Prima Pagina | L'opinione | Si fa presto a scrivere Educazione Civica

Si fa presto a scrivere Educazione Civica

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Si fa presto a scrivere Educazione Civica

Credo che dobbiamo smettere di trattare i nostri ragazzi come dei bamboccioni. E’ il momento che si comincino a studiare seriamente le nostre istituzioni.

 

Ai tempi in cui il sottoscritto frequentava il liceo, ancora esisteva l’ora di educazione civica. Credo che in 5 anni non abbiamo mai fatto una sola ora di lezione! Il testo era un libercolo di una 30na di pagine che non ricordo neppure se prevedeva piu’ di un volume, dato che dopo l’unico acquisto nessuno ha mai pensato di spendere altro. 

Il passo successivo era ovvio: abolirne anche la presenza nominale, ovvero rendere nella teoria ciò che già era nei fatti.

La legge che istitutiva l’insegnamento della educazione civica nelle scuole, fu voluta dal ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro nel 1958. L’insegnamento venne soppresso nell’anno scolastico 1990/ 1991: cominciava l’epifania della lunga spending review.

A questo punto da piu’ parti, promotore l’ANCI, si richiede il ritorno a gran voce di questa materia. Ma in quali termini?

Nel nuovo corso della politica post 4 marzo, si sente spesso ricordare la necessità che le nuove cittadinanze siano sottoposte ad un preventivo corso di buona conoscenza della lingua italiana e delle forme istituzionali del nostro paese.

Se però sottoponessimo tanti diplomati in "gingillologia" delle nostre scuole al medesimo test, potremmo avere sorprese devastanti. Dovremmo addirittura arrivare a considerare cittadini abusivi un bel po’ di politici, in difficoltà anche con la sintassi e non solo con la conoscenza della Carta fondamentale. Gente che nonostante tutto fa bella mostra di sé stessi nei talk show e nelle assemblee rappresentative. Nella passata legislatura era diventata insopportabile anche agli stolti la litania sui presidenti del consiglio non eletti. Per la nostra carta non vi sono mai presidenti eletti. Ma quando sono le capre che insegnano a belare ad altre capre, la cacofonia diventa insostenibile. Deve essere la scuola ad impedire che l'assurdo diventi realtà. 

Urge ripristinare l’insegnamento della Costituzione nelle scuole dell’obbligo, ma soprattutto nelle scuole superiori, là dove già non esistono materie giuridiche, dando però ad entrambe una connotazione se possibile piu’ pregnante, rifacendosi ovvero direttamente, almeno alle nozioni del diritto pubblico e del diritto costituzionale.  

Sarebbe un modo giusto per ricordare Aldo Moro, che fortemente la volle a scuola, nel quarantennale della sua morte. Non piu’ come ora di relax per consentire agli studenti di dedicarsi ad attività “ludiche”, ma che entri tra le materie curricolari e voto finale con recupero per gli insufficienti.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0