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Quasimodo a 50 anni dalla morte

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Quasimodo a 50 anni dalla morte

Per la serie “Incontri aretini di letteratura contemporanea”, giunta alla settima edizione, l’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze di Arezzo organizza per sabato 10 novembre, in Casa del Petrarca, a partire dalle 9,30, un Convegno di studi sulla poetica di Salvatore Quasimodo a cinquant’anni dalla sua morte. Questo convegno, in effetti, è il settimo di una serie iniziata vari anni fa e che ha incontrato un crescente successo di critica e di pubblico: per ricordare i più recenti, nel 2014 si tenne un convegno su Mario Luzi a cent’anni dalla nascita (“Vola alta parola”. Mario Luzi a cent’anni dalla nascita, 1914-2014); nel 2015, sulla letteratura italiana nella Grande Guerra a cent’anni dall’entrata dell’Italia nel conflitto (Scrittori al fronte, 1914-1918. La letteratura italiana nella Grande Guerra); nel 2016, su Elio Vittorini a cinquant’anni dalla morte (Elio Vittorini, narratore e intellettuale nel cuore drammatico del Novecento); nel 2017, su Camillo Sbarbaro a cinquant’anni dalla morte (La poetica di Camillo Sbarbaro). La cura scientifica di questi convegni è affidata al prof. Giancarlo Quiriconi, già Ordinario di Letteratura Italiana moderna e contemporanea nell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara.

Al convegno di quest’anno su Quasimodo interverranno alcuni dei più importanti studiosi italiani del poeta siciliano: Giorgio Baroni (Università Cattolica del Sacro Cuore Milano), Elena Candela (Università L’Orientale di Napoli), Martina Di Nardo (Università G. d’Annunzio  di Chieti-Pescara), Marina Paino (Università di Catania), Pasquale Guaragnella (Università di Bari), Niva Lorenzini (Università di Bologna), Alfredo Luzi (Università di Macerata), Giancarlo Quiriconi (Università G. d’Annunzio  di Chieti-Pescara).

Nato a Modica, in provincia di Ragusa, nel 1901, Quasimodo trascorse l'infanzia in piccoli paesi della Sicilia, tra cui particolarmente significativo, per vari aspetti, Roccalumera presso Messina. Frequentò le Medie superiori, conseguendo il diploma di geometra. Lasciò la Sicilia nel 1919, trasferendosi a Roma dove studiò con passione e profitto il greco ed il latino, tanto da permettergli anni dopo, di eseguire magistrali traduzioni di poeti greci e latini. Dopo una parentesi di lavoro a Reggio Calabria si spostò nel 1929 a Firenze, dove il cognato Elio Vittorini lo introdusse nell'ambiente della rivista  "Solaria", entrando in contatto, tra gli altri, con  Alessandro Bonsanti, Arturo Loira, Gianna Manzini ed Eugenio Montale. Nel 1934 si trasferì a Milano, città che segnò una svolta particolarmente significativa nella sua vita, non solo artistica; lì, nel 1941, gli venne concessa, per chiara fama, la cattedra di Letteratura Italiana presso il Conservatorio di musica "Giuseppe Verdi".

Nel corso della sua lunga attività di poeta e scrittore Quasimodo vinse numerosi premi, tra cui l’ultimo, e il più prestigioso, fu il il premio Nobel per la Letteratura del 1959. Nel 1960 l'Università di Messina gli conferì la laurea honoris causa e la cittadinanza onoraria;  nel 1967 l'Università di Oxford gli conferì la laurea honoris causa. Morì a Napoli nel 1968.

Quella di Quasimodo fu una delle più articolate, significative, anche contraddittorie esperienze poetiche del Novecento italiano. Nella prima parte della sua ricerca poetica, Quasimodo mostra riflessi dannunziani, esaltando il legame con la natura (in particolare, la terra e il mare di Sicilia) e il senso di estraneità alla città: è la fase “ermetica”, centrata sul rapporto  parola-immagine-intimità e sul tempo non-cronologico. La prima fase della ricerca ermetica di Quasimodo si chiude con il volume antologico Ed è subito sera (1942).  Nel 1947 uscì la raccolta Giorno dopo giorno, un’opera che mostra un autore appassionato ai temi civili e impegnato a rinnovare l’uomo attraverso lo strumento della poesia, che necessariamente  diventa  più aperta ed esplicita. Oltre alle due raccolte citate, si possono ricordare Oboe sommerso (Genova 1932),  Erato e Apòllìon (Milano 1936), Nuove Poesie (Milano 1938), Il falso e vero verde (1949-1955) (Milano 1956), La terra impareggiabile (Milano 1958), Dare e avere (1959-1965) (Milano 1966); nonché le molte traduzioni (Lirici greci, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Virgilio, Catullo, Ovidio, Il Vangelo secondo Giovanni, l’Antologia Palatina; e ancora Shakespeare, Neruda, Molière, ecc.).

L’ingresso è libero.

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