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Camera commercio: primi 45', Siena 1 – Arezzo 0.

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Camera commercio: primi 45', Siena 1 – Arezzo 0.

Fra qualche giorno il secondo tempo, l'elezione della giunta

Quindi è senese il presidente della neocostituita Camera di Commercio Arezzo & Siena, sede legale in Arezzo. Arezzo ha l'auto, l'autista è di Siena: deciderà il volante, di chi sarà?

Il presidente si chiama Massimo Guasconi, 1961, nato nel senese, laureato in giurisprudenza, un curriculum che dal 1999 lo vede nei CdA collegati alla CNA senese ove spicca la presidenza di Camera di Commercio di Siena dal 2009 sino all'incarico post-fusione odierno.

Fusione -riguarda tutte le cciaa- inventata dal governo Renzi presentandola come l'abbattimento della burocrazia e dei costi: bischerate. Per far quadrare i conti hanno sottratto alle camere le iniziative di sostegno alle aziende del territorio, che torna ad essere nella funzione regionale, mentre oltre agli adempimenti burocratici ogni Cciaa si preoccuperà (udite udite) di alternanza scuola-lavoro e digitalizzazione. Non che questi non siano importanti, ma -a parte le aziende speciali destinate alla formazione- le attuali Camere non valgono che una frazione di quello che erano nel passato. Perchè colle fusioni emergono i problemi di bilancio fra quelle virtuose (come era Arezzo), quelle nel baratro finanziario/economico e le intermedie (come Siena).

La questione della presidenza della Cciaa costituita da accorpamento di 2 realtà come Arezzo & Siena ha una valenza sia campanilistica che di sostanza, soltanto al momento dell'elezione della giunta camerale sapremo chi comanda. 

Sì, dico comandare perché Arezzo e Siena sono realtà molto diverse quindi, anche se il commissario ad acta (e confermato segretario generale) Salvini si è impegnato a far sì che ogni territorio mantenga la propria autonomia attraverso specifici patti parasociali, non vi può essere reale integrazione, solo convivenza. Armata. Perchè quando occorrerà fare scelte nuove (anche su quanto in corso) prevarrà una delle due anime territoriali.

Ho chiesto al presidente Guasconi quali fossero le attività economiche principali nel senese: farmaceutico, camperistica, vitivinicolo, turismo, non in ordine. Credo non vadano dimenticate Monte paschi, Asl-ona, università. Al di là del numero delle imprese attive che vede Arezzo superiore di un buon 20%, tenete presente che -secondo i dati elaborati nei Focus economia della Cgil- Arezzo occupa circa 140.000 addetti mentre Siena 120.000. Questo si riflette sul PIL provinciale: 8,37 miliardi per Arezzo, 7,24 miliardi per Siena. Differenza che si ribalta in termini di valore aggiunto per addetto che vede gli addetti senesi produrre maggiore ricchezza degli aretini. 

È nell'aretino che il contributo del manifatturiero è più importante, ossia Siena è più legata ai servizi. In termini di valore i servizi senesi totalizzano più di quelli aretini. Mentre l'industria aretina in senso stretto pesa il doppio di quella senese. Una differenza sostanziale, e forse il motivo dell'accordo fra talune categorie al di là delle confini territoriali. Accordo dove -secondo me- le categorie aretine dei servizi hanno concordato alla presidenza senese Cna, per poi arrivare a presidenza aretina di figura Ascom, al prossimo giro di poltrone.

Il direttore regionale dell'associazione commercianti, Marinoni, occhio vigile su quello che accade ad Arezzo, ha detto che mai si ricorda una elezione camerale così condivisa e senza l'intervento della politica: è vero, bravissimo a lui e alla sua associazione. 

Perché se finisse come i cronisti anticipano (riportando le parole di soggetti interessati) ossia che in giunta venissero nominati 4 aretini e 4 senesi, il predominio senese sarebbe chiaro, il presidente pesa doppio. Con soddisfazione (personale nei risiko regionali) di qualche categoria aretina e profondo scorno di qualche altra (penso a confindustria-ar) che non vede rispettato il peso in area vasta. Il silenzio della politica locale lo vedo molto più legato alle prossime elezioni regionali, Ghinelli candidato a governatore deve avere buoni rapporti con Siena per avere chance di vittoria; la situazione del Pd lascia capire come si sia comportato, la defenestrazione di Sereni dalla sua categoria la dice tutta. Alla fine è Arezzo nell'insieme che perde, avere la sede val poco.

Quindi, con un 4/4 in giunta, Arezzo devolverebbe anche la camera di commercio a favore della città del Palio. Bella sciocchezza! Perché non credo che noi aretini impareremo dai senesi e viceversa. Lo avremmo già fatto. Non me ne vogliano i senesi, semplicemente i nostri territori esprimono caratteristiche economiche diverse: la pace scoppiata tra le associazioni non rispetta la diversa pulsione che ogni territorio ha. Andrebbero pregati di non asfaltarci. 

Va auspicato che abbiano un sussulto di buon cuore. Perchè, passata la luna di miele, dovranno essere fatte scelte quando i denari diminuiranno e qualcosa andrà sacrificato.

Sono curioso di vedere quale politica verrà impostata relativamente ad Arezzo fiere congressi, sopravvissuto sino adesso grazie soltanto alla camera di commercio aretina.

A proposito, la nuova data per OroArezzo 2019 ha destato più di una perplessità, ma se gli interessati tacciono, per l'una o l'altra cosa, va bene così: non si lamentino poi!

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