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Chef Shady: da Betlemme ad Arezzo nel nome della tradizione di Natale a tavola

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Chef Shady: da Betlemme ad Arezzo nel nome della tradizione di Natale a tavola

Venerdì 7 dicembre alle ore 12 cooking show dentro la baita del Mercatino tirolese di piazza Grande. Lo chef italo-palestinese Shady Hasbun, nato professionalmente all’Accademia del Gusto fondata dalla Confcommercio aretina, in questi mesi è tra i protagonisti della trasmissione di Rai 1 ‘La Prova del Cuoco’ condotta da Elisa Isoardi. Insieme ad alcuni allievi dei corsi di cuoco dell’Accademia elaborerà alcune ricette originali che uniscono Toscana e Palestina nel segno della festa.

 
Da Betlemme ad Arezzo in nome della tradizione natalizia a tavola: venerdì 7 dicembre alle ore 12, la baita del Villaggio tirolese di piazza Grande ospiterà lo speciale cooking show dello chef italo-palestinese Shady Hasbun, che regalerà alla sua città di adozione alcune ricette originali per unire oriente e occidente nel segno della festa.
Una laurea in storia dell’arte e una passione innata per la cucina (in Palestina, dove ha vissuto con la famiglia dagli uno ai dodici anni, ha imparato l’italiano trascrivendo le ricette che sua madre gli dettava), “chef Shady” è nato professionalmente formandosi all’Accademia del Gusto fondata dalla Confcommercio aretina, che continua a frequentare oggi in veste di docente.

Personaggio istrionico e poliedrico (come musicista collabora con la band di musica etnica Kabìla e con i Maram), Hasbun in questi mesi è tra i protagonisti della trasmissione di Rai 1 ‘La Prova del Cuoco’ condotta da Elisa Isoardi. E il cooking show aretino arriverà proprio il giorno successivo alla registrazione di una nuova puntata del fortunato programma culinario.
Nell’atmosfera romantica della baita di piazza Grande darà ennesima prova della sua abilità di chef e di showman. Ad affiancarlo nella elaborazione in diretta delle ricette ci saranno alcuni allievi del corso di cuoco dell’Accademia del Gusto. “Perché”, spiega, “è solo trasmettendo le nostre conoscenze alle nuove generazioni che si conserva la tradizione. Per questo amo insegnare all’Accademia del Gusto, che ogni anno prepara i nuovi professionisti della cucina ad affrontare con le carte in regola il mondo del lavoro”.
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