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Vannetti, presidente di Confartigianato, al Viceministro: “Cambiare davvero”

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Vannetti, presidente di Confartigianato, al Viceministro: “Cambiare davvero”

Le risposte alla platea di imprenditori su flat tax, pensioni, investimenti e infrastrutture

 

E' stata un'iniziativa molto partecipata, con la Borsa Merci piena di imprenditori, quella organizzata da Confartigianato Arezzo che sul tema “Quale Europa? Prospettive ed opportunità: Come si orienta l'imprenditore tra flat tax, fatturazione elettronica, pace fiscale, spread, riforma pensionistica”, ha interrogato il viceministro all'economia Massimo Garavaglia e il sociologo Domenico De Masi.

Dopo i saluti al sindaco Alessandro Ghinelli, che era accompagnato dal vicesindaco Gamurrini e dall'assessore Comanducci, alla presidente della Provincia, Silvia Chiassai, al prefetto Anna Palombi, al presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi, il presidente provinciale di Confartigianato, Ferrer Vannetti, si è rivolto al rappresentante del Governo, prendendo in prestito le parole del Gattopardo, modificate per l'occasione: “Cambiare tutto, perchè tutto cambi”.

“Parliamo spesso di precarietà – ha sottolineato – allora io sono a capo di un'associazione di precari, perché oggi in Italia gli imprenditori sono dei precari. Negli ultimi dieci anni – insiste – abbiamo perso un'enormità in termini di benessere, oggi ho una speranza, che si possa imboccare la direzione giusta per ricominciare un percorso di ricrescita.” I temi sono quelli elencati nel titolo della manifestazione, ma anche le infrastrutture carenti e la sicurezza. Non è mancato un riferimento alla vicenda di Fredy Pacini, associato a Confartigianato, che “Si è dovuto difendere – dice Vannetti - ma è anche lui una vittima”. “Mi auguro – ha concluso il presidente di Confartigianato – che in futuro le nostre eccellenti forze dell'ordine abbiano i mezzi per garantire la nostra tranquillità”.

Provocatorio, sopratutto nei confronti di una platea di artigiani e piccoli imprenditori, il lungo escursus del sociologo Domenico De Masi, che ha citato i filosofi greci Platone e Aristotele, che disprezzavano il lavoro, ed in particolare quello manuale, passando per Cicerone e giungendo fino a San Benedetto, con il suo “ora et labora” e finendo con Loch, Smith e Marx, che per De Masi sono i primi ad aver rivalutato il lavoro. Alle provocazioni De Masi aggiunge la sua ricetta, quella dello sviluppo senza lavoro, con le macchine, sempre più sofisticate, che sostituiranno l'uomo e la proposta di diminuire l'orario di lavoro per migliorare l'occupazione. Ci la Germania, primo Paese manifatturiero d'Europa, e la paragona all'Italia, che è il secondo Paese manifatturiero, sempre in Europa. “In Italia – dice – ciascuno lavora 1725 ore all'anno e produce un PIL di 30 mila 532 euro, in Germania si lavorano 1371 ore a testa, producendo un PIL di 41 mila701 euro. L'occupazione in Germania è al 79%, in Italia al 58%” .

Conclusione, secondo De Masi: le politiche attive del lavoro, volte a stimolare l'economia per aumentare il lavoro e il PIL, in Italia, sono state “fallimentari”.

Ma di quanto deve crescere il PIL? “Deve crescere di più di quanto cresce il debito”: è stata la risposta del viceministro all'economia Massimo Garavaglia, che ha risposto alle domande degli imprenditori sulle misure adottate e in via di adozione da parte del Governo, e raccogliendo l'invito di Vannetti “cambiare per cambiare davvero, non per non cambiare nulla”.

Il primo punto citato da Garavaglia è stato quello degli investimenti: 16 miliardi nel triennio. “E da qui al 2032 – ha aggiunto – saranno 252 miliardi.” Poi l'eliminazione degli ostacoli che impediscono alle Pubbliche Amministrazioni di investire, come quella che impediva ai sindaci di spendere gli avanzi di bilancio. “Abbiamo risolto – dice Garavaglia – con una circolare della Ragioneria, e così sono sbloccati gli investimenti in 8 mila comuni italiani.” Le infrastutture? “Per me sarebbero da fare tutte e subito”. E cita il Frejus, stretto e in salita, inadeguato per un moderno trasporto merci su rotaia, mentre il Gottardo, al confine con la Svizzera, permette che la quasi totalità delle merci possa passare dalla ferrovia. Chiarissimo.

Intanto annuncia Garavaglia che è stato chiesto ad Anas di raddoppiare le spese di manutenzione sulla rete stradale, un modo per incentivare gli investimenti e il lavoro. “Perchè la bitumatura – dice – ancora la fanno ditte italiane”

Poi c'è la flat tax e la pace fiscale, argomenti che interessando non poco gli artigiani, a seguire il tema dello spread e delle pensioni. “Questa manovra – rassicura Garavaglia- punta su elementi anticiclici, fa leva sugli investimenti e sulla detassazione per le imprese, e questo oltre ad una tassazione al 15% sotto i 65 mila euro, anche con la riduzione dell'Imu sui capannoni e su una riduzione del premio Inail per chi ha molti dipendenti.” La fatturazione elettronica? “Un altro macigno che ci siamo ritrovati”: è la definizione di Garavaglia. “Non potevamo toglierla, perchè è stato calcolato che ci vogliono 2 miliardi, che non ci sono, ma le sanzioni slitteranno a settembre.” Infine le pensioni e la quota 100. “Vogliamo – conclude il viceministro – che le persone abbiano libertà di scelta, ma puntiamo anche a fare entrare più giovani nel mondo del lavoro. Nella PA solo il 7% ha meno di 35 anni, poi per forza che c'è il calo della natalità. Come si fa a progettare una famiglia se non c'è sicurezza sul lavoro?”

E sull'Europa? “A volte – risponde Garavaglia – è un po' matrigna, ma noi proviamo a cambiare le cose. La procedura d'infrazione? Quella è un meccanismo automatico, da lì si inizia un percorso, e noi diciamo: in quel percorso lavoriamo per cambiare le cose.” Ancora bocciature: “Il codice degli appalti? Per noi andrebbe cassato, ha bloccato gli appalti in Italia”. La tassazione pesante sulle seconde case? “Un'altra cosa sbagliata, perché ha bloccato l'edilizia privata e il trasferimento di ricchezza fra le generazioni. E insieme queste due cose hanno affossato il settore dell'edilizia”. Ribadisce anche la volontà di sostenere l'innovazione (l'IRES andrà dal 24 a 15%) e le politiche attive del lavoro. Non manca lo scambio di battute con De Masi. “Vedo – obietta il sociologo – che puntate sempre su investimenti, lavoro, ecc. non pensate all'alternativa.” Ma la risposta è pronta. “In futuro sarà come dice lei, ma intanto dobbiamo arrivarci a quel futuro”.

Un confronto che il presidente Vannetti, chiudendo la mattinata, ha definito “stimolante”. “Ho particolarmente apprezzato – sottolinea – la praticità e la concretezza del viceministro Garavaglia. “Noi imprenditori – conclude – siamo ottimisti. Come diceva Churchill, quello che conta, in fondo, è il coraggio di andare avanti.”

 

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