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Lettera: la questione mense per i bimbi aretini

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Lettera: la questione mense per i bimbi aretini

L’incontro, ieri sera, al Centro polivalente de La Pace di Arezzo, c’è stato ma, purtroppo per loro, è stato disertato dagli assessori invitati, Tanti e Gamurrini.

Si vociferava che al Malpighi fosse stato organizzato, ahimè, in contemporanea, un incontro sulla annosa questione dei tetti con l’amianto, ed i due assessori fossero entrambi presenti in quel consesso. Si può capire che Gamurrini, viste le deleghe, dovesse necessariamente essere presente al Malpighi, ma la contemporanea presenza dell’assessore Tanti, ha lasciato tutti molto ma molto perplessi.

Erano presenti oltre novanta genitori di un costituendo comitato “giù le mani dalle mense”, che dopo aver letto un circostanziato comunicato da far giungere al Sindaco accompagnato dalle firme degli aderenti, ha dibattuto in maniera estremamente composta ed altamente democratica la questione.

Quale? Ecco, ad Arezzo le mense sono gestite da una società appaltatrice, non aretina, che, a detta di molti, non assolve al delicatissimo compito dell’alimentazione dei nostri bambini, in maniera nemmeno mediocre. Detta società che è in scadenza di concessione, ha presentato un progetto di unificazione di tutte le mense, in una mega struttura da oltre 4000 pasti giornalieri, finanziando parte del progetto, e chiedendo una concessione di almeno dieci anni al Comune, al quale garantirebbe una cospicua partecipazione agli utili prospettati in un projet financing che accompagna detta proposta.

Così, dopo Nuove Acque e le amare conseguenze per la popolazione aretina che paga tariffe tra le cinque più care d’italia, ci ritroveremmo con un servizio mense, che, come Nuove Acque, dopo poco tempo, potrebbe imporre una Tassa mensa rincarata per garantire quegli utili prospettati al Comune nel project financing suddetto. Insomma si intende anche lucrare sull’alimentazione dei bambini oltre che sulla loro salute, stante la bassissima qualità fino ad oggi mostrata.

I genitori hanno deciso, quindi, di procedere alla costituzione formale del comitato e di avviare una serie, civili, di azioni per sensibilizzare l’attuale giunta e farla desistere dall’assumere delibere che vanno contro l’interesse della maggioranza dei cittadini coinvolti.

Mi domando, in ultima analisi, se non sbaglio l’ente provincia di Arezzo, a Villa Severi, ha svolto numerosi corsi di cucina, formando figure di cuochi e aiuto cuochi. Non si potrebbe andare alla gestione delle mense con la soluzione dell’ “in house providing”? Pensate, occupare decine di ragazzi, aretini, già formati, migliorare tutte le mense esistenti senza spendere cifre folli, riuscire, veramente, a far mangiare i bambini, i prodotti della nostra terra, coinvolgendo tutti i produttori locali, le associazioni e la Fraternita del Laici che con 1.200 ettari disponibili ed un potenziale mercato da completare nelle ex stalle di Mugliano, può rappresentare il valore aggiunto ed il volano di questo progetto. Gli eventuali utili resterebbero tutti in città, rinviati a riserva, presupposto per nuovi investimenti, sempre necessari, senza pesare nello stringato bilancio comunale. Che faccio, mi sveglio, o continuo a sognare?

Ex rettore della Fraternita dei Laici

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