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LIBERI E UGUALI DI AREZZO E LE ELEZIONI PROVINCIALI

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LIBERI E UGUALI DI AREZZO E LE ELEZIONI PROVINCIALI

L’ANTIFASCISMO, IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E DELLA COSTITUZIONE NON SI PRATICANO A PAROLE, MA CON I FATTI, PER IMPEDIRE CHE LA PROVINCIA SIA INQUINATA DA FASCISMO E XENOFOBIA.

 

Il 31 ottobre si voterà per l’elezione del Presidente della Provincia di Arezzo e per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Le Province, secondo l’art.114 della Costituzione, sono organi costitutivi della Repubblica assieme a Comuni, Regioni e Stato e, come tali, dovrebbero essere legittimate democraticamente mediante il voto dei cittadini. La legge Del Rio, invece, prevede che gli organi della Provincia siano scelti dai Consiglieri Comunali tra i Consiglieri Comunali dei Comuni della Provincia stessa.

Noi riteniamo che le Province, per recuperare la loro piena legittimità democratica, debbano tornare ad essere elette direttamente dai cittadini, avere poteri reali e risorse adeguate; per tale motivo Liberi e Uguali non partecipa con una propria lista, né ha preso parte ad alcun accordo per le prossime elezioni provinciali aretine.

Tuttavia, dobbiamo prendere atto che il prossimo 31 ottobre si confronteranno due liste: quella del PD, che ha presentato autonomamente i propri candidati al Consiglio Provinciale e alla Presidenza della Provincia e una lista di destra nella quale è parte determinante una forza xenofoba come la Lega, presenta personaggi aretini vicini a Casa Pound e indica come candidato alla presidenza il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai.

In questa situazione è necessario fare una scelta di campo e lanciare un appello a tutti quei Consiglieri Comunali che hanno come riferimento i valori della Costituzione e della Sinistra affinché con il loro voto impediscano che in Provincia di Arezzo, medaglia d’oro della Resistenza, siedano persone che si rifanno all’ideologia fascista e che l’Ente abbia come presidente un Sindaco che lo scorso anno, come oggi il Sindaco di Lodi, adottò misure discriminatorie a danno dei figli degli immigrati che frequentavano le mense delle scuole di Montevarchi, somministrando agli stessi non il pasto completo, ma una fetta di pan con l’olio, se i loro genitori risultavano morosi con la retta della mensa.

Chi crede nell’antifascismo e nel principio che tutti gli uomini, compresi gli incolpevoli bimbi degli immigrati, hanno pari dignità e diritti, ha ora una buona occasione per dimostrarlo non a parole, ma con un fatto concreto: davanti a Casa Pound e alla xenofobia della Lega non ci si astiene, non si volta la faccia da un’altra parte, ma con il proprio voto si impedisce che queste tristi ideologie inquinino le istituzioni della Repubblica.

Liberi e Uguali Arezzo

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