Prima Pagina | Politica società diritti | Sicurezza sul lavoro al Comune di Arezzo

Sicurezza sul lavoro al Comune di Arezzo

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Sicurezza sul lavoro al Comune di Arezzo

Documento approvato all’unanimità dall’assemblea generale dei lavoratori e delle lavoratrici il 26 set­tembre 2018.

 

La tragedia che ha sorpreso la nostra città il 20 settembre è solo l’ultimo anello di una triste e lunga cate­na di eventi nefasti. A fronte di una crescente crisi occupazionale, si assiste ad una durevole e macabra contabilità degli infortuni, con l’aggravante dell’aumento percentuale di quelli gravi, a dimostrazione che a nulla sono servite le normative sempre più stringenti. Anche le innovazioni tecnologiche non sono riuscite a produrre l’aumento del benessere organizzati­vo/economico dei lavoratori e delle lavoratrici, neanche a ridurre il numero degli infortuni; sono servite solo ad aumentare i profitti del capitale e della finanza. La normativa in materia di sicurezza sul lavoro, che in Italia ha raggiunto dimensioni smisurate, finisce per accrescere i mille adempimenti e balzelli a carico dei datori di lavoro, limitando il proprio effetto ad un aumento delle spese per adeguamenti strutturali, strumentali, per la formazione e per gli avvocati. Se la contabilità degli infortuni rimane tristemente costante è segno che siamo davanti al fallimento delle politiche per la sicurezza fin qui adottate. In questo scenario è evidente che il cambiamento deve essere di tipo culturale. La quantità e la velocità non garantiscono la qualità della prestazione lavorativa; così come i risparmi non garantiscono una migliore qualità della vita, dei lavoratori e delle lavoratrici e più in generale di tutta la cittadinanza. E questo vale anche per il lavoro pubblico. La parola “sicurezza” è ormai entrata a far parte del vocabolario e dei programmi di tutti coloro che aspi­rano a detenere il potere, al punto da sostituirsi ad altre parole altrettanto importanti, quali “libertà”, “giu­stizia sociale”, “uguaglianza”, “pari opportunità”. Ebbene, noi lavoratori e lavoratrici del Comune di Arezzo da oggi pretendiamo che la parola sicurezza sia associata anche al lavoro che quotidianamente svolgiamo per garantire a tutta la cittadinanza servizi, de­mocrazia e anche sicurezza. Sei anni fa, con il sacrificio del collega Luigi Coppola, il Comune di Arezzo ha già pagato il suo tributo di sangue sull’altare del contenimento della spesa e della presunta efficienza. Oggi è stato il turno dei colle­ghi dell’Archivio di Stato: Piero Bruni e Filippo Bagni. A caldo, per rispetto, nessuno ha avuto il coraggio di affermarlo; ma inevitabilmente nei prossimi giorni si comincerà a sentir dire che la tragedia è stata causata da errore umano, che le carte e le procedure erano a posto; gli avvocati inizieranno a fare il loro lavoro per evitare che ad una tragedia seguano carriere o imprese compromesse. Ai lavoratori ed alle lavoratrici del Comune di Arezzo interessa che non succeda più. E per questo è ne­cessario inviare un forte segnale ai datori di lavoro, ai dirigenti, a coloro che hanno il ruolo di sovrinten­dere allo stato delle strutture e delle attrezzature, a coloro che hanno il compito di coordinare il lavoro nei luoghi frequentati da lavoratori, cittadini, adulti, bambini. E la risposta dovrà essere immediata e tangibi­le. E sarà nostro preciso dovere pretendere il rispetto di questo semplice ma fondamentale diritto: il diritto alla salute e al benessere nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici. Costi quel che costi, perché la vita e la salute non hanno prezzo. Per quanto riguarda il Comune di Arezzo, indipendentemente dagli organismi e dalle figure preposte dalla normativa, la RSU e i Sindacati si faranno promotori di una verifica delle strutture e delle attività svolte dai lavoratori, partendo da quelle potenzialmente più a rischio, individuando canali di comunicazione, modalità di mappatura e successiva denuncia, allo scopo di perseguire un reale innalzamento dei livelli di sicurezza. L’Amministrazione Comunale è invitata a collaborare: politici e dirigenti. I lavoratori e le lavo­ratrici in ogni caso andranno avanti. Nei prossimi giorni sarà redatto e consegnato all’Amministrazione Comunale un primo elenco delle criti­cità già evidenti e di quelle da verificare, predisposto dai dipendenti.

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0