondo. Basterebbero questi dati a costringerci ad una riflessione. Ma....

Era il 21 febbraio 2006 quando il Parlamento approvo' la legge di riforma sulle tossicodipendenze, modificando in fase di conversione, un decreto legge per assicurare il corretto svolgimento delle olimpiadi invernali di Torino.

Dopo tre  anni di quella legge e di antiproibizionismo non si parla più.

Tanto meno ne parlano i programmi dei partiti, che ritengono le droghe un tema sensibile, ossia uno di quelli da sottacere pena possibili divisioni e perdita di consensi.

Rimaniamo così un paese in cui per i consumatori di sostanze non esistono diritti, in cui aumentano arresti e sequestri e, ovviamente, il giro d'affari della criminalità organizzata.

Non proibire ma educare: questa è la soluzione che nessuno prende nemmeno in considerazione, perchè è più facile difendere gli interessi delle multinazionali del traffico della droga e non certo la salute delle giovani generazioni. Non basta proporre la legalizzazione degli spinelli, ma occorre anche vietare la pubblicità degli alcolici, che contribuiscono in modo determinante a formare l'immaginario dei giovani (e non solo) in una direzione in cui le prestazioni, le amicizie, il successo sessuale, sono dovuti unicamente allo sballo. È del tutto evidente che il centro del messaggio che arriva ai giovani, è che è la sostanza assunta che produce il successo dell'individuo. È un messaggio gravissimo, l'esatto contrario di quello che andrebbe proposto ai giovani come agli adulti. E' il messaggio che promette i migliori incassi per chi produce bevande da sballo.

Il punto non è proibire ma educare.

Oggi, nel 2010, c'è ancora qualcuno che fa confusione, qualcuno che fa il giustiziere coi ragazzini e a volte li rovina per sempre (e non sono certo le forze dell'ordine che fanno solo il loro mestiere), qualcuno che mente, qualcuno che se ne approfitta, qualcuno che la usa per rilassarsi e qualcuno che la usa per prendere voti, qualcuno che soffre, ma non può curarsi, qualcuno che va in galera, qualcuno che viene umiliato, qualcuno che s'ammazza… ma la sua morte non fa più notizia !

 

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