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Incontri per una diversa narrazione di Arezzo

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Incontri per una diversa narrazione di Arezzo

La presentazione di Sestante, associazione con l'obiettivo di tracciare nuove rotte che diano voce e volto a chi oggi vive le situazioni più complesse e difficili. La comprensione quale primo passo di una nuova azione sociale e culturale.

incontri e quindi storie per una narrazione diversa di Arezzo. Fatta non dagli interpreti ma dai protagonisti. Un modo diverso di raccontare la vita di una comunità. E' quello che ha iniziato a  fare Sestante, associazione che si è presentata stamani in piazza Andromeda.

Pamela Masini, insegnante precaria e Riccardo La Ferla, avvocato hanno illustrato i primi passi di Sestante, associazione priva di vertici: "vorremmo una nuova narrazione di Arezzo, più vicina alla realtà, più rappresentativa delle molte persone che sono senza voce e senza volto. Non vogliamo essere noi a raccontarle ma fare in modo che possano farlo direttamente loro. Vorremmo offrire alla città il racconto di una comunità, senza mediazioni. Pensiamo che temi come l'emarginazione e la solitudine, la povertà e la mancanza di lavoro, la tossicodipendenza e l'alcolismo (in particolare tra minori e giovani), l'invecchiamento e la non autosufficienza, la salute e la sicurezza siano i problemi di tutti. Pensiamo anche che insieme ai problemi ci sono anche le opportunità: giovani che hanno voglia di fare, anziani che non intendono passare la vita sulle panchine, donne che non accettano di rientrare a casa, senza lavoro e con meno diritti di prima".

Sestante sta quindi incontrando gruppi di persone, i cui racconti sono sintetizzati e verranno presentati entro la prossima primavera nel corso di un'iniziativa finalizzata a mettere a disposizione della città non "la" narrazione della  comunità ma, semplicemente, un'ulteriore narrazione rispetto a quelle già esistenti. Un racconto fatto dai diretti protagonisti. Una fase necessaria ad una nuova azione sociale e culturale ad Arezzo.

L'idea fondante di Sestante è che sia "necessario riattivare la comunità delle persone per dare la risposte che servono. Non vogliamo sostituire nessuno - hanno sottolineato Masini e La Ferla. Ci attendiamo, quindi, che le istituzioni, i partiti, le categorie economiche, i sindacati facciano la loro parte. Ma pensiamo anche che le persone non possano limitarsi ad applaudire o a ingiuriare, lasciando il gioco interamente nelle mani di altri. Ognuno è chiamato a fare la sua parte. Non solo con proteste ma, soprattutto, con proposte e conseguenti azioni".

Sestante ha iniziato una serie di incontri con le persone che vivono direttamente i problemi che sono stati valutati come centrali. "Ci rivolgiamo a tutti, soprattutto a quelli che oggi sono silenziosi. Non a caso abbiamo organizzato questa conferenza stampa in una piazza. Ma non in una piazza centrale e famosa della città ma in questa realtà periferica dove vive gente normale, dove ci sono case popolari ma anche uffici, associazioni di volontariato e cooperative sociali. Un piccolo pezzo di mondo, un grande pezzo della realtà aretina".

Sestante è un gruppo di persone con molte diversità (attività professionali, età, presenza o assenza di esperienze politiche) ma con un denominatore comune:  "ci sentiamo parte attiva della comunità, vorremmo essere persone che non si lamentano ma agiscono, che non delegano ma s'impegnano - hanno sottolineato La Ferla e Masini. Siamo felicemente convinti che le ideologie siano morte e angosciati dal pensiero che in molti vogliano far fare la stessa fine agli ideali. siamo quindi convinti che quella in cui viviamo sia una comunità che non può stare insieme senza senso di solidarietà, coesione sociale, attenzione e tenerezza degli uni verso gli altri. una comunità nella quale il futuro non viene deciso da uno ma, se non da tutti, almeno da molti. Recuperando quindi studio, analisi, partecipazione, progettazione, azione culturale e sociale".

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