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Cgil: "la sicurezza sul lavoro non si crea con la burocrazia ma con una cultura diffusa e con controlli costanti ed efficaci"

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Cgil: "la sicurezza sul lavoro non si crea con la burocrazia ma con una cultura diffusa e con controlli costanti ed efficaci"

"Attendiamo comportamenti conseguenti da parte delle istituzioni locali e dalla categorie economiche"

 

"Dobbiamo capire e agire meglio. Gli ultimi infortuni mortali sul lavoro, quelli all'Archivio di Stato e a Camucia, evidenziano che quanto è stato fatto finora non è sufficiente. La tutela della salute e della vita di chi lavora è un tema che deve essere affrontato meglio, senza rassegnazione,  senza disimpegni, senza scarico di responsabilità da un soggetto all'altro. Bisogna prendere atto - commenta Alessandro Mugnai, Segretario della Cgil - che le norme e le disposizioni riempiono gli archivi ma non svuotano le camere mortuarie. Occorre una svolta".

Mugnai indica un percorso: "nei giorni scorsi  c'è stata una prima riunione interlocutoria in Prefettura. Bene il comportamento della Prefetta Palombi e del Presidente della Camera di Commercio, Sereni. Vorremmo osservare azioni fattive da parte anche di Comuni e categorie economiche. La domanda è naturale: la vita dei lavoratori è solo un problema dei sindacati e del Prefetto? E' quindi un problema sindacale o di formale rispetto delle regole oppure è il grande tema, etico e imprenditoriale, di questi anni? Ed è la domanda che giriamo a tutti: istituzioni, categoria economiche, Usl, Inps, Inail e tutti gli altri organi ispettivi".

Aggiunge Giulia Da Mario, Segretaria della Fp Cgil: "non vogliamo e non possiamo entrare nel merito della tragedia di Camucia: attendiamo l'esito delle indagini della magistratura e porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia alla quale siamo vicini. Siamo di fronte al terzo infortunio mortale nella nostra categoria negli ultimi mesi. Ribadiamo che si deve porre maggiore attenzione al tema della sicurezza da parte sia delle istituzioni sia dei datori di lavoro insieme alle organizzazioni sindacali. Questo accaduto conferma sempre di più la nostra richiesta di avere una formazione adeguata, in particolar modo per quegli addetti che lavorano in appalto”.

La Cgil, assieme a Cisl e Uil in un quadro di fondamentale unità sindacale, chiede che il "tavolo" presso la Prefettura sia stabile e partecipato. "Ci devono essere tutti perché i primi temi da affrontare sono quelli della formazione e dei conseguenti controlli - conclude Mugnai. Il primo non può essere vissuto come una fastidiosa perdita di tempo ma come una prioritaria attività aziendale finalizzata alla nascita, finalmente, di una diffusa cultura della sicurezza. Non devono essere solo le norme a guidare il comportamento dei lavoratori ma la piena e totale consapevolezza di ogni possibile rischio durante il lavoro. E, secondo tema, l'impresa che non fa formazione nel modo giusto deve essere sanzionata perché la sua disattenzione o, peggio, la sua deliberata sottovalutazione diventa un comportamento criminale che mette a rischio la vita dei lavoratori. I controlli  da parte degli organismi ispettivi non devono essere quindi casuali ed episodici ma costanti e per tutti. Costi quello che costi: non accettiamo più giustificazioni del tipo mancanza di personale. Tutti dicono che la vita non ha prezzo. Ebbene, tutti si comportino di conseguenza".

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