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L'aretino GIORGIO VASARI e gli artisti a Bologna. “D’ODIO E D’AMORE”. Un successo grandioso. A Firenze..

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L'aretino GIORGIO VASARI  e gli artisti a Bologna. “D’ODIO E D’AMORE”. Un successo grandioso. A Firenze..

PROROGATA LA MOSTRA

 

La sala Edoardo Detti (primo piano della Galleria degli Uffizi) accoglierà fino al al 6 gennaio la mostra D’odio e d’amore – Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, curata da Marzia Faietti e Michele Grasso, inaugurata lo scorso ottobre nella Sala del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe. L’esibizione sarebbe dovuta terminare ieri, 2 dicembre, ma in seguito al successo riscontrato sia come critica che come numero di visitatori, si è deciso di prorogarla al 6 di gennaio 2019.

E’ noto il giudizio piuttosto negativo di Giorgio Vasari nei confronti  degli artisti d’oltre Appenino a cui rimproverava la scarsa qualità e la mancanza di ispirazione a causa del mancato contatto con opere e materiali dell’arte classica dai quali prendere spunto. Ma l’esposizione lascia intuire come quel giudizio fosse destinato a non durare a lungo. Effettivamente le parole del primo storico dell’arte appaiono già meno dure nei confronti del Correggio che, a parer suo, se fosse uscito dalla Lombardia (l’Emilia era allora considerata terra lombarda) e si fosse spinto fino a Roma “averebbe fatto miracoli”, ma poi verso agli artisti della generazione successiva Vasari spende addirittura parole di approvazione.

Il testo delle Vite di Vasari viene usato come traccia  che  rivela una relazione quasi di odio e d’amore, con giudizi feroci da una parte e slanci ammirati dall’altra. Si tratta effettivamente di una mostra dal taglio inedito, con un discorso intellettuale e figurativo molto sottile; basti pensare ad esempio ad un disegno inedito di Amico Aspertini che sembra voler omaggiare proprio nei confronti del Vasari, di cui cita l’opera. Bologna aveva nel frattempo conquistato il rigoroso artista e primo storico dell’arte aretino.

“La mostra affronta con coraggio un tema sofisticato e raro - commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – guidando lo sguardo del visitatore attraverso dipinti e disegni, in un gioco di rimandi tra testo e immagine. È il frutto di anni di studi da parte dei curatori sugli scritti di Vasari e sulle opere, con risultati inediti e scoperte che rivelano la profonda vocazione alla ricerca delle Gallerie degli Uffizi e la loro missione educativa, ai più alti livelli”.


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