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Il Pil del centro storico dal 2014 ad oggi è cresciuto molto: sic sprach Comanducci.

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Il Pil del centro storico dal 2014 ad oggi è cresciuto molto: sic sprach Comanducci.



Ecco un altra fumosità proveniente dalla giunta Ghinelli che governa il Comune di Arezzo, pronunciata in vista della "Città del Natale".
Parole senza numeri, del resto quando Comanducci (assessore a Attività produttive, Comparto orafo, Fiera Antiquaria, Turismo e grandi eventi, Innovazione tecnologica, Semplificazione burocratica) si è avventurato in numeri non ha fatto bella figura: ho chiesto per e-mail all'assessore informazioni sui dati che citava o su come reperirli. Fatalità, è passata una settimana e non ho ricevuto nessuna risposta.
Tale affermazione -quando anche quest'anno ad Arezzo verrà impiantato in Piazza Grande il famigerato mercatino tirolese- rappresenta il classico esempio di ossimoro: il mercatino tirolese aumenta il Pil del centro storico, ma impoverisce l'intero comune perché i denari degli aretini finiscono a questi commercianti forestieri, invece di portare ricchezza negli esercizi aretini.
L'affermazione di Comanducci è parzialmente vera, una verità scabrosa: gli esercizi lontani dalla benedizione della giunta comunale aretina soffrono, anzi chiudono. Basta andare al giro in città, per esempio camminare dal liceo classico fino a Porta San Lorentino, muoversi per Saione, andate dove vi pare tranne Piazza Grande: trovate la risposta nelle vetrine spente e polverose, negli opifici abbandonati. I soldi dei turisti vanno in Tirolo, che ringrazia; quelli della fiera antiquaria scacciati dalla piazza non ringraziano, sono giustamente arrabbiati.
Alla facoltà di economia di Siena circolava un aneddoto, la domanda cui uno studente non era stato in grado di rispondere: un marziano atterra con l'astronave in piazza del Campo e prende il caffè. Cosa è accaduto? È aumentato il Pil. Infatti la ricchezza aumenta se il denaro che la genera viene da fuori. Tanto più elevato è il valore aggiunto presente nella transazione tanto maggiore è la ricchezza. Per capirsi un bicchiere di vino locale genera più ricchezza di un caffè, a pari spesa.
La ricchezza viene distribuita nel territorio attraverso stipendi o corrispettivi ed anche attraverso gli utili delle imprese se hanno sede nel territorio. La parte di questa ricchezza che diviene imposte entra nella disponibilità degli enti locali o nazionali. Questi enti possono con contributi, sussidi fiscali e simili incentivare specifiche attività economiche. Quando il Comune di Arezzo investe denaro nella "città del Natale" favorisce la presenza di pubblico -ossia consumatori- nel centro storico della città che vede incrementare il suo Pil, ma se questo avviene semplicemente perché i consumatori invece di spendere in periferia spendono nel centro storico si ha soltanto lo spostamento della ricchezza: si toglie a qualcuno per dare ad altri, usando il denaro della collettività. 
In Comune diranno che il mercatino tirolese e l'insieme delle iniziative legate alla città del Natale porteranno in Arezzo frotte di forestieri che lasceranno denari nella nostra città. E' probabile, ma sulla omogenea distribuzione di questa ricchezza ho molti dubbi. Idem vale per il mercatino internazionale che va di scena una nuova volta in ottobre, e che magari ri-avrà lo sconto (dalle tasche di tutti aretini) perché il Comune lo considera una iniziativa culturale. Quindi il risultato della digestione dei panini e simili potrà essere inserito in scatolette come "merda d'artista".
Già che ci siamo allego i dati che ho trovato sui rendiconti comunali circa i denari che il Comune ha messo sul settore del commercio, servizi  domanda individuale, Mercato Ortofrutticolo + Mercatale Fiera Antiquaria e di Settembre: negli anni 2013-2017 investe 1.647.000€ e ne ricava 554.000€.
Per storia personale e familiare Comanducci viene dal mondo del commercio, tante aziende che esprimono una grande forza associativa centrale per l'elezione del sindaco della città: ad Arezzo non diventi sindaco se non sei amico di questa categoria. L'assessore è inoltre forte sostenitore dell'economia dei servizi ed indica nel turismo il futuro motore della città. Parla apertamente di grande crisi dell'industria, ma non mi pare che si sia molto impegnato a sostegno della manifattura aretina. Secondo me occorre puntare sul turismo, ma non bisogna certamente abbandonare l'industria -o meglio il settore manifatturiero- l'unico in grado di offrire lavoro ad un largo numero di aretini in possesso di qualifiche modeste o "stagionate". Per questo non apprezzo le parole e le scelte di Comanducci, deve operarsi per tutti i settori economici e non solo per quelli che gli sono più congeniali. Ma deve essere un problema dell'intera giunta se anche il famoso incubatore d'impresa tanto propagandato da Ghinelli durante la sua campagna elettorale non ha visto la luce. A proposito, i fondi gestiti per lo sviluppo economico sono saliti da 700.000€ nel 2015 ai 780.000€ nel 2017, certo i lettori sanno dove sono andati. Le teorie, specie economiche, sono come i buchi di culo: il mio avrebbe puntato su accordi coi tour operators, dopo aver sanato alcune inaccettabili carenze della Arezzo turistica, esempio bagni pubblici. Comanducci in Ghinelli ha ovviamente altra visione, ma la sua navicella pare imbarcare acqua, appesantita come è da sacrifici di altri (soldi della comunità).
Ha visto la luce la Fondazione Arezzo Intour "con l'obiettivo di creare un organismo di Governance moderno che possa gestire e valorizzare turismo e cultura". Ho già espresso i miei dubbi su una iniziativa che dovrebbe unire pubblico e privato, memore di quell'esperienza chiamata Arezzo convention bureau che tanti, tanti soldi è costata alla cittadinanza.
Il Comune investirà 640.000€ annui nel triennio 2018-2020 cui si dovrebbero assommare sino a 750.000€ annui quali quote provenienti da soci, attività e sponsor oltre una media di 500.000€  all'anno provento dalla imposta di soggiorno. Insomma fino a un paio di milioni l'anno.
La fondazione è stata costituita nel febbraio del 2018, otto mesi dopo nel sito della fondazione vengono elencati 5 soci: 4 sostenitori (quota 1.000€ all'anno, ma si accetta anche permuta!), un Comune del basso Casentino, socio istituzionale (cioè gratis), altri sono annunciati. Raccomando all'assessore di far fare maggiore attenzione a chi realizza il sito perché il "gruppo sbandieratori Arezzo" viene definito "sbandierati  Arezzo". 
Con la morte dell'AziendaProvincialeTurismo, il comune capoluogo divenne il capofila della azione promozionale, ma sapere che un fondamentale polo d'attrazione turistico del territorio, Cortona, ha declinato la proposta di entrare nella Fondazione e con essa altri comuni della Chiana pone seri problemi allo sviluppo di questa idea. Sansepolcro ha affidato il museo civico (con due meraviglie di Piero) a società diversa da quella che ad Arezzo gestisce la cappella Bacci (altra meraviglia di Piero): difficile vedere una compartecipazione fra competitors, ma chissà.... 
Quindi Arezzo che razza di capofila sarà? Infatti per ora non si vede uno straccio di socio di partecipazione (quota 20.000€, si accetta cambio merce!) e neanche uno sponsor. 
Roma non fu costruita in un giorno, secondo "genesi" Dio impiegò 6 giorni per l'opera di creazione, confidiamo che ad Arezzo non si vada troppo in là. I percorsi non condivisi (non permettono la spartizione dei posti di comando) tipici della giunta Ghinelli non hanno bruciato le tappe, anzi vanno a rilento. 
Ricordo che intanto resta chiuso il punto turistico per chi saliva dal parcheggio di via Pietri usando le scale mobili a metodo alternato (funzionano, non funzionano).

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