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Schiavi dei caporali negli oliveti di mezza toscana: costretti a lavorare per 4 euro all’ora, 3 arresti e 4 denunce

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Schiavi dei caporali negli oliveti di mezza toscana: costretti a lavorare per 4 euro all’ora, 3 arresti e 4 denunce

Tre arresti per sfruttamento del lavoro. Gli operai trasportati come pacchi sui cassoni dei furgoni, nei vigneti e negli oliveti di sette province toscane

 

Le indagini della polizia di Pistoia, estese fino ad Arezzo, sono iniziate a luglio e si sono concluse con l'arresto in flagranza di tre persone accusate dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Tutti e tre gli arrestati sono stranieri.

Dagli accertamenti degli investigatori è emerso che i lavoratori sfruttati erano caricati senza nessuna precauzione sui cassoni di quattro furgoni, tutti finiti sotto sequestro, coperti da telonati. La paga era di quattro euro per lavorare nei vigneti e negli uliveti di sette province toscane: la polizia ha accertato casi nei territori di Pistoia, Siena, Prato, Firenze, Lucca, Arezzo e Pisa.

Le perquisizioni hanno riguardato anche due studi commerciali di Pistoia in uso a un consulente del lavoro che è stato a sua volta denunciato. Denunciate anche altre tre persone, un italiano e due stranieri, coinvolti nel giro.

Operazione anti Caporalato in Toscana, Fai-Cisl: “Condizioni di lavoro inaccettabili.”
Unire alle necessarie operazioni di repressione anche gli strumenti di prevenzione. Fenomeno che sta danneggiando enormemente la Toscana.”
 
“Gli arresti ad opera della polizia di Pistoia, testimoniano che purtroppo i caporali non conoscono sosta e le loro azioni continuano a mantenere i lavoratori in condizioni, anche in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, inaccettabili.”
E’ il commento del segretario generale della Fai-Cisl Toscana, Patrizio Giorni, all’inchiesta che ha portato nelle ultime ore a tre arresti e quattro denunce in Toscana per presunti reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
“Nei prossimi giorni – ricorda Giorni - verrà rinnovato, in Regione Toscana, il Protocollo sperimentale contro il caporalato; un’intesa firmata, la prima volta, due anni fa. Questo costituisce un passo importante solamente se riusciremo finalmente, come chiede da tempo la Fai, ad unire alle necessarie operazioni di lotta e di repressione anche gli strumenti, come le sezioni provinciali della ‘Rete del lavoro agricolo di qualità’, di prevenzione rispetto ad un fenomeno che sta danneggiano enormemente la Toscana e la sue produzioni agricole di qualità.

 
 
 
 

 

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