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La riserva degli irriducibili

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La riserva degli irriducibili

Gli spazi televisivi destinati alla minoranza comunista

Registro ogni puntata di propaganda live su la7, programma che poi riguardo saltando alcune parti (tipicamente certe interviste o ospitate) dedicate principalmente a soddisfare l'audience veterocomunista. Taluni trovano il programma di "Zoro" Diego Bianchi troppo schierato: questo programma alcuni anni fa sarebbe stato ospitato su Raitre, noto covo di veterocomunisti, ma essendone molto chiara l'impostazione lo ritengo tuttavia assai piacevole per la capacità del conduttore di offrire una visione di cronaca che permette (nella limitatezza del campione degli interventi) ad ogni ascoltatore di farsi la sua idea. L'utilizzo del mezzo televisivo -assai più di quello cartaceo- per propaganda di parte ha accompagnato la mia esistenza: telegiornali Rai veline della democrazia cristiana piuttosto che del partito socialista, Retequattro appiattita sotto la direzione di Emilio Fede sulla idolatria berlusconiana, telekabul. Ma nel programma di Diego Bianchi trovo espressa buona ironia-satira, era così anche nel programma di Crozza, ma propaganda live riesco a registrarlo ed a gestirlo. Non sono mai stato attratto dalla ideologia comunista, il cui fallimento è evidente a tutti; peraltro (!) una dittatura assassina come lo sono state quelle fascista e nazista ed altre. So già che solo questa affermazione scatenerà contro di me gli strali di una certa parte politica che rivendica la supremazia del comunismo. Non starò qui ad approfondire il mio rigetto di Marx, Lenin, Trozsky, Stalin, Togliatti, Mao, ma riconosco che senza lo sviluppo della sinistra nel 20º secolo gran parte delle rivendicazioni sociali non avrebbe avuto luogo. Lotte sindacali, dignità e tutela del cittadino e minoranze, aborto o divorzio sono conquiste. Il concetto stesso di democrazia come la vediamo adesso, pur con le sue problematiche, non ci sarebbe senza il movimento socialista come si è sviluppato dalla fine dell'ottocento. Ma l'occupazione di alcuni settori dello Stato italiano da parte di fautori dell'ideologia comunista è chiarissimo: cito istruzione e magistratura. Podromi di una dittatura che non si è avverata per fortuna, e che anzi vede l'avvitamento su se stessa di quella componente della società italiana. Nella puntata che ho appena rivisto, Zoro porta la sua testimonianza della festa del M5S che si è tenuta al circo Massimo di Roma a pochi mesi dalla conquista del potere da parte dello stesso. Il tratteggio della partecipazione che ne risulta è preoccupante; sostenitori e speakers, spaccato deludente (per me) dell'attualità italiana: chi non è con loro è contro di loro, questo è il mantra. Ma è nell'intervista a Rossana Rossanda che ritrovo quelle caratteristiche della trasmissione che mi piacciono: il colloquio o l'illustrazione di situazioni che non trovano spazio nei mezzi di comunicazione. Nuovamente, la distanza fra me e la signora Rossanda è siderale, ma non posso che ascoltare con rispetto ed attenzione chi ha una tale esperienza di vita e la espone con delicatezza. La nitidezza prospettica con cui parla della lega del sovranista Salvini, della nullità di Di Maio e del suo movimento, della vuota pseudosuperiorità del pd e suoi esponenti come Minniti, del papa Bergoglio che fa il suo lavoro, dell'antipatia nei confronti di facebook e del suo fondatore Zuckerberg è avvincente. 
Certo, io individuo talune falle nel suo ragionamento, come quando ad esempio ribadisce nella massa operaia l'oggetto determinante di una azione politica: in una società postindustriale come quella italiana, dove non esiste più la manifattura di massa, è un errore che forse sta proprio alla base del tracollo elettorale di quella parte politica.
Il dramma è che oramai troppo poche persone sono disposte ad dedicarsi a riflessioni di un certo spessore e preferiscono portare il loro misero cervello all'ammasso delle diatribe fra Fabrizio Corona e Hillary Blasi piuttosto che delle immonde attività social del duo ferragni-fedez. 
Non trovando degni epigoni nella altra parte politica, intanto apprezzo la signora Rossanda e la sua invettiva anti Zuckerberg.

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