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La Toscana tenta una unica Holding "pubblica" per la gestione dell'acqua

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La Toscana tenta una unica Holding "pubblica" per la gestione dell'acqua

La Regione Toscana ha programmato un processo che dovrà portare alla ripubblicizzazione del servizio idrico, tra il 2030 e il 2035: riportare pubblica Publiacque e affidare a questa il compito di subentrare a tutte le altre.

 

“Penso -ha spiegato il presidente Enrico Rossi- che se concertiamo l operazione, entro il 2030 potremo avere una grande holding pubblica a cui partecipano le altre società toscane, tutte quante pubbliche e in qualche modo avere più risorse da poter investire in ciò che è approvvigionamento, manutenzione, trasporto dell’acqua e tutto ciò che è tariffa non si disperda in tasse, in canoni inutili. Secondo i nostri conti questa operazione può essere fatta senza toccare la tariffa. Noi come Regione Toscana, fermo restando il ruolo dei sindaci, siamo pronti a supportare finanziariamente l operazione e a trovare insieme ai sindaci la forma di una holding pubblica perché appunto guidi questo processo lasciando ai territori e ai Comuni l autonomia di governare questa importante risorsa. Delle sette società -ha concluso Rossi- vedremo come potremo definire al meglio il passaggio a una”.

A distanza di sette anni dal referendum che espresse in maniera netta la volontà di porre fine ai rapporti con i soggetti privati nelle società idriche, il governatore mette sul piatto una holding all'interno della quale i sindaci continuerebbero ad avere una struttura di rappresentanza.

La svolta nel dibattito è arrivata a luglio con l'orientamento espresso dai sindaci soci di Publiacqua di riportare il servizio completamente in capo ai comuni. Il fronte delicato è quello delle risorse che serviranno per liquidare i soci privati. Il governatore evidenzia che nel 2021 i canoni che i comuni riscuoteranno finiranno: "Si libereranno così 30 milioni. Non è cosa di poco conto. Se poi ai 30 milioni aggiungete quanto il privato si prende o viene ridistribuito in termini di utili si arriva a una cifra di 60 milioni all'anno", ha detto Rossi intervenendo in Consiglio regionale.

Fondi preziosi per dare una spinta alle amministrazioni cittadine a votare la messa alla porta dei privati, ma anche per far decollare la manutenzione delle tubature. "Liberandosi 60 milioni potremmo investirli sul patrimonio complessivo e, al tempo stesso, sulla messa in sicurezza della rete - sostiene il presidente della giunta - spendiamo attualmente 100-150 milioni in manutenzione, dovremmo arrivare a 300 all'anno. E' un altro tema su cui discutere".

"Rispetteremo entro il 2022 l'obiettivo della depurazione come ci è stato imposto dall'Unione Europea e questo ha voluto dire concentrare le risorse sui depuratori anziché sulle manutenzioni. Se dunque l'assemblea regionale dei sindaci, seguendo le indicazioni della legislazione vigente (che prevede che la società pubblica che supera il 25% della popolazione in ambito regionale rilevi le altre società), accoglierà ciò che i sindaci dei Comuni serviti da Publiacqua hanno già deciso all'unanimità di passare a una società interamente pubblica, il passo successivo sarà che entro il 2034, anno in cui scade l'ultima concessione per Gaia, Publiacqua avrà assorbito tutti le società e sarà effettivamente il nuovo gestore unico".

"Poichè in questa regione il centro-destra governa in alcune città e il Movimento 5 Stelle a Livorno, per favore parlate ai vostri sindaci per sapere cosa pensano a questo riguardo. E avvertiteli di una cosa: che, così come è partita la vicenda, o si interviene per via legislativa oppure le loro aziende vengono fagocitate".

"Questa è la mia previsione" ha detto ancora. "Questo discenderà automaticamente, obbligatoriamente, in conseguenza del fatto che i sindaci del centro della Toscana di Publiacqua, da Prato al Mugello, dal sindaco Nardella (capo anche della Città metropolitana) fino a Pistoia, hanno deciso la ripubblicizzazione dell'acqua in un'assemblea. Questa è la decisione, lo ripeto perché bisognerà tenere conto dei fatti oggettivi e delle leggi. Bisogna sapere che se facciamo così concludiamo la legislatura senza intervenire. E non è che poi alla fine possiate dire: "noi si è discusso e la giunta non ha fatto".

"Dovete dirci cosa dobbiamo fare - ha concluso Rossi - e possiamo farlo solo con i sindaci. C'è solo un passaggio adesso: andare nell'assemblea regionale dell'Autorità Idrica e lì i sindaci diranno che ha fatto bene Publiacqua. Dopodiché, la decisione è effettiva, esecutiva. A quel punto inizia il processo di ripubblicizzazione con Publiacqua e mano a mano che le altre società vanno a scadenza della concessione, automaticamente, vengono assorbite dalla società Publiacqua". 

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