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Il monumento ai caduti della strada: dopo il restauro, una nuova collocazione

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Il monumento ai caduti della strada: dopo il restauro, una nuova collocazione

Sabato 27 ottobre alle 10,30 il monumento ai caduti della strada, restaurato recentemente dall’Associazione motociclistica aretina, troverà una nuova collocazione.

 

 

 

 

Lo spostamento dall’attuale sede di viale Luca Signorelli è stato organizzato sempre dall’Associazione motociclistica aretina in collaborazione con il Comune di Arezzo.Un’occasione per ricordare gli appassionati delle due ruote e tutti coloro che purtroppo sono morti sulle strade.

Il monumento sarà collocato nello spartiacque stradale adibito a verde che si estende dopo il semaforo posto all’incrocio tra via Crispi e via Giotto, in direzione dell’ingresso al parcheggio Eden. Siamo a ridosso del parco Giotto e del sottopasso pedonale che lo raggiunge da Guadagnoli. Nell’area insistono già altri monumenti: quello dedicato agli aviatori d’Italia e la Resurrezione di Venturino Venturi.

Era il 1964 quando il Motoclub 1-AR, realtà motociclistica legata al circolo aziendale della azienda orafa aretina, organizzò un primo motoraduno nazionale e per quella occasione nacque l’idea di lasciare un ricordo tangibile dell’evento: un monumento dedicato a tutti i caduti della strada. Fu il designer aretino Franco Palazzini a realizzare il bozzetto che ebbe l’unanime approvazione del Motoclub.

La realizzazione fu affidata a Irio Castellani che pensò alla costruzione di casse in legno dove colare del bronzo. Quest’ultimo venne fornito dalla ditta Bastanzetti, gratuitamente. Toccò a Cleto Rondinini modellare un basamento in pietra.

Successivamente i tecnici della 1-AR, in meno di due mesi, saldarono e assemblarono tutta l’opera che si compone quindi di un basamento in pietra sopra al quale si estende verticalmente una composizione in bronzo di mezze ruote che stanno a rappresentare le vite spezzate improvvisamente. L’inaugurazione avvenne il 30 agosto 1964 in occasione del motoraduno e, a ricordo, fu consegnato a tutti i partecipanti il modello in miniatura del monumento, opera di Marcello Nuti, cerista della 1-AR.

Nel 2017, un’azione vandalica lo ha danneggiato così l’Associazione motociclistica aretina si è fatta carico del restauro al quale hanno contribuito Irio Castellani, Giampietro Dirindelli, Luca Dirindelli, Giulio Giganti, Mario Mazzi, Franco Palazzini, Massimiliano Testi, Paolo Trippi.  Di concerto con l’amministrazione comunale è stato deciso di spostarlo. 

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